A tu per tu con il Direttore del Forum Spumanti, Luca Giavi
Il 9° Concorso Enologico Nazionale Spumanti d'Italia, che si è tenuto a Conegliano il 12 ed il 13 luglio, ci ha offerto l'occasione per intrattenerci sul mondo dei vini spumanti con il Direttore del Forum Spumanti, Luca Giavi, al timone del Forum dai primi mesi dell'anno.
Giavi si è dimostrato lungimirante e, soprattutto,deciso a perseguire alcuni obiettivi fondamentali. "Da rinnovare, in particolare,", ci dice , "il linguaggio con cui si comunica lo spumante. Non si deve parlare al singolare ma riferirsi agli spumanti."
Ed infatti in Italia le aree vocate, in cui si producono i vini spumanti, vuoi con rifermentazione in bottiglia che in autoclave, sono davvero tante. Se è vero che il Concorso si tiene a Conegliano, cuore del Prosecco, diventa fondamentale, pensare a fare sistema. E, dice Giavi, a "spiegare le differenze che il terroir è in grado di offrire". Per proporre i nostri spumanti nel mondo diventa allora condicio sine que non, che allo loro qualità, si leghi la convinzione da parte dei produttori che la "competiviità" non arriva dal "vicino" ma da quelle realtà emergenti, che fondano il loro successo su un discorso prettamente economico slegato dalla bontà e dall'esecuzione ad arte del prodotto finito. Il rispetto e lo spirito di collaborazione tra i vari distretti spumantistici italiana saranno carte vincenti.
Il Concorso, durante il quale le 5 commissioni, formate da 35 commissari in rappresentanza di enologi e giornalisti (6 enologi ed 1 giornalista in ciascuna commissione), hanno espresso la loro valutazione numerica nei confronti dei vini sulla base della scheda a 15 parametri di giudizio dell'Union Internationale des Oeonologues, prevista dall'Associazione Enologici Enotecnici italiani, che ha assunto la responsabilità tecnico ed operativa del Concorso, ha visto, quest'anno. la partecipazione di 313 vini. Un trend decisamente in crescita rispetto alla prima edizione, in cui vennero presentati 145 prodotti e stabile rispetto agli ultimi 2 anni, quando i vini in degustazione sono stati rispettivamente 313 e 315.
Interessante il fatto che gli spumanti provenivano da oltre metà dello Stivale, da 11 regioni per la precisione, e che le cantine produttrici erano 129. Il tutto offriva una panoramica completa dei principali territori della spumantistica nazionale.
Per conoscere gli spumanti, premiati nell'edizione 2010 del Concorso Vi invitiamo a leggere la corrispondente notizia pubblicata su vinit
http://www.vinit.net/vini/Veneto/Treviso/Le_Mie_Degustazioni/SPUMANTI_D__039_ITALIA_2010___ECCO_I_VINCITORI_7060.html
Anticipiamo tuttavia che il "Gran Prix Forum Spumanti d'Italia" è stato attribuito alle due cantine, in rappresentanza dell'esecuzione con rifermentazione in bottiglia ed in autoclave, i cui spumanti hanno superato il punteggio di 85 punti : l'Azienda Agricola Castel Faglia con il suo "Franciacorta D.O.C.G. Extra Brut" ed Astoria Vini di Crocetta di Montello (TV) con lo "Spumante Brut 9.5 cold wine"
Entusiasta dei risultati, Luca Giavi, soprattutto perché la qualità dei vini è stata molto molto alta, confermando il progresso fatto in tal senso dalle cantine, che permetterà loro di posizionarsi in modo significativo sui mercati mondiali.
Tra gli obiettivi di Giavi, vi è la realizzazione di eventi itineranti curati dal Forum. "E' necessario", dice, "che tutta Italia conosca ed apprezzi la grandezza degli spumanti made in Italy".
E, tra i primi steps di questo progetto, sono già in corso i lavori, che condurranno alla realizzazione dell'evento principe, ovvero alla premiazione degl spumanti di questa edizione del Concorso e sarà Venezia, con il suo irresistibile richiamo ad ospitarlo nella seconda settimana di ottobre 2010. In questa occasione saranno previsti anche momenti di riflessione e discussione in forma di focus, curati anche dai produttori, e di degustazioni guidate.
Il fatto che l'Italia si sviluppi in verticale offre un'estrema versatilità e varietà nella produzione dei vini e quindi degli stessi spumanti. Un grande plus, questo, che permette al consumatore di potersi sbizzarrire nella scelta, saggiando prodotti con specifiche ed originali peculiarità, che riflettono il concetto esteso di terroir, inteso come situazione pedoclimatica, tecnica, tradizione.
Facoltà di assaggiare, curiosare, cercare sempre nuovi stimoli per i propri sensi.
E, a proposito di sensorialità, "ricordiamo", dice Giavi, "che i vini spumanti, grazie alla presenza di anidride carbonica e allo raffinate espressioni olfattive e complessità gustative, possono essere proposti a tutto pasto".
E a noi piace pensare a quanto può essere virtuoso l'abbinare cibi di una regione del nord con uno spumante del sud e viceversa e come, ancora una volta, il vino ci permette di vivere momenti di piacere e di soddisfare la nostra sete vera e quella di conoscenza.
Mirka Frigo e Giorgio Luppi