07.10.2004 | Vino e dintorni

Viti salvate: la tintilia del Molise

Tra le tante degustazioni effettuate, negli ultimi tempi ho avuto l’opportunità, di "scoprire" un vitigno ed il relativo vino prodotto: la tintilia del Molise. Voglio scrivere di questo vino, perché mi è piaciuto in modo particolare per la sua originalità, unicità e piacevolezza di beva: un vino che mi ha emozionato, così come può emozionare un paesaggio, una poesia, la carezza di una persona cara...

Questo articolo lo dedico a tutte le persone che ancora si emozionano guardando un film, ammirando un’alba, guardando un bambino in braccio alla madre, ...sorseggiando un buon bicchiere di vino.

Un po’ di storia del vitigno
La “Tintilia” è un vitigno autoctono molisano. Introdotto nella seconda metà del settecento, in piena dominazione borbonica, in virtù dei commerci tra il regno di Napoli e la Spagna, deriva il suo nome presumibilmente dall’etimo Tinto che in lingua iberica significa “rosso”, ed è infatti caratterizzata da un colore rosso scuro.

Un tempo capillarmente diffusa nelle zone interne, ha perso importanza e diffusione quando si è iniziato a privilegiare la quantità della produzione, attualmente, però con la riscoperta delle sue caratteristiche qualitative sta tornando in auge.

Sotto il profilo tecnico la Tintilia è un vitigno di media vigoria e produttività discreta, grappolo spargolo ed alato in alcuni cloni, di grandezza medio-piccolo con acini ovoidali, buccia pruinosa e consistente di colore nero-bluastro facile al distacco, sapore leggermente aromatico, raccolta tardiva. Il vino che ne deriva presenta colore rosso rubino intenso, al naso rivela sentori di frutti di bosco e radice di liquirizia su un fondo di vaniglia, in bocca è caldo con tannini in evidenza.

Il vino che ne deriva presenta colore rosso rubino intenso, al naso rivela sentori di frutti di bosco e radice di liquirizia su un fondo di vaniglia, in bocca è caldo con tannini in evidenza. L’acidità è sostenuta, poiché il vitigno è coltivato a quote abbastanza elevate (da 250 m sul livello del mare in su).

Infine si sottolinea che, benché nel catalogo internazionale delle varietà la cultivar Tintilia sia riportata come sinonimo di Bovale Grande o Bovale Sardo essa è risultata, dagli studi sul germoplasma, condotti dal Dipartimento S.A. V. A. dell’Università del Molise, totalmente diversa dalle varietà in questione.


Come recuperare la Tintilia
L'analisi genetica conferma l'esistenza di più cloni appartenenti ad un'unica varietà piuttosto rustica e adatta alle colline dell'entroterra molisano: la Tintilia
di Pierluigi Cocchini (*), Luigi Cinquina (*), Antonella Angiolillo (**)

In Molise la storia della vitivinicoltura può essere distinta in due fasi: fino alla metà degli anni 60 del secolo scorso essa era quasi completamente concentrata nelle zone collinari più interne delle province di Campobasso e Isernia ad altitudini variabili dai 250 ai 600 m; in seguito, con la bonifica delle aree litoranee e con l'avvento della riforma fondiaria, la coltivazione della vite si spostò molto velocemente nelle zone pianeggianti dove, utilizzando forme d’allevamento espanse (tendone) e vitigni generosi, raggiungeva livelli quantitativi di produzione impensabili altrove.

Vitigni un tempo considerati validi, vennero rapidamente abbandonati per far posto ad altri; a farne le spese fu soprattutto la Tintilia che per secoli fu considerata dai molisani la migliore vite da vino.

Vitigno autoctono a bacca rossa, ricco in polifenoli (tannini, antociani), dotato d’elevata rusticità e adattabilità alle condizioni pedoclimatiche dell'alta collina molisana, mal si adatta alla pianura e con scarsa produttività (resa massima 80 q/ha); per tali caratteristiche é stato ingiustamente trascurato e solo l'ostinata perseveranza di pochi agricoltori ne ha impedito la definitiva scomparsa.

Negli ultimi 10-15 anni la qualità ha assunto un ruolo fondamentale nella filiera vitivinicola, pertanto anche in Molise ci si é ricordati dei vitigni autoctoni dimenticati, provvedendo al loro recupero, operando un percorso inverso a quello che ne aveva decretato il declino, con il fine di ríportarli nelle zone di coltivazione d'elezione.

L'Ente regionale di sviluppo agricolo del Molise ha intrapreso uno studio approfondito della caratterizzazione del vitigno tradizionale Tintilia, effettuato in collaborazione con il Dipartimento di scienze animali, vegetali e dell'ambiente dell'Università del Molise, con lo scopo di individuare con esattezza le popolazioni e gli eventuali cloni del vitigno e fugare ogni dubbio sulla presunta parentela con il vitigno tradizionale sardo BovaIe Grande, al quale la Tintilia viene associata nell'Albo internazionale dei vitigni.

Dopo una fase preliminare di monitoraggio e l'individuazione dei vigneti, si é proceduto alla valutazione delle metodologie analitiche attualmente disponibili, per la caratterizzazione genetica della Tintilia, utilizzando i microsatelliti o Strs (Short tandem repeat), dei marcatori ampiamente usati per l'identificazione e il confronto di materiale vegetale e animale.
I risultati dell'analisi genetica eseguita su tutti i campioni analizzati sono stati sorprendenti: 21 dei 22 campioni di Tintilia presi in esame sono risultati perfettamente identici tra loro e ben distinti sia dal Bovale Grande sia dal Bovale Sardo; il 22° campione é invece risultato completamente diverso sia dalla Tintilia sia dal Bovale, probabilmente per un errore in fase dí campionamento. Si può cosi affermare che tutti i campioni analizzati, provenienti da 21 vigneti distribuiti nel territorio regionale del Molise, sono cloni appartenenti ad una popolazione omogenea e geneticamente distinti dalla varatá Bovale Grande, perciò si esclude il presunto legame di, parentela tra la Tintilia e quest'ultima.

Oggi cari amici lettori, vi voglio segnalare una giovane azienda, solo se consideriamo l’età dei titolari, i fratelli D’Uva (mai cognome fu piu’ azzeccato), che mi ha positivamente stupito, per l’alta qualità dei suoi prodotti, ed in alcuni casi veramente emozionato, su tutta la linea aziendale:


Azienda Agricola Angelo D’Uva

C.da RICUPO 13, Larino (CB)
Tel. 0874/822320
Fax 0874/822492
[email protected]

Servizi:
Assaggio e degustazione vini a titolo gratuito
Ristorazione e Pernottamento presso l’ Agriturismo I Dolci Grappoli, di proprietà; Pagamento con Bancomat, Cartasì, Diners Club, Master Card

Un po’ di storia aziendale
Nel cuore dell’antica Frentania, a Larino città d’arte romana e medievale, alla confluenza dei bracci minori di antichi tratturi, su dolci declivi che guardano verso il mare sorge l’azienda agricola D’uva. Estesa per ettari 70 l’azienda vanta, fin dalla sua fondazione, avvenuta negli anni 40, una vocazione vitivinicola tramandata da padre in figlio e mantenuta con impegno e passione.

Nel solco della tradizione famigliare, coniugando l’esperienza contadina e le moderne conoscenze e tecnologie enologiche, l’attuale titolare ha inteso accrescere il valore e la qualità delle produzioni aziendali, reimpiantando i vigneti con sistemi di allevamento atti a selezionare e accrescere la qualità delle uve e costruendo una cantina, per la vinificazione delle uve e l’imbottigliamento dei propri vini.


I vigneti
I 15 ettari di vigneti di proprietà dell’azienda sono messi a dimora su terreni argillosi-calcarei ad un altitudine media di 250 metri sul livello del mare e sono allevati a cordone speronato con una densità di 4000 ceppi per ettaro. La scelta di questo sistema di coltivazione mira al miglioramento strutturale della viticoltura aziendale e a garantire, in ogni anno di produzione una precoce e costante selezione qualitativa del prodotto, obiettivo primario per l’azienda, cui concorrono l la potatura e la vendemmia manuale, la quale ha inizio intorno alla metà di settembre per i bianchi e si protrae fino alla fine di ottobre per i rossi.

I vitigni coltivati sono il trebbiano e la malvasia per i bianchi, il Montepulciano, il Cabernet Sauvignon per i rossi, ai quali si aggiunge la varietà autoctona della Tintilia, che si presenta come un vitigno di media vigoria, con grappolo spargolo ed alato in alcuni cloni, di grandezza medio piccolo con acini ovoidali e buccia pruinosa dal sapore leggermente aromatico. Il reimpianto di questo vigneto e la vinificazione di queste uve è espressione di una precisa scelta aziendale di riscoperta, rispetto e valorizzazione del territorio molisano, che si esprime anche nelle denominazioni adottate per i vini DOC e IGT

La Cantina
Costruita come un antico tempio, sormontato da imponenti capriate in legno, la cantina è stata inaugurata per la vendemmia 2001. Un ambiente accogliente ed elegante ospita le botti d’acciaio, i moderni impianti di spremitura e filtrazione, i sistemi computerizzati per il controllo del raffreddamento e del riscaldamento dei processi di vinificazione. Nascono qui i vini D’Uva di grande e pregevole qualità.

Degustazioni
Passiamo ora alla parte piu’ attinente a questa rubrica: le mie degustazioni, appunto. Premetto che questi vini, soprattutto le tipologie rosse, mi hanno molto colpito, per la loro originalità, alta qualità e piacevolezza di beva, sottolineando che, alcuni tra i piu’ piacevoli, sono transitati solo ed esclusivamente per contenitori di acciaio, significando che quando la materia prima è di alta qualità, ricca di zuccheri ed altri elementi, con una buona ed attenta vinificazione si possono ottenere ottimi prodotti, dal buon rapporto qualità/prezzo.


Vino: Ricupo 2002 Doc rosso del Molise gr. 13,50

Scheda tecnica
Rosso del Molise
Ottenuto esclusivamente da uve di Montepulciano, lasciate macerare alla temperatura controllata di 25 gradi, per 20 gg. e affinato in acciaio prima e in bottiglia poi per circa 6 mesi. Da uve di montepulciano 100%.

Si presenta nel bicchiere con un colore scuro, violaceo, impenetrabile: mai nome fu piu’ azzeccato per un vino così"cupo"; profumi accentuati ed intensi di confettura di prugne (cotte), di ciliegie; in bocca è caldo, grasso, denso e succoso, si sentono le uve di provenienza del Montepulciano; è quasi masticabile nel senso piu’ piacevole della parola; gradevole e pieno di corpo, gradevolmente tannico, non si percepisce assolutamente nessun tipo di legno.

Un grande prodotto molisano che ci ha positivamente stupito.
Complimenti a questo bravo produttore
Voto 5 stelle
Prezzo € 6,70 +Iva


Vino: Tintilia doc 2002 gr. 14

Scheda tecnica
Rosso del Molise
Dall’etimo spagnolo Tinto ossia rosso, trae il suo nome il vitigno autoctono della tintilia, un tempo capillarmente diffusa nelle zone interne e oggi riscoperta e valorizzata dalla viticoltura molisana.

Dalla vinificazione delle sue uve effettuata in rosso alla temperatura controllata di 25 gradi con una macerazione per 25 giorni e successivo affinamento in acciaio e in bottiglia per 6 mesi.

Questo è stato davvero uno degli assaggi che più mi ha emozionato negli ultimi anni. Di colore rosso cupo, nerastro, con riflessi violacei; nel bicchiere è molto denso, concentrato, quasi oleoso; al naso emergono netti ed intensi profumi di frutta rossa surmatura, ma tra tutte è emersa la mora selvatica di rovo; in bocca è molto denso: ritorna la mora selvatica surmatura (quella che d’estate si raccoglie nelle pinete marine), tannini morbidi, ma consistenti. (Sembra quasi che il vino abbia transitato velocemente in legno grande!). Complimenti a questo bravo produttore molisano, per la ricchezza e concentrazione delle uve e la vinificazione ottima.

Voto 5 stelle 90/100
Prezzo da definire, in quanto questo vino deve ancora essere ufficialmente, immesso sul mercato. (Questa degustazione è stata pubblicata sulla rivista (dell’ Associazione Città del Vino): Terre del Vino numero di settembre 2004 - pag. 75).



Produzioni IGT
Vino: Keres 2002- gr. 12 –Terre degli Osci

Trebbiano Terre degli Osci
Rese per ettaro contenute e una adeguata selezione delle uve di trebbiano consentono la produzione di Keres, un vino di colore giallo paglierino intenso e vivace che ricorda le messi mature consacrate dai sanniti alla dea Keres. Colore giallo paglierino brillante, con riflessi dorati; manifesta un bel bouquet aromatico di frutta matura (pera, mela…); in bocca ha un piacevole ingresso caldo, denso sulla lingua, rispecchiando quanto avvertito al naso: è giustamente fresco, con una bella acidità che dona freschezza al vino, con una buona persistenza finale.

Un trebbiano molisano che ci ha sorpresi per la sua freschezza e piacevolezza di beva. Ben vinificato enologicamente.
Un prodotto di buona qualità.
Voto: 4 ¼
Prezzo €. 5,80 + Iva


GAVIO IGT
Rosso Terre degli Osci
Da uve di Montepulciano lasciate macerare 10 giorni,e vinificate a temperature controllate, nasce Gavio vino rosso rubino secco, di corpo e giustamente tannico. La tipicità e il carattere di questo vino ben si accordano alla fierezza e bellicosità della stirpe sannita e del suo condottiero Gavio Ponzio di cui porta il nome.

Vino: Terre degli Osci “Gavio” Igt rosso- Montepulciano- 2002 gr. 13,50
Bello al colore questo vino, che subito affascina: rosso scuro, violaceo, impenetrabile; al naso netti ed intensi profumi di frutta rossa, mora su tutte; in bocca perfetta rispondenza: succoso, polposo, molto buono e godibile (pur essendo l’annata 2002, non una gran vendemmia un po in tutta Italia), ma questo vino è uno di quelli che fa eccezione: lungamente persistente, con tannini morbidi e levigati e con tanto frutto maturo e concentrato (non si sente alcun tipo di legno!!).
Un altro grande vino di questo giovane e bravo produttore.
Complimenti vivissimi.
Voto 5 stelle 87/100
Prezzo €. 6,20 + Iva


Dedicato al vino...
Si posa delicatamente sulle mie labbra ...un'ebbrezza leggera pervade il mio corpo..un brivido lungo la mia schiena..una farfalla appoggiata sui petali di una rosa all'improvviso spicca il volo, una rondine regala mille acrobazie agli occhi di una donna..quel goccio di buon vino scende giù..in mano un bicchiere..grandi emozioni in un grande bicchiere che racchiude tante sensazioni in una piccola prigione trasparente... (Commento inviato da: Alessia di Roma)

Grazie dell’attenzione e naturalmente: Prosit con la magnifica Tintilia del Molise.

Roberto Gatti
sommelier degustatore
Codigoro (Ferrara)
Email: [email protected]
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