30.06.2016 | Cultura e Tradizioni Inserisci una news

Il Roero, un territorio ricco di fascino naturalistico, artistico, culturale ed enogastronomico

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Una terra da esplorare con calma e attenzione, alla ricerca dei particolari densi di storia e cultura, con notevoli spunti enogastronomici

Il Roero, il cosiddetto territorio a nord del fiume Tanaro, si rivela una terra da esplorare con calma e attenzione, alla ricerca dei particolari densi di storia e cultura, percorrendo le strade di campagna che collegano i fondovalle ai crinali.

L'esplorazione assume un fascino particolare addentrandosi tra le stradine che animano i borghi ai margini dei più noti e frequentati paesi come Vezza, Canale e Montá, tutti nomi abbinati ad Alba (CN) dopo il loro passaggio agli inizi del 1800 dalla diocesi di Asti a quella del capoluogo langarolo.

 

Un paesaggio in cui è facilmente individuabile la biodiversità della natura, con vigneti inframmezzati a noccioleti, alberi da frutto, pascoli e boschi, di origine più recente rispetto alla vicina Langa, intorno a 5 milioni di anni fa, con colline ricche di sabbia e di fossili marini, rese ancora più uniche ed emozionanti dagli incredibili strapiombi mozzafiato delle cosiddette "Rocche del Roero", impressionante fenomeno geologico dell'erosione nel corso degli anni perpetrata da parte del corso del fiume Tanaro.

 

Un territorio che da sempre dedica tempo e risorse alla cultura e alle tradizioni. Tra i segni distintivi le diverse pievi, chiese o manieri di rilevante interesse storico-artistico che ancora oggi capeggiano la sommità di queste colline, dove si mantengono vivi piccoli centri abitati.

E' il caso ad esempio di Monteu Roero, sormontato dal suo Castello, posto in posizione dominante alla sommità di una delle alture più alte e ripide del Roero, acquistato recentemente dai fratelli astigiani Berta, titolari dell'omonima distilleria, con l'intento di restaurarlo e trasformarlo in un Centro Culturale.

 

Oppure a Magliano Alfieri, dove è stato recentemente inaugurato all'interno del Castello il Museo Teatro del Paesaggio delle Colline di Langhe e Roero, un percorso che si sviluppa in undici sale dedicate al tema del paesaggio delle colline di Langhe e Roero, illustrate e narrate attraverso l'ausilio di oltre 40 filmati, 5 animazioni, 4 postazioni interattive e 13 pannelli che pongono il paesaggio come un prodotto complesso e stratificato ove la presenza umana ne è il tratto saliente.

I temi vengono proposti al visitatore attraverso le testimonianze dirette di coloro che abitano Langhe e Roero, e che da generazioni tramandano saperi contadini e tradizionali, ponendo anche l'accento alle trasformazioni subite dal paesaggio, agli animali che lo popolano, alle colture, allevamento, festività sacre e profane, la viticoltura e molti altri temi. Un doveroso omaggio allo scomparso intellettuale maglianese Antonio Adriano, tra gli ideatori e fondatori del Gruppo Spontaneo di Magliano Alfieri, promotore di questa nuova bellissima opera.

 

In quest'affascinante contesto nascono i vini che sono stati presentati nell'edizione 2016 di Nebbiolo Prima, una delle più importanti anteprime internazionali riservate ai mass media del settore enologico, organizzata da Albeisa, associazione presieduta dal giovane produttore Alberto Cordero di Montezemolo in collaborazione con la società di comunicazione trevigiana Gheusis e resa possibile grazie al lavoro e alla professionalità dei sommelier AIS della sezione di Cuneo.

 

Personalmente ho rilevato un buon grado di piacevolezza, bevibilità ed eleganza nei Roero Docg 2013 in degustazione, frutto di uve Nebbiolo raccolte da vigneti che beneficiano in termini di freschezza e aromi fruttati di questi terreni sabbiosi e calcarei, macchiati da rare chiazze argillose.

In questi ultimi anni i produttori roerini si sono infatti prodigati in un costante lavoro fatto di ricerca, sperimentazione e confronti periodici rivolto alla creazione di uno stile univoco di Roero Docg, seppur con inevitabili ed interessanti sfumature interpretative diverse da azienda a azienda, domando e allo stesso tempo valorizzando qualità e criticità del vitigno Nebbiolo.

 

In sintesi hanno cercato di non limitarsi a una sua vinificazione "semplice", con l'estrazione degli invitanti profumi floreali e fruttati e l'ottima beva che già contraddistinguono i loro Nebbiolo d'Alba o Langhe Nebbiolo, ma di produrre un vino rosso che identificasse il territorio di provenienza.

 

Una vendemmia, quella dell'annata 2013, dal sapore "vintage", in quanto le operazioni di raccolta delle uve sono iniziate mediamente con 15 giorni di ritardo rispetto agli ultimi 10 anni, e sono terminate con la raccolta degli ultimi grappoli di nebbiolo ai primi di novembre.

Una stagione che ha avuto un avvio difficile, con l'inizio del ciclo vegetativo della vite condizionato da una primavera con temperature mediamente basse e abbondanti precipitazioni in aprile e maggio (mediamente ben 210 mm di pioggia nell'arco di 18 giorni), creando non poche difficoltà ai viticoltori che si sono trovati a fronteggiare i pericoli connessi agli attacchi fungini.

A giugno le condizioni legate agli eventi atmosferici sono gradualmente migliorate fino ad arrivare al mese di luglio che è stato molto positivo per la fisiologia della vite, grazie soprattutto alla maggiore stabilità metereologica.

 

Il Nebbiolo è stato il vitigno che ha tratto maggiori vantaggi nella parte finale della stagione, sfruttando le alte temperature registrate nel mese di settembre ed ottobre, ideali per poter sviluppare al meglio il quadro fenolico, indispensabile per ottenere vini adatti a un lungo invecchiamento.

 

In particolare ho apprezzato per l'invitante piacevolezza e freschezza sia al naso che nella beva, oltre a una notevole pulizia del prodotto, dove si percepivano la frutta rossa fresca e croccante, la mineralità e un tannino fragrante, il Roero dell'azienda Deltetto e di Malvirà, entrambe di Canale d'Alba, colline da cui nascono anche il "Val dei Preti" di Matteo Correggia, il "Cornarea" dell'omonima cantina di Vezza d'Alba, il "Sru" di Monchiero Carbone.


Le stesse piacevoli e invitanti caratteristiche le ho ritrovate nel "Montespinato" da uve di Castagnito della Cascina Chicco, nel "Brich Aût" di Montà d'Alba dell'azienda Generaj di Giuseppe Viglione, nel "Monfrini" di Govone di Maurizio Ponchione e nel "Audinaggio" di Vezza d'Alba della Cascina Ca' Rossa di Angelo Ferrio.


Discorso un po' diverso per il Roero Riserva Docg 2012, dove, complice l'annata decisamente più calda, è stato necessario un attento e preciso lavoro da parte dei vignaioli nel valorizzare i cosiddetti "cru", ovvero le colline con terreni ed esposizioni climatiche migliori ma più delicati e soggetti a picchi di temperature elevate, come i 38° gradi più volte registrati nel corso dell'estate 2012.

Il rischio era di creare dei vini di gran corpo, ricchi di alcool ed estratto secco, ma penalizzati da una non altrettanto grande freschezza, sia in termini di profumi e aromi che nell'acidità, doti essenziali per garantire una buona beva, eccedendo ad esempio con le fermentazioni/macerazioni in vinificazione oppure da eccessivi affinamenti in legno.

 

Da segnalare in questo caso dai vigneti di Montà d'Alba il "Antaniolo" di Pelassa e il "Rocche dra Bossora" di Michele Taliano, mentre da Canale ho apprezzato il "Castelletto" di Malabaila, il "Roche d'Ampsej" di Matteo Correggia e il "Printi" di Monchiero Carbone, il balsamico "Valmaggiore" di Cascina Chicco e il "Trinità" dell'azienda Malvirà.

Inoltre da Santo Stefano Roero e da Monteu Roero gli affidabili "Braja" di Deltetto e il "Sudisfà" di Angelo Negro, la versione "Riserva" dell'azienda Demarie di Vezza d'Alba e il "San Francesco" di Lorenzo Negro di Monteu Roero.

 

Luciano Pavesio

 

Nelle foto: la biodiversità naturale e storica del Roero - i Roero Docg in degustazione a Nebbiolo Prima - l'ingresso a Nebbiolo Prima in programma al Palazzo dei Congressi di Alba - le bottiglie schermate dal logo Albeisa per le degustazioni alla cieca - le rocche del Tanaro - la volta all'interno del Castello di Magliano Alfieri



Tag: Langhe, nebbiolo, Roero, alba, Montà, Canale, Vezza, Monteu, Magliano


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