Il "Medioevo", inteso come età di mezzo, quindi fase di transizione tra due stadi, implica nell'immaginazione collettiva una visione negativa e di accesa involuzione, commerciale, sociale e produttiva. Gli studi hanno dimostrato che non fu proprio coś. Molte nozioni, anche inerenti all'arte birraia e al suo consumo, sono arrivate da quel periodo storico...
Per quale motivo la bronzea bibita si diffuse con celerità in Europa dopo la fine dell'Impero Romano? Dopo la caduta dei Romani e degli idoli pagani, si diffuse una massiccia cristianizzazione che sconvolse l'Europa dal punto di vista sociale, politico e demografico, causando forti ondate di migrazione. Proprio in quel periodo, alcuni monaci irlandesi diffusero la birra dalla loro terra in tutto il continente, soprattutto nel nord, dove era considerata un prodotto indispensabile e apprezzato. Bere acqua era giudicato poco salubre e segno di indigenza. Inoltre, la birra era senz'altro più buona! Nei monasteri si praticava lo studio dell'arte birraia, poiché il consumo non comportava l'interruzione del digiuno, pratica questa molto diffusa tra i monaci. Gli storici del tempo riportano fedelmente che nel X secolo la razione giornaliera di birra dei frati era di circa cinque misure, ognuna delle quali corrispondeva ad un litro abbondante. Inoltre, la bionda bevanda divenne un'importante fonte di guadagno e le birrerie dei monasteri si trasformarono in mescite gestite e frequentate. Con il Medioevo s'introdusse l'impiego del luppolo come ingrediente. Il vantaggio fu l'effetto antisettico e la possibilità di conservare la birra per periodi lunghi, rendendone possibile il commercio. L'esempio più antico di una legge sulla purezza risale però al 1447, e fu emanata dal Consiglio della città di Monaco di Baviera in Germania. Tali disposizioni di diritto alimentare giovarono alla qualità e alla promozione della birra. In aree come la Svizzera l'arte birraia fiorì, ma solo fino nel tardo Medioevo. Successivamente, i resoconti relativi al consumo di questa bevanda diventano rari, incerti e con pochi dati. La coltivazione della vite era sempre più imperante e intensiva. Numerosi cattivi raccolti e conseguenti carestie non permisero l'impiego dell'orzo per la fabbricazione di birra. Mancò davvero poco alla fine della bronzea bibita e sua austera destrezza produttiva.
Fino al Seicento la produzione di birra dipendeva dal prezzo dell'orzo e del vino: se c'era molto grano era venduta a buon mercato, se invece mancavano i cereali a causa del cattivo raccolto, la produzione veniva interrotta. [Documentazione e foto Taccuini Storici]
Stefano Buso
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