05.09.2003 | Eventi

Capodanno del Vino II edizione

San Giovanni in M.(Rimini). Nel cuore della Valconca, nel punto in cui la costa si congiunge alle colline riminesi, sorge il borgo di San Giovanni in Marignano, già noto alle cronache antiche come il "granaio dei Malatesta", un centro produttivo di gran pregio, come testimoniano le tracce di mura e fortificazioni risalenti al 1300-1400 e soprattutto la gran quantità di fosse granarie.

Comune di San Giovanni in Marignano
con il contributo della Provincia di Rimini e della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura Rimini
presenta


Capodanno del Vino
II edizione
28 settembre 2003 – Centro storico – dalle ore 15,00


Siamo al centro della piana della Valle del Conca alla quale San Giovanni ha legato il proprio sviluppo agricolo, un terreno fertilissimo ancora oggi disegnato da belle campagne ordinatamente lavorate, in cui il grano e il vino sono abbondanti e di ottima qualità. La terra ricca e produttiva, resa fertile dal lavoro dell’uomo, è da sempre il punto di forza dell’economia di questa zona.

San Giovanni in Marignano con i suoi 220 ettari vitati e 230 aziende vitivinicole, dal 2000 è entrata a fare parte del club delle Città del Vino. Proprio per ricordare quel momento, l’amministrazione comunale, da sempre rivolta alla promozione del territorio attraverso i prodotti tipici locali, ha creato una manifestazione ad hoc denominata Capodanno del vino. Un vero e proprio benvenuto al vino nuovo, una festa con cui si dà il via alla raccolta dell’uva e si promuove il prodotto su cui maggiormente il Comune sta puntando per sviluppare il territorio e richiamare un certo tipo di turismo.

Se un tempo avere un raccolto costante, anche se con uve povere di zuccheri, è stato l’imperativo al quale ha obbedito la maggior parte dei viticoltori locali (concetto tutt’ora espresso dal nome di un DOC locale: il Pagadebit di Romagna), oggi il nuovo imperativo, soprattutto per i viticoltori di piccole dimensioni, è la qualità.

Il Capodanno del Vino è l’occasione per le aziende agricole locali di fare conoscere e degustare il loro prodotto, frutto di secoli di tradizione e di sapiente e paziente lavoro che si rinnova anno dopo anno, seguendo il ritmo delle stagioni.
Alla manifestazione saranno presenti quattro aziende agricole, quelle cioè che producono e imbottigliano il vino: Tenuta del Monsignore, Tenuta del Tempio Antico, Torre del Poggio e Fattoria Poggio San Martino di Galli Antonio, ciascuna delle quali proporrà, oltre ai vini classici, le novità presenti in cantina.


Tenuta del Monsignore
Famiglia Bacchini, viticoltori dal Seicento

La Tenuta del Monsignore, fin dal Seicento, ha il suo centro aziendale a San Giovanni in Marignano. Si estende su una superficie di circa 135 ettari di cui circa 85 a vigneto e 13 a oliveto. I vigneti sono ad alta densità di impianto e allevati a “cordone libero”, per cui i tralci non sono costretti a legatura sui fili. Sole e aria penetrano facilmente all’interno della vegetazione favorendo una maturazione ottimale. Le buone caratteristiche del terreno, la giacitura, l’esposizione, il microclima e l’esperienza centenaria sono gli altri fattori che completano l’opera.

Fiore all’occhiello della Tenuta seicentesca, presentato all’appuntamento del 28 settembre, è il nuovo nato “Il Clericale”: uve di Sangiovese e Cabernet Sauvignon, colore rosso rubino molto intenso e consistente. Vasto spettro olfattivo con note speziate e sentori di caffè. Prorompe la sua struttura di buon equilibrio che gioca con una tannicità vellutata e piacevole. Le percentuali delle uve vengono sapientemente dosate in funzione della particolarità dell’annata. Affinamento in botti di rovere per almeno 12 mesi, 14.5 gradi.


Tenuta del Tempio Antico di Galli Vittorio
Dei 200 ettari che la famiglia Galli possiede ben 40 sono occupati da vigneti: solo vitigni selezionati e collocati in ottima esposizione solare. “Il vino nasce nella vigna, non in cantina”. Per Vittorio Galli questa frase è una professione di fede. Il buon vino nasce infatti dalla vite curata e coltivata con amore; il sapore dell’uva è il frutto del lavoro svolto sulla pianta e non della manipolazione a posteriori in cantina. Il grappolo, maturato in condizioni ottimali, raccolto a mano con cura e subito avviato alla vinificazione è allora in grado di trasferire nel vino tutti i sapori e i profumi della terra su cui è cresciuto.

Alla seconda edizione del Capodanno del Vino la Tenuta del Tempio Antico presenta, oltre ai 12 vini classici, due novità: “L’Indimenticabile”, vino di colore rosso rubino, assai profumato e ricco di aromi, frutto di vitigni di Teroldego impiantati con successo in terra di Romagna, 14 gradi; e il “Dominus”, un Cabernet rosso dalla forte personalità, dal colle più alto che domina San Giovanni in Marignano, 14 gradi.


Azienda Vinicola e Agrituristica Torre del Poggio
Famiglia Galli Elio

Il vino che nasce dalla vite e dalla terra è il vero punto di forza dell’azienda. Su queste forti colline in cui sorgono i vigneti che producono uva di ottima qualità, grazie ad un’antica tradizione tramandata da ben tre generazioni, la famiglia Galli Elio e figli si dedica all’arte di fare buon vino, unendo gli antichi segreti alla moderna tecnologia e alla passione di sempre.

Fiore all’occhiello dell’azienda sono il “Rebola”, qualità di vino Doc dei Colli di Rimini (Vino bianco effigiato del logo “I Felliniani”) e il “Passito” dei Colli riminesi, che viene pigiato la settimana prima di Natale. Per il Capodanno del Vino Torre del Poggio presenterà il “Novello”, primo prodotto dell’annata, frutto di un lavoro lungo e complesso, le cui fasi sono seguite con rigore e passione, proprio come un tempo.


Fattoria Poggio San Martino di Galli Antonio
Durante il periodo della vendemmia, nei 15 ettari di terreni vitati di proprietà della famiglia Galli da due generazioni, vengono raccolte le uve più pregiate, che lavorate con cura e passione regalano ogni anno il “re” della cantina, il “Sangiovese di Romagna D.O.C. Superiore”. Al Capodanno del Vino si potrà degustare uno dei grandi rossi d’Italia, con il suo colore brillante, di un rosso rubino reso vivace dai riflessi violacei, con il suo sapore asciutto e sincero, completato da un retrogusto gradevolmente amarognolo. Un vino antico, frutto della tradizione della zona, da abbinare alla gastronomia locale. Come tutti i grandi rossi corposi che si rispettino, anche nelle estati più torride la sua temperatura ideale resta quella di 18 gradi.

Per ricreare un “ambiente da aia”, il più vicino possibile al sapore che un tempo accompagnava la vendemmia nei borghi di campagna, accanto alla degustazione dei vini locali, serviti in bicchieri di terracotta souvenir della manifestazione, si potranno assaporare prodotti gastronomici e rustida di pesce. Non mancherà la gara della pigiatura, in grandi tini, pestata con i piedi proprio come una volta. Allieteranno l’atmosfera pomeridiana i balli e i canti folkloristici seguiti dalle musiche delle bande di San Giovanni in Marignano, di Mondaino e Ferrara.


Informazioni: 0541/828119 – 0541/956895
www.marignano.net

Ufficio di comunicazione
Comune di San Giovanni in Marignano:
CreaTTiva - [email protected]
Tel. 0541/709792 – Fax 0541/708015

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