26.10.2013 | Eventi Inserisci una news

Venissa 2011, l'uva Dorona recuperta ammalia nel bicchiere

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Prima stappatura dell'annata 2011 del vino della Venezia nativa.

Sull'isola di Mazzorbo nella laguna veneziana lo scorso 22 Ottobre ho avuto il piacere di degustare, insieme ad altri 30 invitati, la seconda annatadi Venissa 2011, prestigioso vino voluto fortemente dalla famiglia Bisol e realizzato con la collaborazione di Roberto Cipresso.

Venissa è un vino unico, frutto della riscoperta e il recupero dell'uva Dorona, antica varietà autoctona veneziana a bacca gialla coltivata nelle isole della laguna sin dal 1400 e della quale si erano perse le tracce.

Venezia è conosciuta come la storica potente repubblica marinara che commerciava in tutto il mondo, in realtà pochi sanno che la coltivazione della vite, risalente all'epoca romana, era largamente presente, vi erano vigne persino nella zona di Piazza San Marco e del Canal Grande.

 

La Tenuta Venissa in Scarpa-Volo, situata a Mazzorbo, è proprio uno spettacolo, un esempio di "vigna murata", l'intera tenuta composta da un'area coltivata di oltre 2 ettari è cinta da un muro settecentesco in parte ricostruito in epoca successiva.

Al suo interno, oltre ad un bellissimo campanile del 1300 vi sono i classici edifici della tradizionale architettura rurale in laguna: la casa padronale col camino sporgente, le cantine, la stalla, il fienile e i depositi per gli attrezzi, oggi ristrutturati e adibiti ad albergo e ristorante.

Venissa rinasce quindi dall'uva Dorona detta anche "uva d'oro" in un ettaro di vigneto recuperato in accordo con Comune, Provincia e Regione, un vino che è evocazione liquida della Venezia nativa.
L'annata 2011 è stata regolare da un punto di vista agronomico, le uve hanno permesso la scelta di una lunga macerazione di trenta giorni sulle bucce, questa seconda annata nasce con maggiore consapevolezza delle caratteristiche del territorio estremo in cui giaciono le viti.

 

Venissa 2011, nel bicchiere è servito a temperatura ambiente, lo porto al naso con grandissimo interesse, ha olfatto davvero complesso, ricco di pera, albicocca, susina, ritorni di mandorla e spezie, nette percezioni salmastre e iodate fuse ad agrumi. La beva ha impronta calorica, piena, mi stupisce per la percezione quasi tannica e la mineralità che invita a bere ancora un nuovo sorso. Un vino decisamente diverso che resta impresso nella memoria olfattiva e gustativa. Emoziona.

 

Prodotto in 3911 bottiglie da 0.50 l, 188 Magnum, 88 Jeroboam e 36 Imperiali da collezione, tutte guarnite con una preziosa lamina in oro, a partire dalla mezzanotte del 1 novembre sarà possibile acquistare en primeur la vendemmia 2011 di Venissa. Le opzioni saranno disponibili fino al 31 dicembre.


Tag: roberto cipresso, bisol, venissa 2011, il vino di venezia, gianluca bisol, desiderio bisol, uva dorona


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