19.02.2008 | Cultura e Tradizioni

Tufo e il suo Greco

Generalmente andando in giro per supermercati, enoteche, o semplicemente navigando in Internet, e leggendo riviste di settore, leggeremo del Greco di Tufo...

Voglio scrivere fin dall’inizio di questo articolo, che Tufo è un paesino di poche anime, poco piu’ di 900, in provincia di Avellino, mentre Greco è il vitigno principe che qui viene coltivato, dal quale in queste zone si ottengono degli ottimi risultati.

Sono otto i comuni nei quali si produce il Greco di Tufo Docg:

Prata di Principato Ultra; Altavilla Irpina; Montefusco; Santa Paolina; Tufo; Torrioni, Cianche e Petruro Irpino.

Questo pregiato vino, che tra quelli degustati in zona, tra i bianchi, è quello che personalmente preferisco, è molto apprezzato anche all’estero ed in Italia sta vivendo un momento magico, insieme ai fratelli Falanghina ed al Fiano, e deriva da uve del "vitigno Greco“ corrispondente in antichità alla “Alinea Gemina“ , a cui faceva riferimento lo storico Columella.

Questo vitigno è originario della Tessaglia, e fu importato in Campania dai Greci, che lo diffusero prima in provincia di Napoli, alle pendici del Vesuvio, e successivamente nei terreni intorno a Tufo (Comune), il cui terreno è ricco di minerali, tra i quali spicca lo zolfo.

Fino agli anni ’80 esistevano a Tufo ed erano in funzione, delle miniere per l’estrazione dello zolfo, dove vi lavoravano circa 200 operai. Ora le miniere sono abbandonate, ma l’ Amministrazione Comunale, condotta dal Sindaco Fabio Grassi, che ho avuto la fortuna di conoscere e trascorrere insieme a lui una mezza giornata, persona di grande cultura, intelligenza e sensibilità per il luoghi, oltre che senso civico se pensiamo che sia Lui che tutta la sua Amministrazione non incassano un euro per il loro mandato, lasciandolo alle casse comunali (grande esempio di alto senso civico come pochi in Italia), ha avviato un progetto di recupero dello stabilimento delle miniere per ricavarne un museo ed un luogo per manifestazioni culturali ed a carattere enogastronomico.

L’origine del Greco in questi luoghi è millenaria, se pensiamo ad un ritrovamento a Pompei di un affresco, che risale a quasi un secolo prima di Cristo, con una breve poesia, probabilmente di un amante respinto:

“Sei veramente gelida, Bice, e di ghiaccio, se ieri sera nemmeno il vino Greco è riuscito a scaldarti“.

Oggi è sicuramente il vitigno irpino piu’ antico ed è molto diffuso in tutto il sud d’ Italia, in Calabria, perfino in Piemonte dove viene chiamato Erbaluce in provincia di Novara.

E’ a Tufo tra le colline, che galleggiano letteralmente sullo zolfo sotterraneo, attorno al capoluogo, che questo vitigno ha trovato il suo abitat naturale e dove dona i migliori risultati, piu’ eleganza e finezza senza perdere in struttura. Ho degustato in loco alcuni di questi vini, ed ho riscontrato per certi aspetti, una similitudine e somiglianza con i Riesling Renani, nelle note di idrocarburi, di zolfo e di grande mineralità.

Per farvi partecipi di questa bella esperienza, in una piccola cantina di Tufo, dove ho trovato splendidi prodotti di cui ne scriverò a breve, stavo degustando il vino base dell’azienda: un greco di tufo docg 2006, molto intenso e gradevole, e nel centro bocca emergevano note che mi sembravano di C02, residui di fermentazione. Avete presente quel leggero e gradevole “pizzicorino“ sulla lingua e sul palato, bene. Presente il giovane enologo, titolare dell’azienda, mi faceva presente che quello che avevo percepito non era un residuo della fermentazione in bottiglia, ma quella spiccata mineralità, quei sentori di zolfo, di idrocarburi estremamente piacevoli che i terreni circostanti della zona avevano conferito alle uve: ecco il “segreto“ del Greco qui in zona di Tufo. Una zona che ha molto da offrirci da un punto di vista storico, culturale ed enogastronomico: da non perdere una visita al borgo antico e l’ arcibasilica dell’ Annunziata, famosa per le catacombe paleocristiane.

Da non perdere inoltre una visita alla più antica cantina di tutta la Campania, che si trova proprio qui a Tufo al centro del paese : Le Cantine di Marzo, scavate a mano nella roccia e nel tufo, dove scendono in gallerie e cunicoli a molti metri sotto il piano stradale, consiglio una visita al sito aziendale:

www.cantinedimarzo.it

La storia del Greco di Tufo è legata a doppi filo alla famiglia Di Marzo, proprietaria delle miniere di zolfo che furono sfruttate soprattutto nel corso dell’800, quando Tufo divenne un importante borgo industriale, fino agli anni 1980.

Poi la storica cantina Matroberardino, che è stata la prima a valorizzarlo sul piano commerciale, oltre ai confini provinciali. Oggi il Greco di Tufo è tra i vini bianchi piu’ conosciuti in tutta Italia, tra i piu’ richiesti in enoteche e wine-bar, un vino che fa tendenza, ma che merita di essere provato e degustato lentamente, in quanto è in grado di regalarci autentico piacere sensoriale.


Le cantine


Non sono molte le cantine che producono il Greco di Tufo Docg :

Azienda Agricola Di Marzo


Azienda Agricola San Marco

Azienda Agricola dell’ Angelo

Azienda Agricola Benito Ferrara

Azienda Agricola Torricino

A breve, conto di potere assaggiare i prodotti di queste aziende, e di potere scrivere un dettagliato articolo sulle mie impressioni di degustazione.

Alla salute, cari amici lettori, con i magnifici Greco prodotti nel comune di Tufo (Av).


P.S. ) Un ringraziamento pubblico al Sindaco Sig. Fabio Grassi per l'ospitalità e la disponibilità nel farmi visitare il suo Comune di Tufo ed il suo territorio, persona di grande cultura ed attaccamento al suo territorio come pochi ne ho conosciuti.

www.comunetufo.it

Roberto Gatti
sommelier degustatore
Codigoro (Ferrara)
Email: [email protected]
Winetaste.it - [email protected]
Tutti gli articoli di questa rubrica su:
px
px
px
px
px
digital agencyneikos
Entra in MyVinit Chiudi
Email
Password
Mantieni aperta la connessione.
Non sei ancora registrato?