L’abbiamo vista spesso in televisione descrivere la storia o la provenienza di ricette e aspetti legati o riconducibili alla cultura gastronomica. Susanna Cutini - volto noto del piccolo schermo - esperta di cultura e tradizioni gastronomiche in programmi tv di Raiuno, Rete 4 e Sky Alice...
L’abbiamo vista spesso in televisione descrivere la storia o la provenienza di ricette e aspetti legati o riconducibili alla cultura gastronomica. Susanna Cutini - volto noto del piccolo schermo - esperta di cultura e tradizioni gastronomiche in programmi tv di Raiuno, Rete 4 e Sky Alice è anche Direttore contenuti della rivista multimediale Taccuini Storici. È inoltre ricercatrice presso Laboratorio C.M.M. Università di Siena, condirettore dell'Accademia Italiana Gastronomia Storica (A.I.G.S.) e coordinatrice degli Ambasciatori del Centro Ricerche. Susanna è autrice di pubblicazioni e video sulla storia del cibo e alimentazione, parte di questi visionabili comodamente all’interno di Taccuini Storici.
D) Susanna, parlaci del tuo lavoro e perché lo hai scelto…R) E’ il lavoro che ha scelto me. Perché partendo dalla grande passione per la cucina, non solo narrata ma soprattutto fatta, mi sono resa conto che ogni prodotto, piatto o alimento portava con sé tradizioni ed emozioni. Perciò ho cominciato a ricercare partendo dal presente ed andando a ritroso nel tempo quali erano le motivazioni che stavano dietro alla nascita di una ricetta. Mi si è aperto un mondo che abbracciava gli usi di ogni essere umano indipendentemente dall’appartenenza ad una classe sociale. La gastronomia è stata un tramite per conoscere aspetti particolari anche dei grandi personaggi della storia: dal morigerato Michelangelo al gaudente Camillo conte di Cavour.
D) Ti ho vista spesso in TV descrivere un cibo o un ingrediente svelando particolari storici o geografici che la maggior parte delle persone non conosce. Pensi che questa formula possa realmente interessare? R) Basandomi sulla mia curiosità personale, credo che rappresentare un prodotto, non solamente per le sue qualità organolettiche permetta di conoscere la gente, il territorio, le emozioni. Io vorrei assimilare un manicaretto ad un’opera d’arte. I nostri campi coltivati, gli allevamenti delle fattorie, i vigneti o gli oliveti identificano dei musei a cielo aperto dove le opere sono in continuo divenire. Vorrei ricordare che l’Italia è il paese al mondo fra i più ricchi di biodiversità. Quindi perché non evidenziare questi elementi!
D) Un piatto o un sapore che ti ricorda l’infanzia? R) Io amo le patate. E perciò le cucino e le mangio nei modi più diversi. Questa passione è nata nella mia infanzia quando, come usava una volta, le mie nonne preparavano le patate per il convivio familiare della domenica. La nonna Flora faceva le patate arrosto intere con dentro la foglia di salvia. La nonna Concetta preparava le patate a pezzetti con il rosmarino. A pranzo non mancava la carne di coniglio, a cena quella di pollo.
D) Secondo te quale è stato il periodo storico gastronomico più esaltante? R) Indicherei l’inizio dell’Ottocento come un momento di grandi cambiamenti, quando in seguito alla Rivoluzione Francese si cominciò a delineare quella cucina svincolata da rigorosi canoni sociali, che diede origine al concetto della ristorazione contemporanea.
D) Svela ai lettori e lettrici se cucini e cosa ti piace preparare?
R) Certo che cucino, soprattutto a cena, perché è il pasto che riunisce la nostra famiglia: il mio cane Argo, io e mio marito Alex (siamo sposati da 24 anni ndr). Ogni mattino decidiamo il menù della sera. Alterniamo primi conditi nei modi più diversi, pizza, carne, e alla domenica dolce con gelato. Sono comunque toscana e perciò prediligo la cucina stagionale di casa mia: pappa col pomodoro, pasta al forno, ravioli al sugo, panzanella innaffiati da un Nobile di Montepulciano o un Chianti.
D) La cucina e il vino sono molto di moda, che ne pensi? R) Premetto che la cucina e il vino sono inseparabili, l’uno completa l’altra. Il fatto d’essere di moda è probabilmente legato all’atmosfera conviviale reale (non virtuale o informatica) che si crea intorno ad una tavola. Si possono parlare lingue diverse, ma di fronte ad un buon piatto e un calice di vino si comunica usando tutti e cinque i sensi.
D) Il tuo libro di enogastronomia preferito? R) “Quando siamo a tavola” di Cesare Marchi - viaggio sentimentale con l’acquolina in bocca da Omero al Fast Food. Questo è stato il libro che, comprato durante una vacanza ad Ischia in una bancarella a metà prezzo, mi ha dato l’ispirazione per interpretare la mia visione del mondo culinario.
D) La trasmissione televisiva dove hai lavorato che più ti ha gratificata?
R) “Sabato&Domenica e…” in onda su Raiuno, perché in questo programma ho potute raccontare liberamente le mie emozioni gastronomiche non solo agli appassionati della materia ma ad un pubblico variegato.
D) Sei Direttore contenuti di Taccuini Storici rivista multimediale. Come vedi la rivista all’interno del panorama della comunicazione gastronomica? R) Fruibile, semplice, attendibile. Sono questi gli elementi che assieme a tutti i collaboratori cerchiamo di offrire, coniugando storia e tradizione con l’innovazione.
D) Progetti, idee e programmi per il futuro?
R) Scrivere un nuovo libro su storie e tradizioni gastronomiche del Mediterraneo. Ampliare durata e contenuti della mia rubrica radiofonica su Radiouno Rai dove recensisco libri di enogastronomia. Tenere una rubrica settimanale alla Prova del Cuoco di Raiuno dove si racconti e proponga una cucina adatta alle giovani donne di oggi, senza dimenticare la tradizione legata ai giacimenti gastronomici italiani.
Intervista di S. Buso a Susanna Cutini
Il blog di Stefano Buso
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