13.10.2012 | Vino e dintorni Inserisci una news

Il Pigato della Riviera Ligure

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L'Italia รจ una terra ricca di vitigni autoctoni, come poche altre al mondo, si presume che siano dai 350 ai 400.

Anche per un addetto ai lavori, è molto difficile potere degustare tutti i vini che se ne possono ricavare, quindi il mio interesse nel provare " nuovi " prodotti , specialmente quelli ottenuti dai vitigni autoctoni minori ( in termini di quantità prodotte ) è sempre molto alto. Cosi' è stato tanti anni orsono ( cito i primi che mi balzano alla mente ) quando degustai la Tintilia del Molise, oppure il Pecorino abruzzese e ne scrissi per primo in Italia ( e di conseguenza molto probabilmente nel mondo ! ) . A parte le primogeniture, le quali lasciano il tempo che trovano, ricordo piu' di recente il fatale incontro con " Il Timorasso " di cui un report qui : http://www.winetaste.it/ita/anteprima.php?id=7575

Oggi è con grande piacere che Vi rendo partecipi di un mio nuovo incontro e di un nuovo " innamoramento ", con un vitigno che corrisponde al nome di Pigato ligure.

 

E' uno dei vitigni più affascinanti e misteriosi della Liguria, dalle origini incerte : sembra che sia originario della Tessaglia in Grecia, secondo alcuni studiosi, mentre per altri sarebbe un clone della Malvasia Bianca, vitigno molto diffuso nel bacino Mediterraneo sin dai tempi remoti. Il suo nome deriva dal termine dialettale "pigau" oppure "pigou" che significa piga cioè la piccola macchia di color ruggine, che compare sugli acini maturi. E' una delle uve regine della Liguria ed è presente nelle provincie d'Imperia, di Savona e di Genova; ha una DOC tutta sua: la Riviera Ligure di Ponente Pigato in purezza ( minimo 95%) e rientra nelle Doc della Valpocevera nelle tipologie Bianco, Spumante e Passito.

 

 

Quello da me degustato è stato prodotto dall'azienda :

Azienda Agricola Biologica VIO GIOBATTA

Via Crociata 24

17031 Bastia d'Albenga (SV)

tel. 0182.21856 - fax. 0182.20538

internet : http://www.biovio.it

Email : [email protected]

La storia famigliare

Nelle zone piu vocate dell'entroterra di Albenga, lungo quella dolce vallata che partendo da Bastia, sede della nostra Azienda, risale il corso dell' Arroscia, allontanandosi a poco a poco dalla grande Piana ingauna per giungere fino a Ranzo ed alle terre della provincia di Imperia, si producono grandi uve da sempre. L'uso di pesticidi, di diserbanti e di concimi chimici non fa parte della tradizione locale e noi non abbiamo fatto altro che adeguarci ai costumi del passato. Coltivare biologico non è una scelta né tecnica né economica: è semplicemente culturale. La percezione di quanto stavamo facendo, comunicata in maniera semplice e senza orpelli - piu che altro con il passaparola - è giunta in breve alle migliori enoteche e ai migliori ristoranti della Liguria ed oltre. Nomi come MaRené, Aimone, U Bastiò, Bacilò e Gigò, piu che i classici Pigato, Vermentino, Rossese e Granaccia, hanno fatto breccia nell'immaginario degli appassionati come sinonimi di qualità e di unitarietà produttiva: i vini, si sa, non nascono per volontà del singolo ma della famiglia tutta. L'ultimo nato, il "Bon in da Bon" ("Buono davvero"), è stato creato con le uve di un cru particolare, raccolte tardivamente e vinificate con le metodologie d'antàn.

SCHEDA TECNICA

PIGATO DOC

Riviera Ligure di Ponente

"Bon in da Bon" selezione

 

Zona di Produzione:

Reg. Marixe - Bastia d'Albenga

Uvaggio: Pigato 100%

Altitudine: 100 mS.l.m.

Sistema di allevamento:

a filare - potatura cordone speronato

Periodo di vendemmia:

fine ottobre

Maturazione: 6 mesi

Affinamento: 2 mesi di bottiglia

Colore: giallo paglierino carico

Olfatto: ampio con sentori aromatici

e mandorlati

Gusto: secco, intenso persistente con

richiamo ai profumi aromatici

Temperatura di servizio: 13°/14°C

stappando al momento

Gradazione alcolica: 13.5°

Abbinamenti consigliati:

primi ai frutti di mare,

pesce al sale, zuppa di pesce

Note di degustazione di Roberto Gatti


Ho degustato proprio questo " Cru " Bon in da Bon- Selezione 2011- gr. 14,5-

Non posso nascondere che la sorpresa è stata grande e piacevole, mi sono trovato nel calice un grande vino bianco, di grande qualità, che mi ha ricordato per certi aspetti i migliori vermentini liguri. La vicinanza del mare la si ritrova tutta racchiusa in questa bottiglia, la sapidità e la spiccata mineralità, la seppur elevata gradazione alcolica, se non l'avessi letta in retroetichetta non l'avrei sicuramente calibrata, ma veniamo alla descrizione delle impressioni degustative :

colore paglierino di buona intensità ;

profumi intensi, franchi, netti e puliti di grande soddisfazione, con note prevalenti di " agrumi e frutti tropicali " ;

in bocca entra in punta di piedi per poi, subito dopo dispiegarsi " a coda di pavone " nel centro bocca; molto intenso, sapido e con una spiccata mineralità, lunghissimo nel finale.

Un vino che ci ha colpito molto positivamente, una tipologia da " scoprire " che darà grande soddisfazione. Ancora piu' apprezzabile il fatto che le uve sono biologiche.

Un grande vino ligure a livello nazionale, da classificare Eccellente ( 92-93/100 ), collega del Pigato, sempre di questa bella azienda, che meritatamente si è aggiudicato

l'Oscar della Douja d' Oro, i cui risultati ho pubblicato al link :

http://www.winetaste.it/ita/anteprima.php?id=7649

Complimenti a questi bravi viticoltori liguri per queste belle realizzazioni.

Roberto Gatti

Ottobre 2012

IL VIDEO AZIENDALE

http://www.biovio.it/italian/video.html


Tag: winetaste, roberto gatti, Pigato, riviera ligure, vio giobatta


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