29.10.2004 | Eventi

Dal 7 al 14 novembre 2004 XIX Fiera Talamello

Talamello (PS). La leggenda ne fa risalire l'origine, piuttosto casuale e figlia dell'ubicazione in una terra di confine, al XV secolo. All'esigenza dei contadini dell'Appennino romagnolo-marchigiano di difendere le proprie provviste dalle truppe di Alfonso d'Aragona. Sconfitto dai francesi, il principe spagnolo aveva infatti ottenuto l'ospitalità del signore di Forlì Girolamo Riario. In breve, a Palazzo le risorse cominciarono però a scarseggiare e i soldati iniziarono a saccheggiare le campagne in cerca di cibo.

Fu allora che per proteggere il proprio lavoro i contadini presero l'abitudine di nascondere le provviste nelle fosse di arenaria. A novembre, poi, una volta partiti gli eserciti e finite le scorrerie, le dissotterrarono e... il 'miracolo' si era avverato: scoprirono che il formaggio aveva cambiato le proprie caratteristiche organolettiche.

Era nato quel prodotto tipico che oggi, a distanza di oltre 500 anni, viene inserito a pieno titolo tra le peculiarità della cucina italiana e si trova al centro di un processo finalizzato a garantirne la tutela attraverso una certificazione di qualità. Per onorarlo come si deve, da diciannove anni a questa parte a Talamello (PU), in alta Valmarecchia - cuore del Montefeltro -, gli viene dedicata una caratteristica Fiera: l'Ambra di Talamello. Un appuntamento oramai irrinunciabile in cui il sapore dolce e leggermente piccante del Fossa viene coniugato con le altre ricchezze culinarie del territorio, e, a partire dal 2000, anche con quelle di tipicità di diversi angoli dello Stivale.

In quell'anno ha infatti preso vita una tradizione nella tradizione: i cosiddetti 'sposalizi del gusto'. Un gemellaggio ogni dodici mesi sulla 'terrazza della Valmarecchia', in quella Piazza Garibaldi dove hanno sfilato sindaci e amministratori provenienti da Marche e Toscana, Emilia Romagna e Umbria. Il primo 'consorte' fu il lardo di Colonnata, cui sono seguiti il ciauscolo dei Monti Sibillini, le lenticchie di Castelluccio di Norcia e l'aceto balsamico tradizionale di Modena. Quest'anno le 'spose' saranno addirittura due, la prima conterranea, la seconda proveniente invece dalla Lombardia. La 'bigama' Ambra onorerà infatti le Marche alle 11 della giornata inaugurale, domenica 7 novembre, unendosi con l'Oliva tenera ascolana alla presenza di 'testimoni' d'eccezione quali i vini regionali, la mela rosa dei Sibillini, i maccheroncini di Campofilone e il Lonzino di Fico. Quindi si siederà in tavola con la zucca mantovana a mezzogiorno in punto di domenica 14.

Un'ora prima, nella suggestiva cornice della Sala Don Bosco, si consumerà un altro dei momenti clou della diciannovesima edizione: la presentazione del coltello ad hoc ideato dal graphic designer della vicina Novafeltria Giampiero Bianchi. A succulenta appendice della Fiera 2004 anche altri ulteriori appuntamenti di approfondimento cultural-culinario in cartellone il 7 novembre e il 6 dicembre.

--
Per ulteriori informazioni contattare il Presidente della Comunità Montana Alta Valmarecchia Rolando Rossi
e-mail: presidente.rossi@cm-novafeltria.ps.it

px
px
px
px
px
Web agencyneikos
Entra in MyVinit Chiudi
Email
Password
Mantieni aperta la connessione.
Non sei ancora registrato?