Vini Polidori

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  • Umbertide (Perugia)
  • Umbria
  • Vocabolo Colle Di Pierantonio
Foto azienda
  • Dati di produzione e vendita
  • Anno di fondazione: 1938
  • Superficie vitata: 25.00 ha
  • Bottiglie prodotte: 90000
  • Vendita diretta: No
  • Reperibilità dei prodotti: N/A
  • Export: N/A
  • Contatti e Ospitalità
  • Referente: N/A
  • Visite in azienda: N/A
  • Lingue parlate: N/A
L’azienda agricola “Colle del Sole”, adagiata tra i 380 e i 420 metri di quota lungo la sponda sinistra del fiume Tevere, nel territorio comunale di Umbertide, racconta la storia di una famiglia che ha creduto nella coltivazione e vinificazione biologiche e nel recupero dei vitigni umbri: la famiglia Polidori.

La storia inizia con Nello, nonno di Lauretta, agronomo ed attuale proprietaria dell’azienda. Egli nel 1938 impiantò i primi 3 ettari di vigneto che, a testimonianza di un intuizione felice, si rivelarono prodighi di uve eccellenti.

Fu poi la volta di Carlo Polidori, figlio di Nello e padre di Lauretta che, fra il 1968 e il 1971, portò a 33 quegli ettari iniziali, per ridurli poi a 25 con l’inizio della produzione biologica. Furono l’istinto da pioniere lungimirante e i consigli di un medico dietologo tedesco (che apprezzò oltre modo la bontà di un rosso prodotto da tempo per il solo consumo familiare) a spingerlo in questa direzione. Ottenuto il riconoscimento “Denominazione di Origine Controllata (DOC)” nell’anno 1979, nel 1984 inizia la riconversione vera e propria dei terreni, facilitata dal fatto che mai, dal 1968, anno di impianto dei vigneti di produzione, erano stati usati diserbanti; infatti da tempo la famiglia Polidori aveva trasferito la propria residenza nella tenuta, salvaguardandola dall’utilizzo di sostanze chimiche di sintesi, potenzialmente nocive.

Oggi alla guida di questa piccola ma importante realtà c’è Lauretta Polidori che, rilevato il testimone dal padre Carlo, rinnova la passione e l’esperienza di chi l’ha preceduta attraverso un paziente lavoro di interpretazione e riconversione delle antiche pratiche, alla luce delle nuove scoperte scientifiche. La produzione annuale dell’azienda si aggira intorno ai 900 ettolitri di vino, ottenuto secondo i ferrei disciplinari della produzione “organica”, certificati da ICEA (Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale) sulla base del Regolamento Europeo 2092/91. Il mercato tedesco ha costituito fin dall’inizio lo sbocco naturale per i Polidori che, a tutt’oggi, continuano ad esportarvi il 50% della produzione imbottigliata, con un altro 10% suddiviso tra Gran Bretagna e Danimarca; il resto fluisce attraverso catene di supermercati, ristoranti ed enoteche e come punto vendita diretto in azienda.

L’ultima novità è l’introduzione della vendita online (e-commerce) attraverso la quale l’azienda Polidori mira ad ampliare il proprio mercato proponendosi a quei consumatori che, in maniera attenta e consapevole, sono alla ricerca dei prodotti “made in Italy” di altissima qualità. L’azienda Polidori va giustamente considerata come azienda pioniera nel recupero dei vini umbri, considerati fino a qualche decennio fa come semplice integrazione della produzione della più felice Toscana meridionale, che dista appena pochi chilometri.

La famiglia Polidori, attraverso il vino che produce, esprime i valori della propria terra, vale a dire la dedizione e l’armonia, nel rispetto dei rapporti umani e con una profonda continuità culturale tra passato e presente. È questo il protocollo di qualità dell’Azienda Polidori.
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