28.09.2005 | Itinerari del Gusto

Topinambour, Re d'autunno

CARIGNANO (Torino) - Chiamateli tapinambour, ciapinabò o elianto (rispettivamente in francese, piemontese e italiano) ma assaggiateli e gustateli. Sono favolosi in tutte le salse. Saranno sotto i riflettori per due giorni l'8 e 9 Ottobre a Carignano, il seducente borgo antico alle porte di Torino per la quattordicesima edizione di una specialità sempre più di moda, sempre più golosa, sempre più gettonata a casa e al ristorante.

Col suo sapore delicato che ricorda vagamente quello del carciofo, in cucina il ciapinabò o tapinambour che dir si voglia, si prepara eliminando col coltello la buccia come si fa con le patate, togliendo anche i bitorzoli e i piccoli nodi; poi si taglia a rondelle e si immerge nell'acqua fredda per evitare che all'aria si annerisca.

I ciapinabò sono ottimi sia crudi che in insalata, grattuggiati, a fettine, cotti a vapore, trifolati, lessati, in salsa o abbinati a una miriade di cibi. Un vero jolly, adatto alle soluzioni gourmet più varie: timballi, tortini, sfogliate. E poi con la pasta, le lasagne, sul vitello tonnato, la carne, gli arrosti, perfino con i dolci.

L'unica sagra al mondo dei ciapinabò è a Carignano, ideata in collaborazione con l'istituto alberghiero Norberto Bobbio e Slowfood. In campo, degustazioni, banchi d'assaggio, concorsi a tema, mostre, conferenze, musica d'autore e una cena gourmet a Torino dedicata a 'Re tapinambour' presso il rinomato ristorante La chioccia, via Saffi 2. Da non perdere (info Comitato manifestazioni Città di Carignano, telefono 338 6034339).

Spiega Roberto Brunetto, presidente del comitato organizzatore: "Questa pianta originaria degli Stati Uniti d'America, lontana parente del girasole, a forma di tubero e quindi di patata, è diventata oggetto di culto per buongustai e non, tanto che molti ristoranti stellati (soprattutto piemontesi) la propongono per la sua gioiosa versatilità, primo fra tutti il fatto di essere ingrediente base della famosa bagna caoda".

Che sarebbe l'autunno pedemontano senza di essa? Da provare, visto che l'autunno in Piemonte richiama sì i funghi, i tartufi ma anche e soprattutto la bagna caoda.

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Per informazioni
Elisa Braccia

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