31.01.2008 | Prodotti Tipici

Aragosta di Alghero: dalle stalle alle stelle

L’aragosta rientra nella tradizione gastronomica sardo-catalana de l’Alguer, ossia Alghero. Ma quanta acqua è passata sotto i ponti...mi viene in mente la famosa frase: “dalle stalle alle stelle”

La nobiltà del palinurus elephas (questo è il suo nome scientifico), pur non recentissima, è stata conquistata dopo un lungo percorso storico. Esiste, infatti, un'antica documentazione riguardante i calmieri dei prodotti ittici di Alghero risalenti al 1500 e 1600.

In questi il prezzo della aragosta era costantemente collocato agli ultimi posti e non doveva mai superare quello relativo al meno costoso dei pesci di bassa categoria. Tanto per intenderci allora erano al top della classifica algherese la triglia e l’anguilla. Solo alla fine del diciannovesimo secolo si assistette ad un rapido e costante recupero delle posizioni da parte di questo prelibato e prezioso crostaceo.

Si consolidò infatti il commercio verso importanti mercati mediterranei quali Genova, Marsiglia, Barcellona con l’impiego di navi aragostiere. Questi bastimenti avevano uno scafo dotato di un intercarpedine nella quale venivano conservate vive le aragoste catturate con delle “nasse” di giunco da abili pescatori locali, chiamati “nassaioli”, in quanto dedicati a questo tipo di pesca.

Ma la vera “regale” consacrazione avvenne a Londra alla fine degli anni 40 del secolo scorso, quando nel pranzo di nozze della allora principessa ereditaria Elisabetta con Filippo di Edimburgo veniva presentata, tra le righe di quel nobile spartito, la “Aragosta di Alghero”. Questa quindi a ben vedere è da considerarsi il piatto forte della bella e intrigante cittadina sarda, ricca di storia, dove ancora si parla catalano.

Le aragoste della Sardegna, in particolare quelle pescate nel tratto di costa del nord ovest dell’isola, essendo tanto ricercate, sono state negli anni oggetto di una pesca indiscriminata che ne ha provocato un preoccupante depauperamento. Ciò ha determinato da parte delle competenti autorità regionali una apposita regolamentazione che sottopone la loro pesca a fermo biologico stagionale per favorire la ricrescita numerica degli esemplari. E sin che c’è vita c’è speranza...

Dopo queste brevi considerazioni, mi sembra interessante riportare la ricetta dell’aragostata all’algherese secondo le indicazioni del famoso gourmet Moreno Cecchini. Questi, vera icona vivente della gastronomia sardo- mediterranea, è stato la scorsa estate premiato dalla nostra Confraternita Enogastronomica Nord Ovest Sardegna con una targa di argento durante la seconda Rassegna dell’Aragosta.

Ingredienti:

• Aragosta femmina, 1kg.
• Aragosta maschio, 1kg.
• 3 limoni
• olio di semi di qualità, 100g. (noi preferiamo un olio extravergine di oliva delicato)
• 2 cucchiaio di aceto

Preparazione:

Bollite le aragoste, sgusciatele e tagliatele a piccoli dadi.
Versate in una terrina la salsa marrone del maschio e le uova della femmina.

Schiacciate le uova con una forchetta. Aggiungete un pizzico di sale e di pepe e il succo di 3 limoni con l'olio. Amalgamate bene con una frusta, versate la salsa sull'aragosta tagliata a dadi, aggiungete l'aceto, rigirate molto bene in modo che la salsa si amalgami con la polpa e servite.

Come abbinamento questo piatto si sposa a meraviglia con un Vermentino di Sardegna DOC Vino bianco moderatamente alcolico ottenuto, come sappiamo, dall’uva Vermentino. Bevuto fresco è un ottimo aperitivo, ma si accompagna divinamente con ogni tipo di pesce ed anche con i crostacei.



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Confraternita Enogastronomica Nord Ovest Sardegna www.cnosardegna.it

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