28.05.2018 | Cultura e Tradizioni Inserisci una news

Fattoria dei Barbi: alle origini del Brunello di Montalcino

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La cantina dei Barbi con le sue 300 botti in legno e le migliaia di bottiglie di Brunello in affinamento, è aperta al pubblico da oltre 50 anni. In questo periodo oltre un milione e mezzo di amanti del vino hanno visitato le sue sale, ammirando tra l’altro la collezione di bottiglie che va dal 1870 ai giorni nostri, testimonianza di una continuità che la rende unica in Italia

Se si esplora tra i vicoli e le piazze di Montalcino alla ricerca delle origini di questo blasonato vino toscano, è impossibile non imbattersi nel nome di Fattoria dei Barbi, una delle poche aziende rimaste in mano alla famiglia italiana d'origine delle 11 aziende produttrici di questo vino prima del 1900. Gli altri primogenitori di questo importante vino sono Argiano, Biondi Santi, Costanti, Il Poggione, La Pescaia, Lisini, Poggio alle Mura, Quercecchio, Renieri e Tiezzi, ma diverse di queste aziende sono passate in mano straniera o scomparse.

 

La cantina dei Barbi con le sue centinaia di botti in legno e le migliaia di bottiglie di Brunello in affinamento, è aperta al pubblico da oltre 50 anni. Nell'arco di questo periodo oltre un milione e mezzo di amanti del vino hanno visitato le sue sale, ammirando la collezione di bottiglie che va dal 1870 ai giorni nostri, testimonianza di una continuità che la rende unica in Italia, e il Museo del Brunello, dove in oltre 1.000 metri quadrati di oggetti, fotografie, documenti, film tra i quali aggirarsi da soli o accompagnati dalle guide, si possono scoprire le origini di un mito.

 


Due sono i percorsi tematici del museo:

 

- Il primo racconta la Comunità di Montalcino prima del Brunello, gli antichi mestieri, la vita mezzadrile.

 

- Il secondo racconta la storia del Brunello di Montalcino spiegando cos'è questo vino, com'è nato, chi furono i pionieri, quali sono le lavorazioni in vigna e cantina e infine il terroir di Montalcino e i suoi molti microclimi.

Nel Museo del Brunello si trova anche il Labirinto del Brunello: un'esposizione di oltre 200 bottiglie delle cantine di Montalcino.

 

 

La Fattoria dei Barbi si estende per 306 ettari, divisi tra l'azienda storica a Montalcino e quella recente a Scansano, in Maremma, acquistata nel 1997 da Stefano Cinelli Colombini, convinto che un Morellino sarebbe potuto essere il completamento ideale alla gamma di prodotti della Fattoria dei Barbi.

Attualmente Stefano Cinelli Colombini, erede dell'antica stirpe senese presente a Montalcino dal 1352, gestisce l'intero possedimento di famiglia.
I Brunelli della Fattoria dei Barbi hanno ricevuto premi in tutta Europa dalla fine dell'800, e ancora oggi sono molto apprezzati in tutto il mondo.

 

 

I Colombini sono un'antica famiglia senese, che ha ricoperto cariche di governo a Siena verso l'anno millecento. Il primo antenato a figurare nelle cronache è un mercante, Tignoso, proveniente dal suo Castello Uopini, appena fuori Siena, dove il Palazzo originario di famiglia (ancora esistente) divenne Ospedale nel Medioevo.

Il figlio di Tignoso, Mino, era soprannominato Colombino e i suoi familiari detti Colombini: da qui l'origine del nome della famiglia.
Nel 1200 la famiglia fu accolta nella nobiltà senese ed ebbe diritto allo stemma, e si fregiò di quattro colombe d'oro in campo azzurro divise da una croce d'oro.


Dopo fortune alterne, ai primi dell'800 la famiglia viveva in una tenuta a Carmignano, vicino a Lucca, pur mantenendo ancora forti legami con Siena.

Paolo Colombini, il terzogenito, era laureato in legge e aveva avuto due piccoli poderi superstiti a Montalcino. Scelse quindi di usare la sua laurea, di lasciare la vita di agrario e dedicarsi alla professione di notaio.

Memore delle tradizioni di famiglia, per seguire il vescovo di Lucca, che era divenuto vescovo di Montalcino, scelse di tornare in questa città, dove avrebbe anche potuto seguire le piccole proprietà di famiglia che ancora vi esistevano. Fu una scelta fortunata, perché così iniziò un nuovo capitolo della storia dei Colombini.


Suo figlio, Pio Colombini produsse le prime bottiglie di Brunello, ancora oggi custodite in cantina, oltre ad essere un geniale professore universitario di genio e scoprire la prima cura efficiente contro la sifilide. Sposò Elina Padelletti, discendente da un'antica famiglia nobile montalcinese, che portò in dote alla famiglia la villa dei Podernovi dove oggi si trovano la cantina, ristorante, uffici e punto vendita.

 

Ma fu con Giovanni Colombini, nato nel 1906, che la famiglia trovò un formidabile innovatore, un pioniere della viticoltura a livello mondiale.
Sua è infatti la prima enoteca pubblica italiana, realizzata nel 1938 nella fortezza di Montalcino che restaurò come Podestà; sua è inoltre negli anni '30 la prima vendita per corrispondenza del vino toscano e negli anni '60 le prime esportazioni di Brunello in tutti i più importanti mercati del mondo, producendo e vendendo centinaia di migliaia di bottiglie di vino italiano di qualità a prezzi elevati, trasformando un prodotto per poche decine di eletti in un fenomeno di massa.

 

La Fattoria dei Barbi è sempre stata una custode della tradizione, ma anche attenta all'innovazione e pioniera in ogni campo dell'enologia: è stata infatti la prima ditta montalcinese ad esportare vini in bottiglia in Francia (1817), la prima a vendere per corrispondenza il Brunello (1832), la prima ad esportarlo in America (1962), in Inghilterra (1969) ed in Giappone (1975), a vinificare il primo vino "Super Tuscan" (Brusco dei Barbi, 1969) ed a creare la prima grappa monovitigno (Grappa di Brunello, 1974), così come ad essere negli anni '60 tra i pionieri della concimazione organica.

 

Attualmente la produzione è di circa 800.000 bottiglie, di cui più di 200.000 di Brunello.

I 66 ettari di vigna hanno una densità media di circa 5.000 piante, e producono in media meno di 1,5 kg di uva per vite; da ogni pianta si ricava quindi solo poco più di una bottiglia di vino.

 

 

Nel corso della nostra visita in azienda abbiamo potuto degustare il Morellino di Scansano 2015, vino che nasce in Maremma, zona all'estremo sud della Toscana, prodotto principalmente con Sangiovese, localmente denominato Morellino, e un 15% di Merlot. Le vigne sono situate su una collina di 250 metri s.l.m. in vista del Mar Tirreno, particolare che contribuisce ad un perfetto micro-clima, con giorni caldi e luminosi e notti fresche grazie alle brezze marine. E' un vino ben strutturato ed equilibrato, con tannini morbidi ed un'acidità vivace.

 

Si sale di importanza mantenendo una grande piacevolezza nella beva degustando il Brunello di Montalcino Docg Etichetta Blu 2013, il vino più rappresentativo della filosofia aziendale, prodotto da oltre un secolo. Nella cantina della Fattoria dei Barbi si può vedere una collezione di migliaia di bottiglie di Brunello, a iniziare dalla vendemmia 1892. L'uva Sangiovese fermenta in media un paio di settimane in vasche d'acciaio a temperatura controllata mai oltre i 28°C, e viene poi affinato almeno due anni in botti di Slavonia e quattro mesi in bottiglia. Un vino dotato allo stesso tempo di austerità e di gentilezza, pronto alla beva ma dotato di qualità e caratteristiche che gli garantiranno una notevole longevità.

 

Di notevole spessore si presenta il Brunello di Montalcino Docg Riserva Etichetta Rossa 2011, che non risente minimamente dell'annata calda conservando una freschezza e un frutto incredibile, frutto di un maggiore affinamento in botte rispetto all'Etichetta Blu.

 

Al top della produzione aziendale il Brunello di Montalcino Docg Vigna del Fiore 2011, vino prodotto dal 1981 proveniente da un unico vigneto di 5,7 ettari di terreno sassoso, coltivato in un luogo dove l'azienda possiede viti dal 1500. La Vigna del Fiore è una tra le vigne più antiche e più a sud di tutta la zona del Brunello di Montalcino. La sua esposizione particolare e la composizione del suolo, conferiscono a questo Brunello caratteri unici, con una grande eleganza e finezza dei profumi, la complessità dei sapori ma allo stesso tempo una beva molto invitante. 

 

Tutti questi vini possono essere abbinati ai piatti proposti dalla Taverna dei Barbi annessa alle cantine, dove la fa da padrone uno spettacolare braciere ricavato all'interno di un grande camino, da cui scaturiscono prelibati e raffinati piatti "di corte" della tradizione toscana. 

 

 

Da sempre la filosofia della famiglia Colombini e della Fattoria dei Barbi è conoscere e studiare la tecnologia più innovativa e sposarla alla migliore tradizione, per migliorare tutto ciò che viene prodotto senza alterarne la tipicità.

 

 

Silvana Albanese

Luciano Pavesio

 



Tag: brunello, montalcino, maremma, museo, morellino, Scansano, Barbi, Colombini, Cinelli, labirinto


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