20.02.2009 | Vino e dintorni Inserisci una news

Turriga : Il Gigante Sardo

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Ovvero Il Sassicaia di Sardegna.. Già avevo assaggiato questo vino, molto velocemente ed in piedi davanti al banchetto del produttore, in occasione del Merano Winefestival, di qualche anno fa, ma come sempre, poi mi piace sedermi intorno ad un tavolo e ''ragionarci un po’ su''.

Il ragionarci un po’ su, significa centellinare con calma il vino e degustarlo con la massima attenzione, in modo da coglierne anche gli aspetti piu’ minuscoli e sfuggenti.

Prima di scrivere di questo vino, vorrei ricordare un po’ la storia di questa azienda di Sardegna, di cui ne ho già scritto ai link

http://www.winetaste.it/ita/anteprima.php?id=2777

http://www.winetaste.it/ita/anteprima.php?id=785

in quanto è veramente affascinante soprattutto dal punto di vista umano e storico.

Come avrete capito vi stò scrivendo delle :

 

Cantine Argiolas

via Roma 28-30

09040 Serdiana (CA)

Tel.070 740606-Fax.070 743264

Sito : http://www.cantine-argiolas.it

Email: [email protected]

 

 

Ci sono aziende,in Italia e nel Mondo,che fanno “ letteralmente da apripista “ e sono da traino anche per le altre della zona in cui operano, e cosi’ è stato per Argiolas.

 

Un po’ di storia

( liberamente tratto dal sito aziendale )

 

La famiglia Argiolas si occupa di viticoltura da quando Francesco, padre di Antonio, impiantò, nel 1918, il primo vigneto con l'aiuto dei prigionieri di guerra.

E' con  Antonio che inizia la grande avventura nel mondo del vino.

Uomo di ingegno ed eclettico, impegnato nelle attività agricole,

principalmente nella viticoltura e nella olivicoltura, nel commercio dei suoi prodotti, destina tutti i suoi guadagni all'acquisto di nuove fattorie con l'obbiettivo di creare un'efficiente e moderna azienda vitivinicola.

Quando, alla fine degli anni settanta, la politica comunitaria di invito agli espianti non lascia indifferente la maggior parte dei viticultori che, attratti da un immediato sostegno economico, riducono o addirittura cancellano la superfici vitate, i figli Franco e Giuseppe fanno una scelta coraggiosa: con una serie di grossi investimenti economici e interventi graduali danno inizio ad una riqualificazione complessiva della filiera produttiva.

Procedono quindi alla ristrutturazione dei vigneti e della cantina e chiamano a collaborare uno dei padri dell'enologia nazionale, Giacomo Tachis, affiancato dall'impegno costante dell'enologo Mariano Murru.

Attualmente in azienda sono presenti e operano tre generazioni : il patriarca Antonio, i due figli e i nipoti.

 

 

CONSIDERAZIONI

Credo proprio che la svolta per l’azienda Argiolas e per la Sardegna tutta, sia avvenuta quando è arrivato sull’isola il Maestro  riconosciuto dell’enologia italiana, il Dott. Giacomo Tachis, cosi’ come era avvenuto qualche anno prima in Sicilia ed ancora prima in Toscana ecc.

Per chi non sapesse chi è Giacomo Tachis devo aggiungere che è il “ padre putativo “ del Sassicaia, il vino che ha fatto conoscere l’enologia italiana nel Mondo, alla pari dei migliori Chateau francesi, e non dimentichiamoci chi è stato il suo maestro : il Grande enologo francese Emile Peynaud, riconosciuto oggi come forse il piu’ grande degli ultimi 200 anni.

 

SCHEDA TECNICA

Turriga 2004

 

CLASSIFICAZIONE

Vino da tavola rosso a indicazione geografica.

 

PROVENIENZA

Dalle nostre vigne di Turriga, in zona di Selegas, vicino a Piscina Trigus, la vigna più interessante e più particolare della nostra superficie vitata e recinta. La sua altitudine si aggira sui 230 metri sul livello del mare e l'esposizione è straordinaria.

 

COMPOSIZIONE DEL SUOLO

Calcareo medio, un po' ciottoloso e sassoso, con scheletro particolarmente adatto alla viticoltura di qualità. Si riscontra anche qualche strato roccioso che si è disgregato col tempo in epoche antiche.

 

UVAGGIO

Particolarmente e tipicamente di Sardegna nella sua essenza (Cannonau, Carignano, Bovale Sardo) viene completato dall'aggiunta di Malvasia Nera. Produzione ceppo: Kg 1 circa.

 

CLIMA

Tipicamente mediterraneo. Con inverni miti, precipitazioni limitate ed estati molto calde e ventilate.

 

VENDEMMIA

Viene effettuata manualmente alle prime ore del mattino da personale specializzato, il quale opera già nel vigneto una severa cernita delle uve.

 

VINIFICAZIONE

Data la ricchezza e il clima caldo di vendemmia, l'impiego del fresco viene attuato subito dopo la pigiadiraspatura, in modo da predisporre il mosto con la vinaccia, ancora prima del debutto fermentativo, ad un processo equilibrato di trasformazione degli zuccheri e di macerazione della buccia. Non vengono impiegati lieviti selezionati, ma si condiziona bene il clima di vinificazione, per favorire l'azione dei fermenti autoctoni.

 

 

La macerazione dura circa 16-18 giorni e, verso la fine, il regime termico si porta a 22 - 23° C per evitare troppa cessione polifenolica e l'insorgere di fermentazioni eterolattiche. L'evoluzione dell'acido malico avviene subito dopo la vinificazione.

 

INVECCHIAMENTO

Appena ultimate le così dette "fermentazioni di finissaggio", che avvengono subito dopo la malolattica, il vino viene passato in barriques nuove di quercia francese Troncais e Allier) per circa 18 mesi, durante i quali vengono praticati tretravasi e un collaggio.

Dopo l'invecchiamento in legno si effettua l'immediato passaggio in bottiglia, per favorire lo sviluppo del bouquet. I suoi tannini nobili, presenti in abbondanza, sono ben fusi con le altre sostanze estrattive e giustamente polimerizzati.

 

CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE

Colore: rosso rubino spento, dato l'invecchiamento, ma intenso.

Profumo: vinoso, particolarmente nell'eleganza della sua costituzione, ormai evoluta e nell'associazione ai profumi conseguiti con l'elevazione in barriques nuove. Sapore: rotondo, grasso, con struttura personalizzata e molto gustoso.

Indice di "souplesse" molto elevato.

 

NOTE DI DEGUSTAZIONE

Ho degustato questo vino in due fasi : la prima a tavola in accompagnamento ad una superba grigliata di carne e questi sono stati gli esiti :

colore porpora/rubino splendido ed invitante ; al naso profumi intensi di frutta rossa, ben amalgamata a note speziate e mentolate, conferite dalla barrique in cui è stato affinato; in bocca è molto caldo, etereo, e per questo ne consiglio la decantazione qualche ora prima, una gran bella beva, di classe, intensa, tannini già bene amalgamati, buona la struttura acida che gli consentirà di durare molti anni a venire ( 10/20/30 ? ). Nel centro bocca esplode con tutta la sua forza e virilità, nette le sensazioni di liquirizia quanto mai piacevoli, caratteristiche dei grandi vini di classe sublime.

In retrolfazione ritornano le note mentolate, di eucalipto avvertite al naso e netta la liquirizia in chiusura di bocca. Interminabile la Pai, per farne un fuoriclasse assoluto, per un vino che si pone di diritto tra i Top Ten nazionali. Sicuramente questo vino migliorerà con almeno altri 5 anni di bottiglia e piu’, perché ora è ancora scalpitante ed irrequieto, proprio come un ragazzino di 20 anni, ma la maturità lo quieterà fino a fargli esprime tutto il grande potenziale che ancora racchiude in sottofondo, e che solo palati esperti possono cogliere in questa fase.

 

Ridegustato il giorno dopo, era “ svanita “ quella componente eterea ed alcolica, ed allora il vino era ancora piu’ buono, dove emergevano note di cioccolato, poi in bella sequenza ancora le mentolate, con chiusura di liquirizia.

Un vino da classificare eccellente in base alla legenda di cui sotto.

 

0-60 

scadente o difettoso

61-70

passabile o corretto

71-75

medio e senza pretese

76-80

piacevole o franco

81-85

buono

86-90

molto buono/ ottimo

91-95

eccellente

96-100

Top Wine

 

Alla nostra salute, cari amici lettori, con il Gigante sardo Turriga, uno dei vini Top Ten dell’enologia italiana, un fuoriclasse assoluto.

Roberto Gatti

20-02-2009

 

 

P.S. ) Tratto dal sito Lavinium

Il Turriga è un vino capace di stupire anche i più coriacei degustatori, l'elevatissima qualità dimostrata anno dopo anno lo confermano come uno dei più grandi rossi italiani e, sicuramente, come vino simbolo della Sardegna. Le uve che lo compongono parlano chiaro: tutto fatto in casa, con il cannonau a dare la marcia in più.

Come per il Terre Brune della cantina sociale di Santadi, anche qui c'è l'ingegno e la grande maestria di Giacomo Tachis, che ha fortemente voluto un vino elegante e assolutamente genuino, fuori dalle mode e dai facili cliché.

E anche quest'annata non delude: all'esame visivo appare concentrato, fitto, pressoché impenetrabile, di colore rubino scuro con unghia abbastanza compatta e appena tendente al granato (per i curiosi, la vinificazione viene effettuata in cemento vetrificato e poi in barriques nuove per 18 mesi). Sfoggia un elegante bouquet al naso, con nette sensazioni minerali e floreali in primo piano, il frutto c'è ma non domina la scena come fin troppo spesso accade, è più tenue, di piccoli frutti e amarena, per dare più spazio a spezie fini, cacao, tabacco, cannella e una splendida nota mentolata.

Al gusto è molto intenso, morbidissimo, tanto da sostenere perfettamente la notevole forza alcolica; i tannini sono di elevatissima qualità, e l'acidità è ancora ben presente. Ad un secondo assaggio, tornano le sensazioni vanigliate, l'amarena dolce, il mentolato, qui ancora più evidente. Grande spalla, capace di 'coprire' quasi totalmente i 18 mesi in barriques di Allier di primo passaggio. Vino completo, longevo, di notevole fattura, da tenere in cantina per molti molti anni, senza alcun timore di cedimenti.

Servitelo a 18° in grandi ballon, tipo Bourgogne grand cru, con muscolo di manzo stufato, spezzatino di cinghiale, lepre in salmì, carbonata al vino rosso.

 

Roberto Giuliani          

 

Voto: @@@@@        (degustazione in data: 10/2002)

 


Tag: degustazione, winetaste, gatti, top wine, argiolas, sardegna, turriga, Tachis, Peynaud


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