09.02.2012 | Prodotti Tipici Inserisci una news

Un dolce tipico della provincia di Ferrara

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Una poesia ferrarese sul pampapato ( o pampepato )

Un dolce della nostra più antica e cara tradizione culinaria, il dolce di Natale per eccellenza, il pampapato, è 'affabulato' in rima nelle righe a seguire: ne è autore Giorgio A. Finchi, medico-scrittore locale, nella miglior tradizione dei Mario Tobino, mancato alcuni anni orsono, che non disdegnò di dedicare nella sua lingua di latte – come la definiva il Foscolo – tra i vari libri in lingua dialettale ferrarese, tre che compongono una sorta di Trilogia della Pappa che sarebbe piaciuta 'di molto' anche a Giannino Stoppani, il Gianburrasca di Vamba.
Che queste semplici parole siano di 'dolce e buon auspicio' per tutti per il Natale ch'è ormai alle porte e che il 2012 'sappia di buono', un qualcosa che ci leghi al nostro grande passato, che risale alla notte dei tempi, e ci connetta, sperabilmente ad un futuro che non ne disperda il ricordo.

LA STORIA DEL PAMPAPATO

Il Pampapato è il dolce di Ferrara più conosciuto nel mondo e quello che vanta le origini più antiche. Le prime tracce documentali fanno risalire la nascita del Pampapato al 1465 quando il Duca Borso d'Este reggeva le sorti della dinastia estense.

Si narra che questo squisito dolce allietasse, in epoca rinascimentale, le tavole dei nobili e degli alti prelati della Chiesa (di qui il nome "Pane del Papa").
Ricordiamo che in quel periodo operava presso la Corte di casa d'Este il cuoco Cristoforo da Messisbugo, famoso per le sue ricette, tra cui quella del Pampapato,utilizzate anche dalle suore del convento di clausura del Corpus Domini, con cui gli Este avevano un particolare legame.

Il "Pampapato di Ferrara" vanta quindi una storia lunga più di 500 anni.
Ci vollero secoli però perché la fama di questa prelibatezza estense superasse i confini del territorio ferrarese. Il merito di ciò va alla genialità di Luciano Orsatti che, dal primo dopoguerra, fece conoscere il "Pampapato di Ferrara" ben oltre i confini nazionali.
Per apprezzarne compiutamente il gusto va tagliato a fettine sottili.

Al pampapàt*

L'è al dólzz fat par Nadàl
che ormai l'è pruverbiàl;
in nissùna ca 'd Fràra,
la rasón la sia ben ciàra,
guài ch'l viéna dismandgà
bisógna sémpar farl in cà.

L'è 'd farina e ciculàta
di pzzulìn candì ad fruta
il so màndul ben tridà
e pó dòp, inzzucarà
e sla grósta, pr'i putìn
custelà ad 'diavulìn'.

Al gh'ha la forma da scudlìna
parché i dis che 'na surìna
pròpia dentr'int un cunvént,
zzirca intórn al 1200
l'ha invantà 'sta ròba bòna,
fórssi aiutà da la Madòna.

Par al Papa al iéra nat,
perciò al s'ciàma 'pampapàt'.

IL PAMPAPATO*

E' il dolce che si usa far a Natale
Ché, ormai, è diventato proverbiale;
in nessuna casa di Ferrara,
la ragione sia ben chiara,
guai che venga dimenticato,
bisogna sempre farlo in casa.

E' di farina e cioccolata
con pezzettini di frutta candita
con mandorle ben tritate
e dopo inzuccherate,
e sopra la crosta, per i bambini,
costellata di diavolini.

Ha una forma a scodella
perché dicon che una suora
proprio dentro ad un convento,
intorno al 1200,
ha inventato questa roba buona
aiutata, forse, dalla Madonna.

Era stato coniato per il papa,
perciò venne chiamato Pampapato.

*Da: Giorgio A. Finchi, Al magnàr di nòstar cò – Vèci rizzètt ad campagna, a cura di Maria Cristina Nascosi, Ferrara, Cartografica Artigiana, 1998

( Fonte Estense )

P.S. ) Uno dei migliori che io ho trovato ? dal forno Scantanburlo a Codigoro in viale Giovanni XXIII, ad oggi il migliore in assoluto

 

Un video al link :

http://youtu.be/gH4kw7q8okk


Tag: winetaste, Gatti Roberto, ferrara, pampapato, panpepato, dolci tipici, scantanburlo


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