02.02.2012 | Prodotti Tipici Inserisci una news

Marsala. Una città da fine pasto ( e non solo n.d.r.)

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Stanno per concludersi i 150 anni dell’Unità d’Italia. Siamo andati nella terra dello sbarco dei Mille. Tra le saline, i mulini e le cantine del grande vino liquoroso.

I mulini a vento proiettano la loro ombra nel rosso di uno struggente cielo crepuscolare. Tutt'intorno, bianche fette ora lisce ora increspate, assomigliano, da lontano, a lenzuola distese su una pianura interrotta dal mare. I tramonti sembrano usciti da un quadro di Caspar David Friedrich. Ma le apparenze ingannano. Non siamo in Olanda o nella Germania del grande pittore romantico, bensì a Marsala, nella Sicilia sud-occidentale. Le candide strisce sono lastre di sale, e basta uno sguardo oltre la costa per convincerci che non siamo nell'Europa del nord: la Laguna dello Stagnone e l'isola di Mozia, dove si trovano i resti di un antico insediamento fenicio-punico, ci richiamano, con altra poesia, al cuore del Mediterraneo, in una terra cara agli italiani. Marsala, infatti, ha avuto un ruolo fondamentale nella storia d'Italia, che quest'anno ha celebrato il centocinquantesimo dell'Unità: nel suo porto, l'11 maggio 1960 Giuseppe Garibaldi sbarcò con i mille in camicia rossa per risalire la Penisola rendendola una e Nazione. In città, nel complesso monumentale di San Pietro, è ospitato il Museo Civico (www.marsalaturismo.com) che nella sezione risorgimentale ricorda l'impresa garibaldina con documenti e cimeli (tra cui la poltrona damascata sulla quale riposò il generale dopo l'approdo in Sicilia).

Marsala, città di mare che vanta una consistente flotta peschereccia, un rapporto con i nordeuropei lo ha sempre avuto, sin dal Medioevo: non a caso l'elegante cattedrale è dedicata a San Tommaso di Canterbury. La tradizione racconta che nel 1100 una nave inglese si riparò in porto per sfuggire a una tempesta: trasportava materiale destinato alla costruzione di una chiesa in onore del santo di Albione. Fu per ringraziarlo dello scampato pericolo che i marinai britannici fecero edificare qui la chiesa. E più di sei secoli dopo furono due sudditi della regina Vittoria, il commerciante John Woodhouse di Liverpool e Benjamin Ingham, a innestare le viti nelle fertili terre circostanti e a promuovere la produzione del vino. Oggi, tutto il mondo ci invidia questo nettare dal colore ambrato che dalla città prende il nome, il Marsala. Gli inglesi costruirono nella zona anche i primi stabilimenti enologici. Da questi fu attirato Vincenzo Florio che dalla Calabria venne qui, nel 1832, per cominciare un'attività diventata a poco a poco un piccolo impero che ha oltrepassato i confini della Sicilia per giungere, apprezzatissimo, fino in America. Visitare le belle cantine di produzione, in pietra di tufo e legno, è come un viaggio nel tempo: l'enoteca storica conserva circa 49mila bottiglie, riserve uniche della casa. Ancora oggi questo glorioso marchio (www.cantineflorio.it) è sinonimo di qualità: provate, per esempio, il Marsala Baglio Florio, dal gusto morbido, con i suoi intensi profumi di uva sultanina, e ne avrete certezza.

Ma sono tante le aziende marsalesi che offrono vini di levatura internazionale. Come le Cantine Mothia (www.cantine-mothia.com) che in una grande bottaia in rovere pregiato, parte di una costruzione risalente ai primi del '900, custodisce vini con oltre 30 anni di invecchiamento. Caruso & Minini (www.carusoeminini.it), invece, nel baglio ottocentesco vinifica uve raccolte in 120 ettari di podere e accoglie (su prenotazione) visitatori per degustazioni professionali accompagnate da piatti della cucina tradizionale trapanese.

Uno dei Marsala più conosciuti è anche quello di Pellegrino(www.carlopellegrino.it) la cui storica cantina sorge in una struttura con grandi torri panoramiche, realizzate atraverso la ristrutturazione di elementi architettonici degli anni '50: da qui si può gustare, con un bicchiere in mano, il panorama circostante. Tra bottaie antiche e nuove l'azienda mostra i calchi in gesso di una nave punica e una collezione di carretti siciliani. Un'altra cantina famosa da visitare, che produce vini bianchi, rossi e Passito di Pantelleria, è Donnafugata, che promuove visite enogastronomiche nelle sue cantine. Da vedere gli antichi locali e la nuova barricaia, degustando i vini anche in abbinamento a formaggi siciliani, frutta di stagione, cous cous, dolci di ricotta e altre golosità (www.donnafugata.it).

Ma dove si può avere una scelta ampia di vini siciliani da abbinare alla ricca tradizione gastronomica locale? Una risposta viene dal ristorante Bacco's (via Trieste 5, tel. 0923737262, conto 30€), in una villa dell'Ottocento a 3 km da Marsala con vista sulle isole Egadi: presenta una lista con oltre 120 etichette. Nel menu, una strepitosa zuppa di astice ma anche le "caserecce" con patelle e gamberi, spaghetti con bianchetti e, naturalmente, uno squisito filetto di tonno al Marsala.

Metodo soleras

Il Marsala è un vino liquoroso, ottenuto con l'aggiunta di acquavite di vino per elevare il tenore alcolico. In base al colore si distinguono Marsala Oro, Ambra, Rubino; in base al residuo zuccherino abbiamo Marsala Secco, Semisecco, Dolce. Infine per caratteristiche di produzione abbiamo Marsala Fine (minimo 1 anno di invecchiamento); Superiore (2 anni); Superiore Riserva (quattro anni); Vergine o Soleras (minimo 5); Vergine o Soleras Riserva (da 10 in su). Il metodo Soleras, usato anche per la produzione di Porto, Sherry, Brandy e Rum, riguarda quindi le versioni da invecchiamento. Nel 1812 fu introdotto in Sicilia dagli inglesi Ingham e Woodhouse. Ecco come funziona: si dispongono una sopra l'altra quattro o cinque file di botti di rovere riempite di vino per 2/3. Quando si aggiunge altro Marsala da affinare nella fila più in alto (chiamata criadera), 1/3 del suo contenuto, dopo ogni anno, viene travasato nella fila sottostante. Si prosegue così a rabboccare fino a raggiungere la fila che si trova al suolo (solera) nella quale 1/3 del vino (con cinque anni di invecchiamento), viene spillato e imbottigliato.

Le saline

Le saline di Marsala si trovano all'interno della Riserva Naturale di Trapani e Paceco che si estende per oltre mille ettari. Una visita guidata all'area protetta consente di conoscere l'intero ciclo di produzione del sale e ammirare la fauna che vive nella zona (info Mulino Maria Stella, Trapani,www.salineditrapani.it). A Marsala si trova invece il Museo del sale (tel. 0923.66936, biglietto 3,5€ www.comune.marsala.tp.it) nato su iniziativa di Alberto Culcasi che a soli sette anni cominciò a lavorare come baddalonzolaro (garzone tuttofare) in una salina per poi diventarne proprietario: nel casolare di Chiuscella oggi è visitabile una raccolta con fotografie d'epoca e attrezzi di lavoro.

I dolci

Frutta martorana, cassate, cannoli di ricotta, dolci a base di mandorle, icapedduzzi di farina di grano duro impastata con Marsala e burro, glisfinciuni di San Giuseppe (pasta fritta ripiena di ricotta aromatizzata alla cannella, pistacchi e scorze d'arancio): sono solo alcune delle specialità della ricca pasticceria marsalese. Se andate in questo angolo di Sicilia non dovete perdervi una visita da E&N (www.pasticceriaen.com), dove Enzo e Nino preparano queste squisitezze con cura da certosini. Altro luogo "cult" per i dolci, è l'Antica Pasticceria De Gaetano (via Rapisardi 13 e piazza Mameli 8/9), che dal 1900 sforna anche la ghiottissima coabita: zucchero amalgamato con miele, sesamo e mandorle.

Dormire

Villa Favorita (doppia da 100€ www.villafavorita.com) è un classico baglio dell'Ottocento nato con una vocazione vinicola e poi trasformato in albergo. In un'area di 30mila mq sono dislocate 13 camere e 29bungalow, una piscina, campi da tennis e due rigogliosi giardini. Altra struttura ricettiva dove alloggiare per un soggiorno a Marsala, è il New Hotel Palace (doppie da 100€ www.newhotelpalace.com) sul lungomare Mediterraneo, con una cupola ottagonale che sormonta la hall. Si tratta di un'antica residenza nobiliare adattata all'ospitalità di charme: solo 8 le camere ben arredate e rifinite.

( Fonte thewinetraveller )


Tag: winetaste, marsala, andalusia, sicilia, rallo, roberto gatti, jerez de la frontera, florio, soleras, Trapani, donnafugata, caruso e minini, vino marsala, liquoroso, pellegrino


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