16.03.2022 | Vino e dintorni Inserisci una news

IL NUOVO PINOT NOIR DI CASTELLO DI CIGOGNOLA: INTERPRETAZIONE CONTEMPORANEA DELL’ANTICO OLTREPÒ

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Prima vinificazione in rosso del vitigno principe dell’Oltrepò Pavese, nata dalla collaborazione con l’enologo Federico Staderini

Castello di Cigognola, il progetto enologico della famiglia Moratti in Oltrepò Pavese, presenta Pinot Noir, annata 2020, prima espressione ferma e vinificata in rosso del vitigno, nata dalla collaborazione con l'enologo e consulente Federico Staderini.
Il nuovo vino è un'interpretazione inedita ed esplorativa della varietà di origine francese che nel 45° parallelo ha trovato una terra d'elezione. "In quest'area vi sono tracce esigue ma ancora forti e visibili di una viticoltura del passato che lega l'antico Oltrepò al Piemonte – spiega Federico Staderini – Un tempo in cui i filari venivano piantati seguendo le curve di livello dei pendii, non secondo una disposizione ortogonale rispetto ad essi. Tempo in cui si producevano vini 'tranquilli', senza bolle. Il nebbiolo, la barbera e il pinot nero sono i testimoni di un sentiero pieno di rovi ma ancora percorribile per tenere viva una produzione più antica rispetto a quella del Metodo Classico".
A caratterizzare Pinot Noir è anche il tipo di approccio produttivo adottato, che contraddistingue Castello di Cigognola e Bentu Luna, il più recente progetto enologico avviato in Sardegna: si tratta di una visione umanistica, che regola il rapporto tra l'essere umano e la natura, interpretata secondo scienza, creatività e rispetto. Ne scaturisce una viticoltura che richiede grande manualità – quasi tutti i procedimenti, compresa la diraspatura, vengono eseguiti a mano –, attenzione al più piccolo dettaglio ed estrema cura nelle procedure svolte in vigna e in cantina.
"Alla linea di spumanti Metodo Classico da uve pinot nero, che restano il simbolo della maison Moratti, abbiamo scelto di affiancare una versione ferma che arricchisce il nostro alfabeto enologico – dichiara l'AD Gian Matteo Baldi – Ci siamo rivolti a Federico Staderini, in virtù dell'esperienza maturata in oltre trent'anni di produzione di Pinot Nero in Toscana, confermando il modus operandi di Castello di Cigognola, per cui giovani professionisti collaborano con consulenti esterni di caratura internazionale".
Il Pinot Noir nasce da cinque ettari di vigneto esposti a nord-ovest, distribuiti su colline serrate con pendenze molto decise. Le viti fruttano meno di un chilo di uve per pianta, vendemmiate esclusivamente a mano. Si esegue senza l'ausilio di macchinari anche la schiccolatura, che preserva l'integrità dei chicchi. All'approssimarsi della svinatura la pigiatura per mezzo dei piedi consente di rompere progressivamente gli acini ancora interi. La fermentazione, affidata ai lieviti spontanei, si accompagna a diversi giorni di blanda follatura, per dare lentezza e gradualità al rifornimento dei lieviti. Le uve più mature, inoltre, fermentano a grappolo intero in presenza del raspo, così da conferire nerbo e postura al vino. Segue quindi la sosta in tonneaux da 500 litri e in tini di cemento da 10 ettolitri, per un affinamento di circa 12 mesi.
Il Pinot Noir di Castello di Cigognola, la cui veste grafica verrà svelata durante la 54° edizione di Vinitaly, sarà disponibile in tiratura limitata a partire dalla primavera 2022, nei migliori ristoranti ed enoteche e nel punto vendita aziendale.


Tag: Pinot Nero, pinot noir, Castello di Cigognola, Gian Matteo Baldi, federico staderini


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