23.01.2003 | Cultura e Tradizioni

Falerno. Il vino sulla via di Damasco

I loro antenati lo offrirono a San Paolo, quando era sulla via di Damasco e passò di lì, ora gli abitanti di Casale di Carinola, in segno di rievocazione e di devozione al santo offrono il vino dei rinomati vigneti a tutti i pellegrini e i viandanti che venerdì prossimo prenderanno parte ai festeggiamenti per la festa liturgica della Conversione di San Paolo.

Il prestigioso Falerno del Casale sarà offerto, accompagnato da piatti tipici e da quelli che qui vengono chiamati «salatielli», (lupini tostati e salati), come vuole la più antica tradizione del posto. L'evento, che raduna ogni anno migliaia tra fedeli e buongustai, nasce dalla profonda devozione che il popolo di Casale riversa in San Paolo, il santo che dimorò proprio sulla collinetta casalese, dove si ricavò una grotta e dove ora si erge una delle più antiche e suggestive chiesette della zona. 

Il vino è offerto dai viticultori locali che per l'occasione, ogni anno, durante il periodo della vendemmia, donano una parte del frutto dei loro vigneti. Alla fine il vino viene raccolto da un'apposita quanto storica commissione, miscelato e riposto in enormi botti fino proprio al ventiquattro gennaio quando sarà offerto a tutti coloro che prenderanno parte ai festeggiamenti. 

Durante questa ricorrenza dal paese parte un'imponente processione che giunge fin sopra la collinetta dove si trova la chiesetta del santo e ad ogni viandante o peregrino che percorre la strada viene offerto cibo e vino anche dai proprietari dei casolari e delle masserie che sorgono lungo la strada per la cappellina o nei pressi della stessa. Nel corso degli anni è nata quasi una sorta di gara a chi offre il miglior vino e la miglior pietanza e, via via, i piatti più tradizionali, fagioli e ceci, sono stati spesso soppiantati da grigliate di pesce o carne. I pellegrini che ogni anno di questo evento si riversano nella stradina conducente alla cappellina dove il santo dimorò, avranno, cioè la più piena ospitalità nella case rurali casalesi, in segno di rievocazione dell'ospitalità che i casalesi diedero all'apostolo di Tarso mentre era sulla via di Damasco. Secondo una leggenda del posto, tra gli eventi miracolosi che convinsero il persecutore del cristianesimo a convertirsi, ci fu anche l'ospitalità dei casalesi e la bontà del loro vino. Una volta giunti, rifocillati e ristorati, sulla chiesetta, i fedeli assisteranno alla celebrazione della messa e a seguire ci sarà la benedizione del vino e del raccolto dei campi.
Aldo Cavallo

Fonte: Il Mattino

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