21.06.2021 | Eventi Inserisci una news

Le eccellenze della Cantina di Terlano

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Tra le decine di degustazioni "online" organizzate durante il periodo del lockdown dovuto al Covid – 19, sicuramente una delle più interessanti e ambiziose è stata quella indetta dalla Cantina di Terlano per presentare i suoi "gioielli enologici"

Tra le varie degustazioni "online" organizzate durante la pandemia legata Covid – 19, sicuramente una delle più interessanti e ambiziose è stata quella indetta dalla Cantina di Terlano per presentare i suoi "gioielli enologici".

 

Insieme a Rudi Kofler, che da qualche anno porta avanti l'eredità del pioniere del vino Sebastian Stocker, lo storico precursore enologo scomparso nel 2017, e Klaus Gasser, direttore commerciale e marketing, abbiamo degustato tre eccellenze di una delle migliori cooperative dell'Alto Adige: il Terlaner I Grande Cuvée 2018 e il Terlaner Rarity 2008.

 

Le origini

A Terlano, la produzione vinicola ha radici preromane. Grazie al clima favorevole e ai terreni disposti in quota, al riparo da inondazioni, la zona di Settequerce, San Maurizio e Gries apparve subito ideale per gli insediamenti umani. Diversi reperti archeologici (mestoli e recipienti di bronzo) testimoniano una cultura vinicola che risale al V o IV secolo avanti Cristo.

Fondata nel 1893, la Cantina di Terlano è una delle cooperative di produttori più all'avanguardia di tutto l'Alto Adige. I suoi 143 soci attuali coltivano 190 ettari di vigneti, pari a una produzione annua totale di circa 1,5 milioni di bottiglie, per il 30% rossi e per il 70% bianchi.

 

Per conservare le tradizioni, spesso bisogna avere il coraggio e la coesione per imboccare strade nuove: due virtù che sicuramente non mancarono ai viticoltori di Terlano quando decisero di istituire la cantina sociale con un'impronta decisamente innovativa, scelta che si è dimostrata vincente considerando che Terlano è diventato con gli anni un villaggio noto a tutti gli appassionati del mondo.

Quando nacque la cantina l'agricoltura era uno dei fattori trainanti dell'economia locale. Ma a parte alcuni sparuti pionieri che già un secolo prima, ispirandosi all'esempio della Renania, avevano importato vitigni preziosi dalla Germania e dalla Francia, il comparto agricolo languiva in uno stato di forte arretratezza, dominato da pochi latifondisti grandi proprietari terrieri che dettavano le regole.

Proprio per sottrarsi a questa dipendenza che ventiquattro piccoli viticoltori di Terlano decisero di mettersi insieme fondando la cantina sociale, invertendo progressivamente la produzione di vini rossi in bianchi.

 

Il presente

Nella moderna struttura ampliata nel 2009, rivestita esteriormente di porfido rosso, la roccia tipica di questa zona dell'Alto Adige lungo la MeBo, la superstrada che collega Bolzano a Merano, trova ampio spazio la zona di affinamento, delle ragguardevoli dimensioni di 18.000 metri cubi.

Due le linee di qualità dell'azienda: le Selezioni e la linea tradizione, esportati in 55 mercati seppur il 55% venga venduto in Italia.

Da sottolineare che ogni anno questa cantina immette sul mercato un "vino raro", ovvero invecchiato per almeno dieci anni, da un'idea di Stocker per dare concretezza alla filosofia della longevità dei vini di questo territorio.

 

Testimonianza di questa impronta legata alla longevità dei loro vini la collezione storica presente nel sotterraneo, a 13 metri di profondità, di oltre 100.000 bottiglie a partire dal 1955, con alcuni esemplari ancora più vecchi, tra cui la più antica delle bottiglie di Terlano che risale nientemeno che al 1893, una "biblioteca enologica" nata anche in questo caso grazie all'enorme passione e lungimiranza di Sebastian Stocker, che in segreto cominciò a nascondere 500 bottiglie d'ogni annata per verificare se la sua teoria sulla longevità dei vini di Terlano fosse vera o presunta.

 

Le bottiglie di questa raccolta sono sottoposte a un periodico controllo dei tappi che, una volta giunti al termine del proprio ciclo di vita o quando presentano difetti, vengono sostituiti e in quell'occasione si provvede a ricolmarle con vino della stessa annata.

 

Le prime prove di vinificazione rivolte alla longevità Stocker le effettuò negli anni '60 sugli spumanti, con affinamenti sui lieviti per "ammorbidire" i suoi vini. Negli anni '70 iniziò la vinificazione di singole parcelle delle uve dei soci, seguita da lunghi affinamenti, anche superiori ai 10 anni.

Oggi il "metodo Stocker" prevede che le annate migliori scelte per le "rarità" affinino in grandi botti di rovere per un anno, dopodiché vengono travasate in piccoli fusti d'acciaio da 2.500 litri, dove rimangono da 10 a 30 anni, avendo così tutto il tempo per sviluppare sui lieviti fini tutti i loro aromi e la loro struttura complessa.


Quando l'enologo Rudi Kofler ritiene che abbiano raggiunto il grado ideale d'armonia ed equilibrio, questi vini vengono imbottigliati e fatti invecchiare per altri 4-5 anni prima di essere messi in commercio.
Attualmente con questo "metodo Stocker" stanno invecchiando in fusti d'acciaio una quindicina di annate, che risalgono fino al 1979, di vini a base di Pinot bianco, Chardonnay, Sauvignon blanc in purezza o utilizzati come cuvèe per il Terlaner, il tipico uvaggio di questa zona.

Ogni anno, si rendono disponibili circa 3.300 bottiglie di "vini rari".

 

La degustazione

Per questa "webinair" la Cantina di Terlano ha deciso di proporre in degustazione le eccellenze Terlaner I Grande Cuvée 2018 e il Rarity 2008.


Il Terlaner Rarity 2008, l'ultimo nato della famiglia dei "vini rari", è un blend di Pinot Bianco all'85%, Chardonnay 10% e Sauvignon 5%, uve provenienti dai vigneti del rinomato "cru" Vorberg di circa 50-60 anni di età coltivati a 5-600 metri altitudine; in parte i grappoli vengono tagliati a metà dopo l'invaiamento per mantenere una buona acidità, molto lavoro in vigna per preservare sanità e freschezza con particolare accortezza negli sfogliamenti per garantire maturazioni zuccherine e fenoliche.

Anche in questo caso si opera una pigiatura delicata a grappolo intero ma la fermentazione avviene a temperatura controllata in cisterne d'acciaio, cui segue la malolattica, l'affinamento per 12 mesi sui lieviti fini in grandi botti di legno e ben altri dieci anni sui lieviti fini in serbatoi d'acciaio.
L'annata 2008 era stata inizialmente sottovalutata e presa in seria considerazione solo dopo alcuni anni dalla vendemmia e diverse degustazioni.

Il bouquet del Terlaner Rarity 2008 è sorprendente, complesso, estremamente ricco di componenti olfattive. Note di erbe come la camomilla e la melissa, seguiti da sentori di frutta gialla matura e di albicocca essiccata, note di crosta di pane e di pietra focaia.
Al palato colpisce la morbida freschezza, la struttura, l'eleganza, le note sapide e minerali, lunga persistenza: impossibile resistere a un secondo bicchiere!

 

Altra eccellenza di questa cantina, il Terlaner I Grande Cuvée 2018, è "la sintesi perfetta, l'espressione dell'anima più pura della nostra cantina, un vino che rappresenta la nostra tradizione secolare e che riunisce in sé la perfezione dei nostri migliori vitigni e dei cru più pregiati" come descritto dall'enologo Kofler.

La cuvée di questo vino varia ogni anno in base all'annata: nato nel 2011 con l'85% di Pinot Bianco, il 10% Chardonnay e 5% Sauvignon Blanc, la versione 2018 ha visto ridurre al 70% il Pinot Bianco e aumentare al 27% lo Chardonnay e al 3% il Sauvignon per mantenere la freschezza, la potenza e la complessità.

I suoli su cui vengono coltivati i vigneti mai sotto i 350 metri di altitudine hanno una prevalenza di porfido quarzifero, di origine vulcanica, terreni leggeri, magri e sabbiosi, poveri di argilla e carbonato di calcio, fattore che determina dei valori di pH leggermente acidi e rese naturalmente contenute in quanto scarsi di sostanze nutritive per la vite.

Pressatura delicata del grappolo intero, chiarifica del mosto con sedimentazione naturale a freddo, fermentazione lenta in botti di rovere nuove da 12 hl, malolattica e affinamento per 12 mesi sui lieviti ancora in botti di legno è la "ricetta" per produrre le 2.400 bottiglie di questo nettare che grada 14,5° con un'acidità totale di 6,1 grammi/litro, assemblato nel maggio 2109 e imbottigliato il 30 agosto.

Il vino inizialmente si rivela timido al naso, ma dopo pochi minuti rivela appieno la sua ricchezza e complessa eleganza e potenza. Aromi di agrumi, pepe bianco, erbe aromatiche, una delicata nota fumé, in bocca conferma la sua gioventù, con note minerali, sapide e vanigliate che tenderanno a legarsi e amalgamarsi dopo qualche anno di bottiglia: un'espressione estrema del Terlaner che sicuramente saprà appagare gusti e ambizioni anche del consumatore più esigente!

 

Silvana Albanese

Luciano Pavesio


Tag: Terlano, Kofler, Terlaner, Rarity, Stocker, Gasser, Vorberg


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