21.04.2006 | Cultura e Tradizioni

La produzione dell'oro verde di Lucca Sicula

Celebrata l'ottava edizione della "Festa dell'Olio". Lucca Sicula è una rigogliosa cittadina dell'entroterra agrigentino che, coinvolgendo anche altri comuni del comprensorio geografico, quali Bugio, Villafranca Sicula,Calamonaci, vuole diventare la capitale della produzione dell'olio extravergine di oliva siciliano.

L'olio prodotto è di ottima qualità, ma mancano sbocchi commerciali per mancanza di strutture adeguate che consentano di farlo entrare nei più importanti mercati italiani e stranieri. Oggi i piccoli e grandi produttori hanno la necessità di consorziarsi per far sì che il loro prodotto non venga più venduto occasionalmente, ma riuscire invece a piazzarlo con un proprio marchio dop che ne certifichi la qualità. Già qualche passo avanti è stato fatto,infatti alcuni frantoi presenti nel territorio si sono posti all'attenzione regionale e nazionale ed inoltre si sono adoperati per far conoscere il loro olio extravergine d'oliva all'estero, in alcuni pesi europei, negli Stati Uniti ed in Canada.

Partendo da queste motivazioni si è celebrata il 26 e 27 Novembre nella cittadina l'Ottava Edizione della "Festa dell'olio" promossa dal Comune, dall'Assessorato all'Agricoltura della Regione Sicilia, dai comuni dell'"Alto Verdura Gebbia", con le associazioni dei produttori locali.

La varietà più comune di ulivo è il biancolilla, ma esistono anche piante di nocellara del belice le quali si sviluppano e producono bene nella zona collinare, dove queste colture, negli ultimi anni, sono aumentate quantitativamente e migliorate notevolmente qualitativamente. Le olive sono raccolte a mano, sono molite a pietra e successivamente spremute a freddo con metodi tradizionali ottenendo olio di qualità superiore.

Il suo sapore, fruttato e morbido, non registra mai punte eccessive di amaro e di piccante, mentre sovente è dolce; armonico nelle componenti olfatto-gustative può avere sentore di foglia, mandorla verde o altra frutta.
Nel comprensorio da Sciacca a Caltabellotta, da Burgio a Lucca Sicula, da Calamonaci a Villafranca Sicula, da Bivona a Cattolica Eraclea e Montallegro vi è una superficie olivetta di circa 10mila ettari, con circa 6mila aziende e con oltre 30 milioni di euro di produzione media annua.

Nel corso della manifestazione ci sono stati momenti di educazione alimentare con le visite ai frantoi, delle degustazioni guidate dell'olio d'oliva, con analisi sensoriali curate da esperti dell'Assessorato Regionale. Inoltre gli studenti con i docenti dell'Istituto Alberghiero "Molinari" di Sciacca hanno curato l'organizzazione della degustazione di prodotti tipici locali conditi con l'olio.

Per questa occasione sono stati allestiti, nella piazza del paese, anche diversi stand dove sono stati esposti prodotti dell'agricoltura, dell'artigianato ed antiquariato. La manifestazione è stata l'occasione per tracciare le linee guida che devono essere seguite dagli imprenditori agricoli che vogliono piazzare l'olio, partendo innanzitutto da una buona campagna di pubblicizzazione, di presentazione e di degustazione del prodotto.

L'economia in tutta la zona si articola per il 50% sugli uliveti, una potenzialità enorme che, se bene indirizzata e guidata potrebbe fare notevolmente sviluppare l'economia di tanti paesi di questo comprensorio. In tutto questo contesto Lucca Sicula può diventare un crocevia turistico-agricolo-economico perché posta lungo un itinerario che và dal mare, con gli insediamenti alberghieri tra Sciacca e Ribera, dalle presenze di siti archeologici di Agrigento e Cattolica Eraclea, l'insediamento termale di Sciacca, fino all'interno collinare con le riserve naturali del Sosio-Verdura.

Nino Reginella
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