04.02.2012 | Prodotti Tipici Inserisci una news

Farro D.O.P. di Monteleone di Spoleto

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Scheda Tecnica del farro D.O.P. di Monteleone di Spoleto redatta dall'Azienda Agr. Dolci Giuseppina

Il farro D.O.P. di Monteleone di Spoleto è della specie triticum dicoccum. Nella fattispecie il "Farro di Monteleone di Spoleto" è una varietà locale della specie Triticum dicoccum,tipico della nostra area geografica ristretta. I nostri antenati e gli antenati dei nostri antenati hanno preservato con cura l'antico seme del farro senza permettere che questo venisse diffuso in altre aree, cosa che avrebbe favorito la perdita delle caratteristiche primordiale. Il Nostro farro nel tempo si è adattato a questa terra ed è stato "forgiato" dal clima dei nostri terreni che oggi sono delimitata dal regime "Farro D.O.P. di Monteleone di Spoleto". Le sue singolari caratteristiche morfo-fisiologiche che lo distinguono nella sua area di adattamento, appunto Monteleone di Spoleto, sono le seguenti:

altezza della pianta circa 90-100 cm;habitus primaverilegrado di accestimento medio;a fine accestimento portamento semi-erettoi culmi e le foglie della pianta sono sottili con glaucescenza variabile da debole a media;spiga di medio piccole dimensioni, piatta e aristata a maturazionespiga di colore prevalentemente bianco;glumelle molto vicine alla cariosside;cariosside con pronunciata gibbosità, abbondante peluria apicale, a frattura prevalentemente vitrea;colore ambrato, caratteristica che lo contraddistingue dai semi della stessa specie ma di zone differenti, riscontrabile in tutti i prodotti anche dopo la molitura;ottime caratteristiche organolettiche e nutrizionali.

Valori nutrizionali del Farro D.O.P. di Monteleone di Spoleto, risultati delle prove di laboratorio dell'Università di Perugia su campione di farro dell'Azienda Agricola Dolci Giuseppina:

Informazioni nutrizionali , valori medi per 100 g di prodotto :

Valore energetico [Kcal] : 257

Valore energetico [KJ] : 1075

Proteine : 17.3 g

Carboidrati: 41.5 g

Grassi: 2.4 g

La Storia del farro D.O.P. di Monteleone di Spoleto raccontata da Dolci Giuseppina

Il tipico Farro di Monteleone di Spoleto rappresenta la locale popolazione di farro primaverile. Il farro in generale è stato sempre un prodotto molto diffuso in antichità, specialmente nel periodo di splendore dell'impero Romano. Durante il Medio Evo la sua diffusione era ancora molto ampia ma ha conosciuto un netto periodo di riduzione nel XX secolo per lasciare il posto ai frumenti nudi molto più produttivi.

Ma questo non avveniva in un piccolo fortino medievale di montagna: Monteleone di Spoleto. Infatti la rigidità del clima e la difficoltà di spostamento della popolazione locale ha fatto si che il farro continuasse ad essere coltivato. Questo risultava competitivo dal punto di vista del raccolto e quindi dal punto di vista economico dando dei guadagni paragonabili a quelli del frumento tenero.

Monteleone di Spoleto è anche l'unico posto al mondo in cui è stato ritrovata una biga etrusca. Questa fu rinvenuta in una tomba risalente al VI sec. A.C. in cui sono stati portati alla luce anche tracce di cereali, tra cui cariossidi di farro appartenenti molto probabilmente proprio alla specie coltivata oggi a Monteleone di Spoleto. Questo è stata una prova inconfutabile della larga diffusione del farro triticum dicoccum tra le diverse colture cerealicole di quel tempo. A Monteleone il farro ha continuato ad essere coltivato per secoli ramificandosi sempre più nel tessuto delle tradizioni locali fino ai giorni d'oggi.

Oggi l'Azienda Agricola Dolci Giuseppina è una delle poche aziende produttrici del pregiato farro di Monteleone di Spoleto. Nelle zuppe e minestre tipiche del nostro piccolo paese, ormai divenute simboli tradizionali, si utilizza il farro integrale, perlato e spezzato.

Ecco come l'Azienda Dolci Giuseppina coltiva il Farro D.O.P. di Monteleone di Spoleto

Periodo di Agosto (anno precedente alla coltivazione)

Il processo comincia dalla fine ovvero comincia dal raccolto del precedente anno. Infatti per avere una buona preparazione del terreno si lascia che la paglia e quanto derivante dagli scarti del raccolto lascino nel terreno quelle sostanze di cui esso si è privato per dar vita alla coltura raccolta. Il terreno non viene quindi lavorato permettere alle sostanze depositate di permanere e permeare il terreno senza essere lavate dalle piogge.

Periodo di Ottobre

Secondo i principi biodinamici e di cura del terreno , che costantemente accompagnano la filosofia familiare, si cosparge il terreno con scarti di segatura (quando si hanno disponibili) o in alternativa con escrementi di capre e pecore che pascolano sulle nostre montagne .

Periodo di Marzo

Si prepara il terreno con i piccoli mezzi di cui la nostra azienda dispone (questo è un aspetto al quale teniamo, per limitare al minimo l'impatto umano sulla natura). Per cominciare si scende in cantina dove, in sacchi di stoffa della nonna, si conservano in luogo fresco ed asciutto, i semi originali del farro D.O.P. di Monte leone di Spoleto e si caricano per poi essere seminati in montagna. Ognuno di noi in famiglia ha i suoi compiti precisi e periodici, la coltivazione è uno di quelli di mio padre Antonio (moglie di Dolci Giuseppina ). Questa avviene in modo manuale (senza mezzi agricoli), grazie ad una tecnica tradizionale tramandata dalle nostre generazioni, e nei giorni di inizio marzo a seconda dell'andamento climatico e soprattutto della "Luna bona". Infatti anche questa è una tradizione alla quale non ci sottraiamo, anzi ne facciamo una virtù, che ci permette di ottenere il massimo dalle potenzialità naturali del terreno stesso (secondo una visione biodinamica dell'agricoltura).

Periodo di Agosto

Il frutto del nostro raccolto è ormai maturo, si muove come un mare dolce colorando di giallo lo scenario naturale della montagna. La famiglia si prepara alla festa della mietitura (meccanica) sperando in un raccolto proficuo.


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