17.11.2010 | Vino e dintorni Inserisci una news

Primi risultati della vendemmia 2010 in casa Ampeleia

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Soddisfazione nella cantina grossetana di Roccatederighi al termine della raccolta delle uve della nuova annata

È passato circa un mese dalla fine della vendemmia 2010 di casa Ampeleia che, nonostante le condizioni climatiche abbastanza piovose di fine estate e inizio autunno, si è rivelata in pratica alquanto interessante.

"Abbiamo iniziato a vendemmiare il 7 settembre con le uve Grenache dei vigneti di Ampeleia di Mezzo"– ha illustrato Marco Tait, giovane enologo dall'azienda – "per concludere a fine 20 ottobre con i Cabernet Franc di Ampeleia di Sopra. Nel periodo centrale della vendemmia abbiamo invece a raccolto le uve dei vitigni Alicante, Carignano, Marselan, Sangiovese, Merlot e Mourvedre".

Quasi due mesi di duro lavoro, con poche soste per l'intero staff della cantina di Roccatederighi, nel grossetano, iniziando con la raccolta delle varietà mediterranee collocate nella parte bassa dei possedimenti dell'azienda per poi passare alle zone con maggiore altitudine.

Dei 2.500 quintali di uva raccolta due terzi saranno destinati alla produzione di Kepos, che rappresenta a pieno l'unione sinergica di 5 vitigni del bacino Mediterraneo (Grenache, Alicante, Carignano, Marselan e Mourvedre), mentre i restanti confluiranno nell'Ampeleia, un vino di personalità, di carattere che attraverso la sua eleganza e frutto e la contaminazione organica ovvero la ricchezza del territorio e la sua matrice culturale, vuole essere un'interpretazione autentica della Maremma, con il suo taglio in parti uguali di Cabernet Franc e Sangiovese.

Ampeleia nasce nel 2002 dall'amicizia tra Elisabetta Foradori, "la signora della biodinamica", capace di portare un vitigno come il Teroldego Rotaliano ai vertici dell'eccellenza vinicola italiana, con Giovanni Podini e Thomas Widmann, due giovani imprenditori con la comune passione del vino ed il proposito di produrre un vino che rifletta appieno il terroir della Maremma.

La tenuta di Ampeleia si estende su una superficie coltivata di 40 ettari distribuiti su tre aree distinte: Ampeleia di Sopra, il cuore della cantina, dove si trovano gli uffici, la sala degustazione, il wineshop e le vigne più autentiche distribuite nei 20 ettari; Ampeleia di Mezzo, il vero nucleo aziendale, suddiviso in due blocchi ben distinti tra i 280 e i 350 metri sul livello del mare; infine Ampeleia di Sotto, la parte sicuramente più importante del progetto, una collina che arruiva fino a 600 metri di altitudine interamente disegnata dai vigneti definiti da bianche strade.

I primi "vagiti" del progetto Ampeleia si udirono in un rifugio di montagna, un giorno d'inverno, dove, attorno allo stesso tavolo, i tre soci della cantina si sono confrontati sul desiderio comune di arrivare a produrre un vino unico, diverso dai tanti e capace di trasmettere il valore dell'amicizia vera, intensa, sincera, autentica, destinata a rimanere traccia indelebile come le note aromatiche dei vini Kepos e Ampeleia. Una sfida che è partita dall'idea di prodotto per poi arrivare alla localizzazione della regione, passando attraverso un'attenta ricerca sul territorio italiano e dei vigneti.

Tre, il numero perfetto, è quello che contraddistingue Ampeleia. Tre infatti sono gli amici che hanno dato vita al progetto, tre le aree che compongono la tenuta e tre gli anni che ci vogliono per portare a maturazione una bottiglia di Ampeleia.

Ma Ampeleia è soprattutto un progetto del cuore, il cui trinomio Vino-Amici-Ampeleia si traduce in passione, eleganza e carattere. Sono questi gli aspetti della personalità del vino che riflette quella dei suoi produttori, ognuno con un suo preciso tratto distintivo ma che insieme formano un'unica identità fatta di valori unici, come la sincerità, la genuinità e l'autenticità, che si trovano racchiusi nei due vini di questa azienda.

 

Luciano Pavesio

 

Nelle foto sintesi e dettaglio dei tre appezzamenti aziendali, vale a dire Ampeleia di Sopra, Ampeleia di Mezzo e Ampeleia di Sotto

 

 


Tag: maremma, Ampeleia, Foradori, Kepos, Podini, Widmann


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