04.11.2010 | Prodotti Tipici Inserisci una news

Firmato, a Torino, un protocollo tra la Provincia di Benevento e Slow Food Campania per la produzione di ecotipi vegetali locali

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Nella stupenda cornice mondiale del Salone del Gusto con le sue eccellenze enogastronomiche e di Terra Madre con le sue Comunità del Cibo, della Cultura Popolare, dell’Apprendimento, dei Giovani e dei Musicisti, il 24 ottobre è stato firmato un protocollo tra la Provincia di Benevento e Slow Food Campania per la produzione di specie vegetali patrimonio della biodiversità del territorio sannita.

I protagonisti: Carmine Valentino, assessore alle politiche agricole della Provincia di Benevento accompagnato da Giuseppe Porcaro e da Gaetano Pascale Presidente Regionale di Slow Food Campania, hanno spiegato i motivi ispiratori del protocollo.

 

L'iniziativa è volte alla tutela e valorizzazione della variabilità genetica nel rispetto del principio della sostenibilità ambientale ed energetica, salvaguardia della biodiversità , promozione e della cultura alimentare, per la fruizione di cibi genuini da parte dei cittadini, per la riscoperta dei saperi tradizionali come modello da far valere e proporre nelle iniziative di cooperazione internazionale.

 

Non ultimi i temi della formazione, dell'educazione alimentare e sensoriale, della valorizzazione della filiera corta, della ristorazione collettiva e del turismo enogastronomico.

 

Interessante ed efficace è stato l'intervento di supporto artistico-culturale del gruppo musicale Sancto Ianne, improntato alla realtà rurale sannita sulle sue manifestazioni sonore e canore legate al lavoro ed alla vita quotidiana.

 

La prossima tappa è prevista a Benevento per la fine di novembre dove, analogamente all'evento torinese, verranno illustrati i contenuti del protocollo e le iniziative che ne deriveranno insieme all'intervento artistico culturale dei Sancto Ianne e della Solot.

 

Nell'anno della biodiversità, il terzo rapporto dell'ONU tracciato da suo segretario generale Ban Ki-moon assume tinte fosche e deludenti: nonostante i buoni propositi, continua inarrestabile la perdita di biodiversità nel regno animale, nelle specie vegetali spontanee e specie vegetali coltivate.

 

Soprattutto in queste ultime, per varie ragioni, si calcola una perdita del 75% del patrimonio genetico, negli ultimi 100 anni. Centinaia di cultivar nell'ambito dei cereali, legumi, ortaggi sono già irrimediabilmente persi altri rischiano di scomparire nei prossimi decenni; da Casaldianni un piccolo segnale di inversione di questa tendenza.

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