01.05.2003 | Itinerari del Gusto

Due strade per le delizie della tavola

(Frosinone) Nascono dei comitati per valorizzare la Valle del Liri, la Valcomino e le abbazie. Due "strade" per diffondere e rilanciare i gioielli della tavola. Vini, formaggi, olii, mozzarella, fagioli, peperoni, castagne, tartufi e altre genuinità da mettere in campo per deliziare i palati.

I comuni della Valle del Liri e della Valle di Comino, le Comunità Montane di Atina, Pico, Esperia e Arce (quest'ultima ha aderito ieri) si sono unite in nome della strada "delle tipicità agroalimentari tradizionali". A Casalvieri è stato varato il Comitato promotore. Nella stessa cittadina il 5 maggio si terrà la prima seduta del Consiglio Direttivo, durante la quale sarà approvato il Progetto e il regolamento da inviare alla Regione Lazio per ottenere il finanziamento. 

Della "strada" fanno parte oltre 50 Comuni, circa 400 aziende e diversi imprenditori. Essa sarà indicata sul territorio attraverso un'apposita segnaletica. Turisti e non solo potranno degustare il fagiolo cannellino e il vino cabernet di Atina, il peperone "Corno di Bue" di Pontecorvo, il tartufo di Campoli e di Colle San Magno, la mozzarella di Amaseno, le castagne e gli olii di Terelle, il formaggio di Arpino e San Vittore e altre squisitezze tipiche. 

«Tale strada - spiega l'assessore di Pontecorvo, Giuseppe Tanzi - porterà alla riscoperta delle bellezze naturali dei nostri territori e permetterà dì coniugare turismo, attività agricole e sviluppo, fornendo agli operatori dei vari settori un valido strumento per la valorizzazione di tutte le risorse presenti». Giovannone, presidente della XIV Comunità Montana, ha spiegato: «E' un'occasione di sviluppo legata alla vocazione del territorio, diversa dallo sviluppo industriale negli ultimi tempi segnato da una profonda crisi». 

Ha già presentato alla Regione Lazio la necessaria documentazione il "Comitato della strada dell'olio, del vino e dei prodotti tipici "Terre di San Benedetto", presieduto dal produttore del vino cabernet Doc di Atina, Giovanni Palombo. E’ l’altra strada: si tratta di un turismo enogastronomico costruito intorno alla cultura monastica. «La cultura monastica (abbazie di Monteccasino, Casamari e Trisulti), quella Benedettina in particolare - si legge nella nota del Comitato - è l'elemento di identità territoriale che meglio di qualunque altro può rappresentare la nostra terra nel mondo. 

Ed è per questo che produttori, associazioni agricole, culturali e ambientali, Comuni, pro loco, cooperative turistiche, consorzi e Gal (gruppi azione locale), a partire dall'esperienza Leader II, per un ulteriore programma di valorizzazione enogastronomia del territorio, hanno individuato nella "Strada di San Benedetto", lo strumento comunicativo più pertinente ed efficace". Sarà, quindi, possibile percorrere itinerari tra fattorie, frantoi, cantine, caseifici, alberghi, ristoranti, B&B, musei e altro ancora per un progetto turistico integrato.

Fonte: Il Messaggero Online

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