14.06.2009 | Vino e dintorni Inserisci una news

La Malvasia Aromatica di Candia : le degustazioni

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Nell’ambito della recente manifestazione denominata “ Nobili aromi “, di cui ho pubblicato qui : http://www.winetaste.it/ita/anteprima.php?id=4957 egregiamente organizzata dall’Associazione Mosaico Piacentino, un lungimirante progetto messo in atto da 6 tra i migliori produttori delle colline piacentine che sono : Baraccone Il Poggiarello La Stoppa La Tosa Lusenti Torre Fornello

con la consulenza e l’aiuto del collega/amico Bruno Donati, dello Studio Skriba di Bergamo, ho potuto partecipare ad un interessante convegno tecnico ed ad altrettante degustazioni molto coinvolgenti.

 

CONVEGNO TECNICO

 

Riporterò per motivi di spazio, solamente alcuni tratti salienti della relazione del prof. Mario Fregoni, Presidente Onorario dell’ OIV, l’Onu del vino.

Il prof. Fregoni ha trattato il tema delle Malvasie, soffermandosi per l’occasione sulla Malvasia di Candia Aromatica, che a mio avviso rimane il Vitigno Principe di queste zone, per quanto ho potuto percepire nel bicchiere, un vitigno sul quale i bravi viticoltori piacentini dovranno puntare ancora di piu’ nei prossimi anni, in quanto le caratteristiche di quest’uva non sono molto comuni da ritrovare in altre tipologie.

Il Prof. Fregoni ha iniziato la sua relazione suddividendo gli aromi delle uve/vini in :

1)       aromi primari o aromi varietali, propri delle uve di partenza;

2)      aromi secondari che si sviluppano nel corso delle due fermentazioni : alcolica e malolattica;

3)      aromi terziari, che si sviluppano con l’invecchamento o meglio “ l’affinamento in bottiglia “;

 

Le malvasie erano conosciute già all’epoca dei romani che le chiamavano “Appiane “ insieme ai moscati, sembra che l’origine di questi vitigni sia la Grecia in una località chiamata Monenvasie, che si trova a sud di Atene.

Candia invece è l’antica Creta, ed è ormai risaputo come nelle isole vi fosse un grande scambio/incontro di civiltà e conseguentemente anche di varietà ampelografiche di piante di viti.

Esiste una varietà che porta il nome di “ Atiri “ ed è parente stretta, se non genitore, della Malvasia di Candia, mentre nel Mondo di tutte le tipologie di Malvasie se ne coltivano 30.000 ha, di cui 1.700 in Italia e ben 1.000 solo in provincia di Piacenza.

 

Il cambiamento climatico

 

I cambiamenti climatici di questi ultimi anni, con innalzamento delle temperature, diminuiscono gli sbalzi termici tra il giorno e la notte, e questo influisce negativamente sugli aromi di tutte le uve, per cui nei prossimi anni bisognerà spostarsi sempre piu’ a Nord, in zone piu’ fresche per la coltivazione della vite.

 

Solo nelle uve ben mature si formano gli aromi nelle bacche, con un 14/15% di zuccheri, gli ultimi 10 giorni sono decisivi per ottenere questo, mentre raccogliendo presto si perdono gli aromi migliori.

 

Con un’alto indice di APA ( azoto prontamente assimilabile ) otteniamo i vini migliori, cosi’ come nelle zone piu’ alte della Valtidone ci sono gli aromi piu’ fini, intorno ai 350 mt slm., dove troviamo terreni calcari/bianchi, con Ph alto e dove otteniamo le migliori malvasie.

 

 

Relazioni di alcuni produttori

 

Non riporterò solo per motivi di spazio tutti gli interventi, ma quelli a mio avviso tra i piu’ significativi.

 

1)       Lorenzo Tomazzoli- Cantina di Toblino

Ha illustrato la produzione di un nuovo vino “ Il Goldtraminer “ ottenuto da un incrocio tra il Trebbiano ed il Gewurztraminer, sperimentato da Rebo Rigotti nel 1947, e solo nel 1997 sono state riscoperte alcune piante e dato avvio ad una produzione sperimentale;

 

2)      Mario Pojer della omonima azienda di Faedo Pojer&Sandri

Il muller Thurgau sembrava fino a poco tempo fa, fosse stato originato dall’incrocio del prof.  Muller tra riesling x silvaner, ma con la genetica si è risaliti ai veri genitori di questo vitigno della Valle di Cembra : Riesling x “ Madlen Royal “, che ha una acidità bassa e maturazione precoce. Il muller è un vitigno molto produttivo, che raggiunge facilmente anche 300 q.li/ha, per cui bisogna lavorare in vigneto per contenerlo, un’uva che deve maturare lentamente ed essere vinificata in “ riduzione “;

 

 

3)      Roberto Zeni ed il moscato rosa

Solo 8 ha per questo vitigno, che è originario della Dalmazia, coltivato su pendenze del 45% sulle colline che circondano l’ Adige.

Il vigneto di Zeni è il Maso Nero dove vengono prodotti 20/25 q.li di uva/ha, a cui segue un appassimento naturale in vigna e poi un secondo appassimento in fruttaio. Gli aromi che si sprigionano da queste uve sono di rosa e cannella;

 

4)      Dott Urban- Abbazia di Novacella

Ci ha illustrato le caratteristiche del Kerner un vitigno che viene coltivato dai 600 ai 900 mt di altezza. Nell’inverno 81/82 sono morte in Val d’ Isarco il 90% delle viti, e solo il Kerner è sopravvissuto. I genitori del Kerner sono : sua Maestà il Riesling e la Schiava, se ne contano 45 ha in Val d’ Isarco, le rese sempre sotto i 100 q.li/ha, un vitigno che deve andare in sovramaturazione.

 

 

     DEGUSTAZIONE RISERVATA ALLA STAMPA

 

1)       Abbazia di Novacella

Vino Praepositus 2007 gr. 14,5

Vinificato solo in acciaio, con lieviti selezionati, proveniente da vigneti scelti riservati un tempo solo all’ Abate:

paglierino in buona tonalità; al naso albicocca, fragolina di bosco, erbe aromatiche ; in bocca freschezza, mineralità, sapidità, di buon corpo, caldo, molto lunga la Pai.

Un grande vino da 92/100;

 

 

Vino Prepositus 2001 gr. 13,5

Giallo intenso; naso complesso con profumi terziari : idrocarburi, frutta, intensissimo, elegante e fine; in bocca è esplosivo, ancora abbastanza fresco, con note tostate, una buona Pai . 89/100

 

 

2)      Tramin

Vino Nussbaumer 2007

Ottenuto da vendemmia tardiva, con 2/3 gr. di residuo zuccherino si presenta: paglierino intenso; al naso frutta surmatura, erbe officinali, erba secca, fieno; denso tra palato e lingua,molto caldo, esplosivo nel finale di bocca. Una produzione di 50/70 q.li/ha. Lunga la Pai = 87/100

 

Vino Nussbaumer 2000

Paglierino intenso, con riflessi dorati; naso intenso, con note terziarie di bella espressione, complesso;

      in bocca è denso, caldo, Pai lunga = 88/100

 

 

3)      Vie di Romans

Sauvignon 2006

Paglierino intenso, niente pirazione al naso, ma note di piccoli frutti : fragoline, ribes, floreale ed elegante ; in bocca è caldo, leggermente tannico, ritornano le note percepite al naso, agrumato dolce, buona acidità, bella Pai = 88/100

 

 

Sauvignon 1995 in magnum

Annata fredda: colore ancora integro paglierino in buona tonalità; profumi in fase di terziarizzazione, ma ancora perfetti; in bocca c’è, con una buona acidità ed una buona Pai

E’ stato affinato per 1/3 in barrique di 2-3-4-5 passaggio; ed i 2/3 in acciaio, con svolgimento della malolattica e senza filtrazione = = 86/100

 

 

4)      La Tosa

Malvasia di Candia 2007 “ Sorriso del Cielo “ con 23 gr di residuo zuccherino

Bel paglierino di media intensità, con riflessi dorati; al naso è intenso ed aromatico, tipico del vitigno, fine e pulito; in boca è fresco, armonico, intenso, con una buona Pai = 88/100

 

Malvasia annata 2000-gr. 15

Il residuo zuccherino è di 13/gr. lt, piu’ marciume nobile :

bel colore paglierino intenso; al naso richiami alsaziani : grande naso, stupendo, erbe officinali, macchia mediterranea; in bocca  caldo, armonico, di buona espressione. = 90/100

 

 

Malvasia annata 1995

Vinificato per 6 mesi in barrique, si presenta con un bel colore giallo intenso; pure al naso è intenso, con note di macchia mediterranea e mentolate; in bocca leggermente “ astringente “, ancora pimpante.= 85/100

 

 

5)      Pojer& Sandri

Muller Thurgau 2008 “ Palai “

Allevato a 550/750 mt, 6 ha di vigneto per circa 60.000 bottiglie, si presenta :

paglierino scarico con riflessi verdolini; in bocca è acidulo, fresco, caldo, Pai lunga, e ci fa salivare a lungo = 87/100

 

 Muller Thurgau 1981

Bel paglierino, con riflessi dorati; al naso è molto intenso : note terziarie, che ricordano il Riesling, acidità sostenuta, all’epoca di usava il MCR; in bocca è integro, minerale, sapido, buona Pai.

Rapportato all’età è emozionante.

 

 

 

6)      Zeni Roberto

Moscato rosa 2007

Colore rubino scarico; al naso è una esplosione di sensazioni tutte piacevolissime : petali di rosa, cannella, chiodi di garofano, elegante ed intenso; in bocca è fresco, dolce/non dolce, armonico, giustamente caldo. Un grande vino difficile da coltivare perché è soggetto :

all’aborto floreale; all’acinellatura dolce; alla filatura. Un grande vino = 92/100

 

 

Moscato Rosa 2002

Colore scuro, con note ossidate; al naso note di caramello; in bocca caldo e leggermente tannico = 88/100

 

 

Nel pomeriggio ho poi effettuato, questi “ assaggi “ alla voilè, dove svolgevano il servizio i Sommelier della Fisar , e le valutazioni vengono riportate in scala decimale da 1 a 10 :

 

1)       Borin Vini e Vigne

Spumante Fiori d’ Arancio 2008

Di colore dorato; naso intenso e fresco; bocca armonica, buono = 9/10

 

2)      Vignalta

Il  Nero vino ottenuto da uve stramature di “ moscato  nero “, è risultato migliore al naso ( rispetto alla bocca ), dove ho colto sentori di rosa, fieno, confettura; in bocca è caldo, armonico, con una bella acidità = 8/10

 

 

3)      Cantina di Toblino

Goldtraminer secco

Questo, come ho scritto sopra, è un vitigno recuperato di cui se ne stavano perdendo le tracce, ed è un incrocio tra il trebbiano x traminer: al naso prevale l’aromaticità del gewurztraminer; di corpo, caldo ed interessante, chiude con una lunga Pai = 8/10

 

 

4)      Zanotelli F.lli Cembra

Muller Thurgau 2008 : servito leggermente caldo di temperatura, presenta un buon corpo, vinificato molto bene. Un bel prodotto = 8/10

 

 

5)      Kuenhof

Riesling Kaiton 2008

Note di frutta tropicale , papaia; in  bocca leggero di corpo. L’aspetto piu’ gratificante è stato la bella espressione all’olfattiva = 8/10

 

 

 

6) Azienda Il Negrese

Malvasia Passito 2007

Ricordo che questo vino si è classificato al 2° posto assoluto, su oltre 1200 vini, al recente Concorso Selezione del Sindaco, appena concluso a San Michele all’ Adige:

colore scuro ; al naso caramello, frutta secca tostata; grande bocca calda, piena ed armonica, molto buono= 9/10

 

 

 

7)      Az. Agr. Loschi Enrico

Malvasia passito “ L’ Arte Contadina “ 2007

Note floreali e fini di fichi, frutta candita ; in bocca leggermente acidulo, ma ottimo = 9/10

 

 

 

8)      az. Agr. Lucenti

Malvasia Passito “ Il Pirolo “ 2007

Naso leggermente “ chiuso “, che con un po’ di ossigenazione si dischiude a meraviglia, con note di fichi, frutta candita ; in bocca è armonico e ritornano le note percepite al naso . Un grande prodotto = 9/10

 

 

 

9)      Carlo Pellegrino

Nes Passito Naturale di Pantelleria 2008

Bel colore dorato; grande naso, note tostate; sapido e minerale in bocca. Un’ottimo prodotto pantesco = 9/10

 

 

CONCLUSIONI

 

Come ho avuto modo di dire, ad alcuni amici produttori piacentini, sono ritornato da questa bella, istruttiva e gratificante manifestazione, con alcune considerazioni e convinzioni:

1)      la bellezza di queste colline e di questi luoghi, da sola vale il viaggio;

 

2)    la cucina del piacentino è ottima, una cucina “ casalinga “ con prodotti di primissima qualità, come sapevano cucinare solo le “ nostre nonne “, ed a tal proposito segnalo l’agriturismo/ristorante

Ristorante "Le Proposte"

Fraz. Corano

Tel: 0523 845503 - Fax: 0523 845621

E-mail: [email protected]

Chiuso: Lunedì e martedì

Ferie: Due settimane a Luglio, e da Natale all'Epifania

 

cosi’ come segnalo anche un ristorante con una cucina “ rivisitata “ di grande interesse e professionalità :

Ristorante La Palta

29011 Borgonovo V.T. Fraz. Bilegno

Chiuso il Lunedì

Tel. 0523.862103

[email protected]

 

         Non posso non citare le tre Dop Piacentine che sono:

a)     La pancetta deliziosa, ad oggi la migliore in senso assoluto mai trovata in giro per l’ Italia;

b)    La coppa estiva

c)     Il salame

( a mio avviso la Pancetta di queste zone è e rimane la “ number one “ )

 

3)    i vini del Piacentino, ivi compresi l’ Ortrugo, la Bonarda, la Barbera, ecc. sono vini con una bevibilità scorrevole , vini da bere tutti i giorni, con un’ottimo rapporto qualità/prezzo, ma il vitigno principe dalle enormi potenzialità ( in buona parte già espresse ), resta e rimane La Malvasia Aromatica di Candia.

Un vitigno/vino “ plastico “ perché molto bene si presta ad essere vinificato in tanti modi : frizzante, secco, spumante dolce, passito.

Ciò che mi ha stupito di questo vitigno è stata la sua capacità di invecchiamento, e ciò che colloca di diritto un vino tra “ I Grandi “ è proprio questa peculiarità.

Non è facile trovare nel panorama vitivinicolo italiano dei vitigni con queste caratteristiche, ed i prodotti “dei magnifici 6 ideatori del Mosaico Piacentino “ che ho avuto la opportunità di degustare in loco e durante le cene, mi hanno dato la conferma che si possono raggiungere livelli di assoluta eccellenza, perché quando un vino raggiunge e supera i 90/100 nella scala dei punteggi centesimali, significa che è un Grande tra i Grandi, e la Malvasia Aromatica di Candia è uno di questi.

Alla nostra salute, cari mici lettori, con la Magnifica Malvasia Aromatica di Candia dei Colli Piacentini.

Roberto Gatti

14-06-2009


Tag: winetaste, gatti, malvasia di candia, Piacenza, mosaico piacentino, aromatici, fregoni, oiv


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