Mettete insieme un professore di filosofia, due archeologi, poche centinaia di ceppi su piede franco di un vitigno antico e, con l’aiuto di alcuni esperti ricercatori, otterrete il vino del futuro!
È quanto avvenuto nella Cantina Contrade di Taurasi, una piccola azienda vitivinicola a conduzione familiare di Taurasi, in provincia di Avellino, dove il padre Alessandro e la figlia Antonella con il marito Flavio, dopo aver prodotto dal 1998 esclusivamente vino aglianico, hanno riscoperto e vinificato un vitigno a bacca bianca chiamato "Grecomusc'", "Roviello" o "Rovello bianco", coltivato da pochi contadini nei comuni di Taurasi, Mirabella Eclano e Bonito. Il risultato davvero eccezionale è stato espresso nella verticale di tutte le annate prodotte (la prima nel 2004) svoltasi il 30 novembre 2011 presso il ristorante Rosiello di Napoli.
Il termine Greco muscio non è citato nella ampelografia classica. Risale al 1875 la descrizione di una varietà "Rovello bianco" (ad Avellino) o Roviello (ad Altavilla Irpina) con caratteri ampelografici corrispondenti a quelli del vitigno chiamato Greco muscio, che rientra nel progetto "Atlante dei Vitigni Storici Irpini" dello ST.A.P.A. – Ce.P.I.C.A. della Regione Campania.
Le principali caratteristiche che contraddistinguono questa varietà sono la foglia a seno libero ed il pericarpo che cresce in eccesso rispetto alla polpa, dando al chicco l'aspetto "moscio", accentuato da scarsa disponibilità idrica nel periodo di maggior accrescimento che genera un rapporto solido/liquido non usuale.
La vinificazione avviene da grappoli raccolti manualmente e subito trasportati in cantina, dove
vengono pigiati, diraspati e pressati. La fermentazione alcolica avviene a 18°C utilizzando lieviti autoctoni selezionati nelle vigne. Il vino matura in contenitori di acciaio e rovere per circa 11 mesi ed è imbottigliato con filtrazione non spinta. Con questo procedimento, che rispetta la naturalità del prodotto senza complicate alchimie in cantina, Contrade di Taurasi produce da un vitigno antichissimo un vino tradizionale ed allo stesso tempo moderno, con profumi e sapori differenti secondo le annate, ciascuna irripetibile ed inimitabile.
È stata davvero una esperienza unica la degustazione di questo vino eccezionale, di colore paglierino intenso quasi dorato, profumo molto intenso e persistente in cui sono presenti sentori minerali, fiori gialli, menta, fieno, idrocarburi, zolfo e pelliccia. Al gusto è risultato sempre secco e consistente, di grande intensità e lunga persistenza, caldo e molto sapido, quasi masticabile, con un'ottima acidità che lo rende molto longevo.
L'evento, che ha meritato l'attenzione del telegiornale di Canale 21, la più importante emittente televisiva privata della Campania, si è concluso con una graditissima sorpresa, la degustazione in anteprima di due cru di Taurasi DOCG della vendemmia 2007, Vigne d'Alto e Coste, che esprimono in maniera diversa secondo i siti di coltivazione, comunque al massimo livello, le caratteristiche migliori dell'Aglianico. Ad essi sono stati abbinati alcuni prodotti tipici irpini (ricotta, capocollo, caciocavallo e zuppa di fagioli con verdure) insieme a deliziose specialità del ristorante Rosiello.
Alla Cantina Contrade di Taurasi ed al ristorante Rosiello i più sinceri complimenti ed auguri della Condotta Slow Food Avellino.
Per informazioni: avslow@gmail.com
Tag: campania, taurasi, vino, televisione, greco, bianco, vitigno, antico, muscio, canale 21, rovello, roviello
Sono un appassionato del settore enogastronomico e sono incuriosito dall'evoluzione di questo vino. Sfortunatamente mercoledì 30 avrei anch'io voluto partecipare alla verticale di Grecomusc', ma non mi è stato possibile. Desideravo però sapere se questo evento è stato organizzato dal fiduciario della condotta Slow Food di Avellino, perchè le mie informazioni lo davano come organizzato dal giornalista del Mattino Luciano Pignataro e dalla wine writer Marina Alaimo. Saluti Luca Scritto da: luca69 | 05/12/2011 alle 22:19
Gentile Luca, come si evince dall'articolo pubblicato su Vinit, la degustazione del Grecomusc' non è stata organizzata dalla Condotta Slow Food Avellino, ma dalla stessa Cantina Lonardo, ritengo con l'ottima collaborazione delle persone da te nominate e, per la verità, di molte altre.
La bellezza della storia aziendale e la straordinarietà dei vini mi hanno indotto a relazionarne su Vinit ed a chiedere la collaborazione di Canale 21 per dare risalto a chi opera con qualità e far condividere l'esperienza, almeno in parte, agli appassionati che come te non hanno potuto essere presenti.
Cordiali saluti.
Scritto da: Condotta Slow Food Avellino | 06/12/2011 alle 12:15
Mi consenta ma nel Suo articolo ha però omesso di nominare Luciano Pignataro e Marina Alaimo, unici organizzatori dell'evento concordato con la Cantina Lonardo, come del resto si evince dalla comunicazione inoltrata più volte dal Wine Blog Luciano Pignataro. Ho notato anche che ha utilizzato le foto pubblicate sul suddetto wine blog senza citare la fonte e tagliando dalla foto in alto a sinistra le facce dei due relatori, nonchè organizzatori della verticale storica. Questo ad onor del vero. Cordiali saluti. Luca Scritto da: luca69 | 06/12/2011 alle 13:41
Gentile Luca, confesso che non sono un lettore del blog di Luciano Pignataro, né d'altra parte ho ricevuto dallo stesso alcuna comunicazione riguardante l'evento del Grecomusc'. Nelle mia nota informativa ho ritenuto opportuno citare solo i proprietari della Cantina Lonardo e pubblicare le fotografie e le inquadrature a mio avviso più significative in relazione al testo; ciò anche per non far torto ai numerosi organizzatori e collaboratori (per esempio alla bravissima Antonella Monaco) e, ovviamente, senza l’intenzione di oscurare nessuno, soprattutto personaggi molto ben conosciuti nel settore, cui non occorre certamente il contributo di una mia citazione.
Porgo infine i miei complimenti per lo spirito di osservazione, davvero notevole per uno che non è stato nemmeno presente, come affermi. Le fotografie non di mia fonte personale sono ovviamente quelle in cui sono inquadrato e quella in cui viene servito il vino al proprietario della Cantina, taggatemi su Facebook da Lello Tornatore, Socio della Condotta Slow Food Avellino e presente tra i collaboratori, da me riutilizzate per documentare il testo in maniera coerente. Tanto per citare la mia fonte sperando che ne tragga soddisfazione. Con i più cordiali saluti.
Scritto da: Condotta Slow Food Avellino | 06/12/2011 alle 15:56