17.08.2003 | Vino e dintorni

A Greve in Chianti nascerà il Palazzo del vino

Il primo palazzo tutto quanto dedicato al vino nascerà a Greve in Chianti. Lo ha deciso la giunta Saturnini che ha stabilito di destinare la ex caserma dei carabinieri di piazza Matteotti (nella foto) a edificio per la promozione e la valorizzazione del prodotto simbolo della città. «Non sarà – spiega il sindaco Paolo Saturnini – una struttura commerciale.

Nei tre piani troveranno spazio solo attività di marketing e culturali. Il progetto sarà presentato il 13 settembre in occasione della rassegna del Chianti Classico che ogni anno si tiene nella nostra città». La realizzazione del Palazzo del Vino prevede in costo di poco più di 925mila euro per la sistemazione e la ristrutturazione dell'edificio di 350 metri quadrati recentemente acquistato dal Comune dopo che la Provincia lo aveva messo in vendita.

«Abbiamo chiesto – continua Saturnini – i fondi europei Docup con cui dovrebbe essere finanziato il 60 per centro dell'opera mentre il restante 40 per cento sarà a carico del Comune. La struttura sarà interamente destinata ad esposizione e servizi. L'aspetto esterno sarà lasciato quello originario su piazza Matteotti mentre sono previste alcune modifiche, e e il recupero di una corte interna, su via Battisti». Tutto quante dedicate al mondo del vino le iniziative che vi troveranno spazio. «A piano terra – spiega il sindaco – ci sarà la presentazione del'attività vitivinicola con la divisione del territorio nelle nostre microzone come Lamole o Panzano, e uno rappresentazione della sezione del terreno per far vedere come viene coltivata la vite.

Saranno mostrate le fasi di lavorazione, ci sarà un desk di informazioni sia sul vino che turistiche e, inoltre, vi collocheremo l'ufficio comunale che si occupa di agricoltura. Ai piani superiori sono previste sale e salette per esposizione, degustazione e lezioni tutte quante dedicate al vino». Insomma Greve dedica uno spazio al prodotto che l'ha resa celebre nel mondo e realizza un luogo dove poterlo valorizzare. «Sarà – conclude Saturnini – a disposizione di tutti, produttori, consumatori, operatori di settore che vorranno far conoscere il vino. Ma sarà anche a disposizione dell'arte con mostre di pittura, scultura o fotografia dedicate al vino».
di Andrea Settefonti

Fonte: La Nazione

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