18.07.2005 | Eventi

Il vino di montagna piace

Positivi gli esiti della XVIII Mostra di Cembra con la rassegna dei Muller Thurgau dell’Arco Alpino conclusasi lo scorso 10 luglio. Inaspettata la numerosa presenza di operatori di settore, accorsi per prendere contatto con le aziende del territorio, e la costanza nell’approfondimento culturale che in questi giorni ha portato in valle di Cembra enologi, esperti, intellettuali e professionisti della comunicazione per interrogarsi sulle sorti di un vino e dell’agricoltura di montagna.

Nel corso del convegno di venerdì 9 luglio, Un patto per il Müller: presente e futuro di un vino espressione di un territorio, Erman Bona, direttore del Consorzio Trentino Vini ha illustrato la tendenza in crescita della coltivazione delle uve a bacca bianca in Trentino e l’ascesa dello stesso Müller Thurgau, ormai prodotto in 100 mila quintali l’anno. Il direttore generale della Cavit, Giacinto Giacomini, ha confortato i molti presenti sulle prospettive di questo vino, pur manifestando la necessità di interrogarsi su processi di ricomposizione fondiaria che potrebbero rendere più competitiva la viticoltura trentina.

Preoccupazione espressa nell’ocassione da Mario Pojer, chiamato in causa da Peratoner, per l’andamento internazionale del settore. Lo stesso Pojer ha invitato gli operatori a riorientare la propria attività sia verso prodotti di alta qualità, sia verso prodotti dal prezzo competitivo.

Nel corso dello show di sabato 9 luglio a Piazzo di Segonzano, presso la Residenza dei Baroni a Prato, il moderatore, il famoso critico d’arte Philippe Daverio, ha riflettuto sulla natura di una tradizione e sul continuo processo di invenzione e reinvenzione che la caratterizza e che interessa naturalmente anche il mondo del vino. Nella serata di sabato, dopo la proclamazione delle medaglie d’oro del II Concorso Internazionale vini Müller Thurgau da parte del Presidente del Comitato Mostra Bruno Pilzer, i molti visitatori della manifestazione hanno potuto dividersi fra lo spettacolo Quattro stagioni in Valle di Cembra e la degustazione delle aziende della Strada del vino e dei sapori Colline Avisiane, Faedo, Valle di Cembra, lungo le vie storiche del paese.

A proposito delle medaglie la singolarità dell’evento ricade sul fatto che tutti i premiati hanno ricevuto solo medaglie d’oro. Questo in virtù del particolare meccanismo che regola le competizioni internazionali che si svolgono sotto l’egida dell’Oiv: solamente il 30% dei campioni possono essere insigniti di una distinzione che riporti il logo di questo organismo intergovernativo che costituisce in pratica l’Onu del vino, riunendo ben 47 paesi del mondo.

Alessandro Maurilli
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