05.02.2020 | Vino e dintorni Inserisci una news

Antonelli San Marco presenta le nuove annate di Montefalco Sagrantino e Trebbiano Spoletino

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In degustazione a Roma le etichette di Sagrantino e Trebbiano Spoletino di Filippo Antonelli, produttore a Montefalco (Pg) con l’azienda Antonelli San Marco. Durante l’evento sono state presentate nuove annate e alcune novità: il Trebium 2018 Doc Spoleto e Anteprima Tonda 2018, entrambi da uve trebbiano spoletino; il Montefalco Sagrantino Docg 2015 in comparazione all’annata 1998 per valutarne l’evoluzione nel tempo; e i due cru di Sagrantino Chiusa di Pannone 2015 e la prima annata del Molino dell’Attone 2015.

Tema centrale della degustazione, guidata dal giornalista enogastronomico Fabio Turchetti, sono stati i due vitigni autoctoni: il sagrantino e il trebbiano spoletino, che pur opposti (uno a bacca rossa, l'altro bianca) hanno alcuni tratti in comune, capaci entrambe di dare vini di grande carattere, capacità evolutiva e quindi d'invecchiamento. Tra l'altro con "affinità" genetiche, forse dovute al fatto che entrambi i vitigni si sono incrociati nei secoli con altre varietà locali. Prodotta storicamente sulle colline intorno a Spoleto, da qualche mese la Doc Spoleto è tutelata e promossa dal Consorzio Vini Montefalco; di cui lo stesso Antonelli è presidente.

 

In particolare, il Trebbiano Spoletino di Antonelli San Marco è prodotto in due versioni: una più classica, il Trebium, è fermentata e affinata in botte grande; l'altra, Anteprima Tonda, è invece il risultato di una lunga macerazione sulle bucce in vasi di terracotta, ceramica o cemento. Si chiama Anteprima perché è una sperimentazione del nuovo cru Vigna Tonda, ottenuto con il trebbiano spoletino di un vigneto di 2 ettari di forma circolare, recuperato a partire dal 2015 e ispirato a un vigneto tondo che fu impiantato nello stesso luogo a fine '800.

 

Tra le novità di Antonelli San Marco anche il nuovo cru Molino dell'Attone 2015, prodotto con le uve di una piccola vigna acquistata nel 2018, ma in gestione già da qualche anno, nel territorio di Gualdo Cattaneo, su un terreno con caratteristiche pedo-climatiche diverse (suoli poveri e sassosi, elevata pendenza, esposizione a est, a 400 metri slm) rispetto al cru storico di Antonelli, il Chiusa di Pannone, prodotto invece con le uve sagrantino coltivate su terreni più argillosi, ricchi ed esposti a sud. A confronto, così, due espressioni diverse: un Sagrantino più speziato ed elegante nel caso del Molino dell'Attone e un Chiusa di Pannone più fruttato e potente.

 

Altre due novità - presentate al banco d'assaggio con varie etichette sia della cantina umbra che di Castello di Torre in Pietra, alle porte di Roma – sono il Roma Rosso Riserva 2017 e il nuovo Vermouth versione Dry di Antica Torino, frutto un'iniziativa che Filippo Antonelli ha avviato già nel 2016 insieme al socio Vittorio Zoppi. La versione Dry è la terza etichetta a marchio Antica Torino, dopo il primo Vermouth rosso e l'Amaro della Sacra. Tra le 13 spezie e botaniche utilizzate per il Dry assenzi, achillea moscata, centaurea, salvia, cardo e issopo.

 

L'evento è stato anche l'occasione per presentare in anteprima i prodotti del Biodistretto Etrusco Romano, di recente costituito e di cui la cantina Castello di Torre in Pietra è tra i fondatori (www.biodistrettoetruscoromano.it)


Tag: trebbiano spoletino, Antonelli San Marco, Montefalco Sagrantino


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