03.06.2004 | Vino e dintorni

Figli di un ''Bacco Maggiore''

Per il secondo anno consecutivo si è svolta a Bagnacavallo (Ra), la rassegna dedicata ai vitigni autoctoni della nostra bella penisola italica, intitolata ironicamente, dai colleghi organizzatori dello Slow-Food:"Figli di un Bacco minore??". E’ chiaro dal titolo stesso che, questi vini prodotti con i vitigni autoctoni, siano oggi i pilastri portanti della nostra viticoltura.

Va ricordato, e di ciò sono sempre più convinto che, in tutte le esperienze della nostra vita, per comprendere bene il presente bisogna conoscere altrettanto bene il passato, infatti nel periodo che va dalla fine degli anni ’70 inizio anni ’80, si è assistito ad un espianto incontrollato ed insensato, di molti vitigni autoctoni, alcuni dei quali sono scomparsi per sempre, altri fortunatamente riportati in luce da alcuni viticoltori lungimiranti.

Va detto anche ad onor del vero e per completezza dell’informazione, che queste operazioni erano dettate da mode passeggere, da richieste di mercato che si orientavano verso i vitigni internazionali (sauvignon, cabernet-sauvignon, merlot, chardonnay), ed anche dall’orientamento sbagliato dell’epoca di alcuni opinion leader, che favorivano queste operazioni qualificando i vitigni autoctoni come: Vitigni minori di scarso valore! (così è testualmente riportato in una rivista specializzata datata 1987 n.d.r.).

Fortunatamente ci si è accorti che, il cabernet-sauvignon ed i suoi fratelli citati sopra, pur con tutto il rispetto che meritano per i grandi prodotti che riescono a donarci, si producono in ogni angolo del pianeta: dalla California, alla Nuova Zelanda, dal Sud-Africa all’Europa, dal Friuli alla Sicilia.

Ma un Primitivo di Manduria, un Aglianico del Vulture, un Nero d’Avola, un Refosco, uno Schioppettino, un Soave, un Verdicchio (solo per citarne qualcuno) li troviamo solo ed unicamente nelle loro terre di origine, e difficilmente saranno riproducibili in altre zone, e se anche qualcuno dovesse tentare l’esperimento, sarà sicuramente di qualità nettamente inferiore, riducendosi solo ad un "bluff" ed ad un "flopp”: cioè brutte imitazioni.

Proviamo ad immaginare la nostra scelta enologica, privata dei conosciuti: Aglianico, Albana, Cannonau, Falanghina, Greco, Malvasia in tutte le sue tipologie, Montepulciano, Nerello, Refosco, Sagrantino, Tocai, Verdicchio. Ma esistono innumerevoli altre varietà, ancora poco conosciute, che sono degne, a nostro avviso di altrettanta fama, donandoci dei prodotti veramente squisiti, unici ed irripetibili, ed a volte all’altezza dei migliori, in senso assoluto. Infatti fino ad oggi non abbiamo sentito parlare troppo dei vitigni semisconosciuti: Albanella; Albarola; Balsamina; Barbarossa; Barsaglina; Boschera; Caricalasino; Centesimino o Savignon rosso; Fenile; Friularo; Invernenga; Lumassina; Minella; Molinelli; Nascetta; Quagliano; Ruggine; Torbato; Ucelut; Verdea; Vermentino nero; Vernaccia nera ; Vernaccia rossa di Pergola; Wildbacher.

Durante la mia visita alla mostra di Bagnacavallo, ho effettuato diversi assaggi, non proprie vere degustazioni, giacché intendo che dopo 3-4 vini assaggiati, diventa molto difficile rilevare ogni piccola sfumatura, ed entrare fino in fondo nell’essenza più profonda del vino.

Comunque devo dirvi di avere trovato dei prodotti molto interessanti e di avere "conosciuto e riscoperto" nuovi vitigni e, in alcuni casi, nuovi modi di vinificazione, che sono: Passerina in Abruzzo; Alicante, Savignon rosso in Emilia-Romagna (Savignon è proprio scritto così anche in etichetta e non è un errore), il Terrano, il Pignolo, lo Schioppettino in una versione"amaroneggiante", la Malvasia, il Refosco dal Peduncolo rosso, il Tazzeleghe, la Vitoska in Friuli venezia Giulia; la Malvasia rossa (vitigno a bacca bianca!), il Tor de Passeri nel Lazio; il Gamba di Pernice, la Nascetta, l’ Uva Nibiò in Piemonte; la Tintilia del Molise; il Nero di Troia, il Sussumaniello in Puglia; Cannonau, Cagnulari, Monica in Sardegna; Nero d’Avola, Passito di Pantelleria in Sicilia; Alicante, Vermentino Nero in Toscana; il Negrara in Trentino; la Vernaccia rossa di Pergola.  

Mi voglio soffermate cari amici lettori su quegli "assaggi" che più mi sono piaciuti ed in certi casi mi hanno letteralmente "stupito" per l’alta qualità raggiunta dai vini prodotti, con questi vitigni:

Regione Calabria
Vitigno: Magliocco 100%
vino: Magno Megonio 2001 rosso
Azienda Librandi
Un grande prodotto della Calabria, ottenuto 100% dal vitigno autoctono Magliocco: tannini morbidi, molto persistente, con una acidità ben sostenuta (come il prezzo di vendita! n.d.r.).

Regione Emilia Romagna
Vitigno: Alicante 100%
Vino: Almante rosso
Azienda: La Berta
Questo vitigno mi ha meravigliato per la sua originalità, per i bei profumi ed i sentori anche in deglutizione di erbe aromatiche e mediterranee quali il rosmarino e la salvia.

Vitigno: Savignon Rosso 100% o Centesimino (come è chiamato in zona, sembra derivi dall’Alicante!)
Vino: Savignon rosso 2002 (è proprio scritto così anche in etichetta)
Azienda: Ancarani
Uno dei vini più piacevoli, di alta qualità, originalità, degustati in questa rassegna. Siamo rimasti stupiti da questo vitigno mai sentito prima, che ci ha donato questo vino di ben 14 gr. alcoolici, con profumi stupendi ed al palato molto intenso e persistente: complimenti al produttore. Nell’annata più felice il 2003, mi diceva il produttore di avere raggiunto una gradazione naturale di circa 15,50 gr.

Segnalo, sempre per questo vitigno, anche:
Azienda La Sabbiona - Vino: Savignon rosso 2002 di gr. 13
Azienda Morini Alessandro - il vino: Traicolli 2002 – vino di qualità ed enolgicamente impeccabile.

Regione Friuli Venezia Giulia
Vitigno: Pignolo 100%
Vino: Colli Orientali del Friuli Pignolo 2002 rosso
Azienda: Specogna
Un vino molto originale, insolito, ed apprezzabile nella sua unicità, sostenuto da una buona acidità.

Vitigno: Schioppettino (o Ribolla Nera, Pocalza) 100%
Vino: Colli Orientali del Friuli Schioppettino rosso
Azienda: Moschioni
Un modo insolito ed originale di vinificare lo Schioppettino: praticamente l’uva viene lasciata appassire in piccole cassettine, in modo che la maggior parte dell’acqua possa evaporare, ottenendo una maggiore concentrazione degli zuccheri: uno schioppettino amaroneggiante, con grande concentrazione di colore e grado alcoolico: un buon prodotto, che a mio avviso ha perso un po in personalità ed originalità.

Vitigno: Picolit 100%
Vino: Colli orientali del Friuli Picolit 2001 bianco
Azienda: Gigante
Sempre in primo piano questo Picolit dell’azienda Gigante, che come lo scorso anno, conferma di essere all’altezza dei migliori. Azienda: Dorigo Altro grande Picolit, di questo bravo e famoso produttore, un grande prodotto dell’enologia friulana, prezioso per la scarsa quantità che se ne produce, essendo soggetto all’aborto floreale, in fase di invaiatura dell’acino d’uva (praticamente molti fiori cadono spontaneamente non trasformandosi in chicci di uva, il che significa che da un ha di terreno si producono quantità irrisorie di uva: giustificato, in questi casi, il prezzo un po elevato del prodotto finale).

Regione Marche
Vitigno: Vernaccia Rossa di Pergola 100%
Vino: Vernaculum 2002
Azienda: Fattoria Villa Ligi
Di un colore rosso porpora, abbastanza chiaro ; al naso si manifesta fin da subito come un vitigno aromatico: è fruttato e caratteristico con il lampone in bella evidenza ; in bocca è gradevole, beverino, giustamente tannico e persistente. Un buon prodotto originale.

Regione Molise
Vitigno: Tintilia del Molise 100%
Vino: Rosso del Molise Tintilia 2003
Azienda: Angelo D’Uva
Già avevo avuto modo di conoscere la prima annata 2002 prodotta da questo raro ed originale vitigno: una conferma assoluta. Un vino che incanta per il suo colore rosso rubino scuro, tendente al granata, per i profumi intensi ed originali, per la gradevolezza di beva, per la sua unicità. Un vino quasi masticabile tra lingua e palato, con tannini molto morbidi seppure di grana medio-grande. Uno dei migliori assaggi di tutta la mostra 2004. Complimenti a questo bravo produttore.

Regione Piemonte
Vitigno: Gamba di pernice 100%
Vino: Gamba di Pernice 2001 rosso
Azienda: Tenuta dei Fiori
Un vino che risulta aromatico, fruttato, molto tipico ed originale. Un altro vino unico ed irripetibile, che non potremo trovare in nessuna altra parte del territorio nazionale. Ad Ischia troviamo un vitigno analogo nel nome: Pie’e Palummo, che significa: piede del colombo, ma si tratta di altra cosa.

Vitigno: Nascetta
Vino: Nas-Cetta 2003  bianco
Azienda: Cogno
Un vino che si è fatto ricordare per i suoi intensi, particolari e fini profumi aromatici ; per la sua buona persistenza nel finale di bocca. Complimenti anche a questo produttore che, con questo vino, si è fatto ricordare molto positivamente.

Vitigno: Timorasso
Vino: Timorasso dei colli Tortonesi bianco 2002
Azienda: La Colombera
Un vino con una buona acidità in evidenza, ma molto persistente. Un vino di sicura qualità e piacevolezza.

Regione Puglia
Vitigno: Nero di Troia 100%
Vino: Bottaccia Nero di Troia 2002
Azienda: Torre Quarto
Un vino insolito, da approfondire e conoscere meglio. Prodotto originale

Vitigno: Sussumaniello 100%
Vino: Torretesta 2001
Azienda: tenute Rubino
Vino dal bel colore rosso rubino, tendente al granata, profumi del tutto nuovi e particolari, ha un ingresso in bocca morbido ed è giustamente tannico. Un vino ben vinificato e da seguire, in quanto è risultato interessante.

Regione Toscana
Vitigno: Alicante 100%
Vino: Alicante Querciaiola 2001
Azienda: Mantellassi
Uno di quei prodotti che si è fatto ricordare per la sua qualità elevata. Di un bel colore rosso rubino scuro, in bocca ha una bella trama tannica, con una lunga persistenza finale. Uno tra gli assaggi piu’ piacevoli.

Vitigno: Vermentino Nero 100%
Vino: Vermentino Nero 2001 Podere Scurtarola
Azienda: Lorieri
Un vino insolito e molto particolare, a cominciare dai profumi quasi erbacei, ed anche in bocca un prodotto veramente nuovo e diverso.

Regione Sardegna
Vitigno: Cannonau
Vino: Cannonau Tuderi 2001
Azienda: tenute Dettori
Un vino che ci ha lasciato un po perplessi al colore, di un rosso tenue, porpora, quasi rosato; ma quando abbiamo avvicinato il bicchiere al naso allora abbiamo capito che, probabilmente questa è stata una scelta del produttore: profumi intensi, di frutta rossa e spezie; molto persistente e di grande qualità. D’altronde questo bravo produttore non ha bisogno di presentazioni. Complimenti.

Vitigno: Girò di Cagliari
Vino: Girò di Cagliari Donna Jolanda 1999
Azienda: Meloni Vini
Di colore rosso rubino, con sfumature aranciate, questo vino dolce ci fa ritornare alla mente il vino Porto, con meno gradazione alcoolica, ma molto buono e particolare.

Vitigno: Moscato di Cagliari
Vino: Moscato di Cagliari Donna Jolanda 1999
Azienda: Meloni Vini
Un altro bel prodotto di questa grande azienda isolana, che sorprende per i profumi molto fini ed intensi dell’uva Moscato; in bocca è dolce-non dolce, comunque mai stucchevole. Complimenti a questa azienda della Sardegna.

Vitigno: Cagnulari 100%
Vino: Cagnulari Isola dei Nuraghi Rosso 2002 gr. 13
Azienda: Cherchi Maria Giovanni
Colore rosso rubino, tendente al granato: profumi puliti di frutti rossi maturi molto originali e caratteristici ; in bocca è morbido, giustamente tannico, con una leggera speziatura di sottofondo ; un vino gradevole e di facile beva, invitante, proveniente dal vitigno cagnulari, preservato dall’ estinzione dal Sig. Maria Giovanni Cherchi, a cui va riservato il giusto plauso per questa opera meritoria

Regione Sicilia
Vitigno: Nero d’Avola
Vino: Harmonium nero D’Avola 2001
Azienda: Firriato
Una conferma, nulla da scoprire: un vino dal colore rosso scuro, con profumi speziati e tipici del vitigno ; in bocca è molto caldo con tannini ben amalgamati, con una buona persistenza finale.

Vitigno: Moscato di Alessandria o zibibbo
Vino: Passito di Pantelleria Nes 2002
Azienda: Duca di Castelmonte  Pellegrino
Quando si parla di passiti di Pantelleria, meglio togliersi prima il cappello: una conferma anche in questo vino: solare, oro intenso il suo colore, profumi intensi ed in quantità di: frutta secca, dateri, fichi, in bocca è molto appagante, intenso, anche se leggermente stucchevole. Comunque un gran bel prodotto siciliano.

Per chi vi scrive è stata senz’altro una bella esperienza, specialmente per avere"scoperto"vitigni nuovi, insoliti, e vini mai degustati prima, sperando di avervi piacevolmente coinvolto in questa carrellata di assaggi ed in questo viaggio simbolico tra i: “ Figli di un Bacco …..Maggiore", ne potete essere certi.

Detto
Vina bibant homines, animalia cetera fontes.
Bevono il vino gli uomini, l'acqua tutti gli altri animali

Fonte: Scuola medica di Salerno Periodo: X secolo

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Grazie della vostra attenzione e naturalmente:
Prosit con i magnifici vitigni autoctoni italiani.

Roberto Gatti
sommelier degustatore
Codigoro (Ferrara)
Email: [email protected]
 
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