22.09.2009 | Eventi Inserisci una news

La Settimana Enologica del Sagrantino : le degustazioni

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Per la seconda volta, ho preso parte a questa manifestazione riservata al Sagrantino di Montefalco, un vitigno/vino che, come avevo già scritto nel 2007, è difficile da coltivare ed altrettanto da vinificare, un puledro molto spesso imbizzarrito, che i bravi viticoltori di Montefalco sono riusciti a domare molto bene. Per quanto riguarda il programma intero di questa 30° Edizione, Vi rimando ai links: http://www.settimanaenologica.it/ http://www.enologicamontefalco.it/

La peculiarità principale di quest’uva , è quella di avere una carica polifenolica molto alta, e questo consente a questa tipologia di vino, di conservarsi a lungo negli anni.

 

La mia partecipazione all’ evento ha visto tre momenti principali e fondamentali :

         1) il convegno tecnico molto interessante e per alcuni versi istruttivo;

2) la partecipazione a due degustazioni verticali, di altrettanti produttori di  Montefalco ben dirette dai colleghi Ais/Bibenda sezione di Roma;

3)    le libere degustazioni ai banchi dei produttori.

 

 

Il Convegno del sabato mattina, ha visto la partecipazione di numerosi produttori della zona, delle autorità tra cui il nuovo Sindaco, la cordiale dott.ssa Donatella Tesei, con la partecipazione dei giornalisti Carlo Cambi, Antonio Paolini con moderatore Franco Maria Ricci Ais/Bibenda di Roma.

 

 

A ) IL Sindaco

Il Sindaco ha espresso il concetto secondo il quale il Sagrantino è il prodotto che ha fatto conoscere Montefalco nel Mondo, è cultura del territorio, in quanto sono secoli che Montefalco ha “ scoperto “ questo vitigno, e già dal 1200 se ne scriveva.

 

 

B) Carlo Cambi- Editore-

Molto interessante il lungo e coinvolgente intervento del dott. Carlo Cambi, docente di marketing territoriale all’ Università di Macerata, dove ricordava che esiste uno studio di 10 anni fa, condotto dalla Fondazione Agnelli da rispolverare. Il problema che oggi sta vivendo Montefalco è la gestione del successo ( travolti da un insolito successo…!! ) , quando si è passati dal vino Sagrantino esistente solo nella versione passita di un tempo, ad un vino come quello che conosciamo oggi, un vino da tutto pasto. Un vino che ha una forte identità territoriale, che si produce solo ed unicamente in Umbria, nel territorio di Montefalco, vinificato in purezza senza l’aggiunta , da disciplinare, di altri vitigni autoctoni e/o alloctoni.
Ma la zona di Montefalco, non ha risposto completamente alle aspettative del turista italiano e straniero, non c’è stata una forte riconoscibilità oltre che nel vino anche al territorio. In Borgogna, caso forse unico al mondo, è il Pinot Nero l’attrattiva maggiore, ma intorno è stato costruito un piatto “ Must “ che sono “Escargots de Bourgogne “.

Poi è passato ad una analisi, che personalmente mi sento di estendere a tutto il comparto del vino italiano:

possiamo produrre tanto vino , in ogni zona d’ Italia, senza prima avere indagato se abbiamo il mercato per quel vino ?? E’ mancato e serve un “ marketing orientato al mercato “ e non orientato al prodotto. Una mancata sinapsi tra i vari livelli di responsabilità, nella Regione Umbria, che è terra di qualità forte, ma non deve essere solo il  “ Sagrantino “, ma anche la ristorazione, la ruralità, la riscoperta delle tradizioni.

Purtroppo in Italia su circa 140 Strade del Vino, ne funzionano a malapena solo 20, servono quindi a tutto il comparto 3 grandi “ manutenzioni e correzioni di rotta “ :

1)      forte riqualificazione del valore territoriale;

2)    i Consorzi non devono essere governati da “ indirizzi politici” ;

3)    bisogna razionalizzare la produzione, perché oggi di Sagrantino

( e non solo ndr ) se ne produce troppo, ma oggi le vigne sono già state impiantate ed allora cosa si può fare per rimediare ? Bisognerebbe introdurre un 3° vino, dopo Il Sagrantino  ed il Rosso di Montefalco, a base sempre di uve Sagrantino, ma con l’assemblaggio di altre uve

 

Ha poi sollevato la delicata e spinosa questione dei “ Leader “ che ogni territorio di qualità ha necessariamente, ed a volte anche piu’ di uno, ma il leader non va contrastato, quindi bisognerà diminuire la quantità di uve/ha ed aumentare l’invecchiamento, che  il nuovo disciplinare ha già protratto di ulteriori mesi 6;

 

E’ stata fatta in zona una speculazione immobiliare, in quanto 30 anni fa un Ha di vigneto costava 20 milioni delle vecchie lire, mentre oggi siamo a cifre esorbitanti dell’ordine di 300/350.000 euro/ha;

 

C) –Presidente del Consorzio

Patrizia Crociani dell’Azienda  Colpetrone, è il nuovo Presidente del Consorzio di Montefalco, la quale ha  ripercorso brevemente la storia del sagrantino, iniziata con la Doc nel 1972, dove si hanno scritti del Prof. Nestore Jacopini, da qui si è iniziato con i primi imbottigliamenti nella versione secca; il 2001 invece  è stato l’anno della svolta con il disciplinare che prevede 80 q.li/ha, mentre con la vendemmia 2009 il periodo di invecchiamento salirà a 33 mesi, di cui 4 in bottiglia, prima della messa in commercio.

Ha poi rivolto un accorato appello a tutti gli attori della filiera per fare squadra, unire le forze e remare tutti nella stessa direzione : sono finiti i tempi delle divisioni,(  la crisi in cui ci troviamo non lo ce lo permette più ndr ).

 

 

D) Antonio Paolini-Messaggero di Roma-

Il Sagrantino di Montefalco è un vino che ha un impatto forte sul pubblico, da un grande difetto di vinificazione degli anni ’60, si è oggi arrivati ad un prodotto dalla grande qualità. A rate si è sviluppato un modello da imitare : paesaggio, arte e vino, ma vi è stata anche confusione nella comunicazione, perché informazione e comunicazione hanno due significati completamente diversi: informazione è univoca e comporta etica e verità, e fa discutere dei problemi. Il Sagrantino è un vino che è entrato ( quasi prepotentemente ndr ) dalla porta principale posizionandosi di diritto tra i grandi d’ Italia, ora bisognerà riflettere  su questa crisi, che durerà ancora per i prossimi due/tre anni.

 

 

E) Prof. Vincenzo Zampi

Docente di economia Università Firenze, ha esplicitato come il mercato del vino sia complicato, dove il sistema è globalizzato e vi è una sovraproduzione, in relazione alla domanda dei consumi.

Se escludiamo il caso della Borgogna, nei casi di successo dei vini nel mondo, prima vengono le aziende prestigiose e poi vengono i territori, dove i Leader hanno fatto da apripista per le altre aziende della zona. Una difficoltà molto spesso riscontrata è quella di fare lavorare insieme i Leader ed il territorio nel quale operano.

Le Doc sono nate per proteggere i casi di successo verso il mercato e proteggere tutta la zona viticola dalla “ Cotarelizzazione “.

Cosa ha e cosa manca a Montefalco ?

1)      Logica strategica, darsi degli obiettivi e studiare come realizzarli;

2)    Organizzazione del comparto

3)    Visione politica

 

 

 

 

LE MIE DEGUSTAZIONI

 

Sono stato invitato a partecipare a due degustazioni verticali, di altrettante aziende del territorio, alle quali ho aderito con grande piacere ed interesse, pur tuttavia non ho potuto non notare , cosi’ come ha evidenziato nella presentazione anche Franco Maria Ricci, il ritardo ( prima ) e la mancata partecipazione del secondo produttore, leggasi Leader Caprai.

 

1° Degustazione Verticale azienda Adanti

L’azienda ha impiantato 10 ha di Sagrantino, su un totale di 30 ha di vigneti.

Presentavano i vini, la titolare dell’azienda, di concerto con l’ enologo, mentre ha condotto la degustazione il sommelier Ais & Bibenda Massimo Billetto.

Le note sotto riportate sono come sempre del sottoscritto, curatore e responsabile di questo sito.

 

 

ANNATA 2001

Colore granato abbastanza chiaro; naso pulito, etereo, leggera speziatura dolce, con un bel frutto croccante, entra caldo, tannini abbastanza morbidi, è leggermente astringente, chiude con una Pai medio/lunga. Nettamente migliore , in questa fase, al naso rispetto alla bocca.

Un vino da classificare buono in base alla legenda di cui sotto.

 

 

ANNATA 1999

E’ stata una annata calda, con una maturazione precoce:

granato integro, senza alcun accenno all’aranciato; naso piu’ maturo ed intenso del precedente, con una bella speziatura; si apre bene nel bicchiere, meno astringente e tannini piu’ levigati del precedente, piu’ godibile e chiude con una buona Pai. Un vino da classificare molto buono;

 

 

ANNATA 1998

A Montefalco questa è stata una annata a 5 Stelle, con la vendemmia iniziata a metà ottobre, vinificato prima in botte grande e poi transitato in Tonnaux:

granato scuro senza alcun accenno aranciato nemmeno sull’unghia;  naso intenso, polposo e pieno di grande fattura; ingresso maestoso in bocca, con tannini di grana fine e nobile, equilibrato sensorialmente, grande “ souplesse “ e GRANDE vino, da classificare Eccellente;

 

 

ANNATA 1995

L’annata non è stata una grande annata, ma con il tempo questo vino in bottiglia è migliorato molto. Qui in azienda vi erano ancora i vecchi impianti a bassa densità/ha, con una produzione di circa 2,5 kg/pianta ed una densità/ha di circa 2.500 piante:

granato scuro, con leggerissima sfumatura aranciata; note tostate, di cuoio e terziarie; in bocca presenta ancora una buona spalla acida, con tannini amalgamati, chiude con una Pai medio/lunga. Un vino DC buono/ molto buono;

 

 

ANNATA 1994

Ottima annata, molto equilibrata con l’andamento climatico, affinato in botte grande :

granato scuro, con leggera nota aranciata sfumata; al naso manifesta note di terziarizzazione, tostate, con richiamo alla china ed al rabarbaro; buon ingresso in bocca, con un buon corpo glicerinoso, integro, con ancora una buona struttura acida presente. Il vino sta iniziando ora la sua discesa temporale, ma siamo a ben 15 anni dalla vendemmia. DC buono

 

 

2° DEGUSTAZIONE VERTICALE AZIENDA CAPRAI

 

Questa degustazione è stata condotta dal sommelier Daniele Maestri, senza la presenza del produttore e/o enologo, ma come sempre le note di degustazione sono del sottoscritto.

 

 

ANNATA 2005- Sagrantino 25 anni-

Il colore è granato scuro; naso intenso, etereo, con note di cassis e mora, e dopo ossigenazione emergono belle note floreali di buona eleganza, mentolate; in bocca è leggermente astringente, tannini di grana fine, un buon frutto , graffiante ma godibile fin da ora. Un vino definibile bivalente, in quanto può essere consumato subito ed anche tra molti anni a venire, da classificare molto buono;

 

 

 

 

ANNATA 2003

Granato scuro; al naso etereo, con belle note speziate, di frutta matura, di grande intensità, note di tabacco, cioccolato e carruba; in bocca è godibile, buon frutto, tannini già bene integrati, leggermente asciuganti, chiude con una Pai lunga. DC molto buono/ottimo;

 

 

 

ANNATA  2001

Granato intenso, scuro, quasi impenetrabile; naso pulito, inizialmente leggermente “ chiuso “, ma con un po di ossigenazione si apre a meraviglia e manifesta grande eleganza e finezza, dolcezza di frutto maturo; in bocca è leggermente astringente, frutto succoso dolciastro, leggera nota di liquirizia in retrolfazione, Pai lunga. Cambia ed evolve nel bicchiere a tal punto che è un piacere odorarlo, un vino DC ottimo;

 

 

 

 

ANNATA 2000

Non capita spesso di incontrare di questi “ gioielli “ enologici, ma ogni tanto succede, e quando succede è emozione allo stato pure e l’adrenalina sale….che sia l’età o succede anche a Voi , cari amici ??

Granato scuro; buon naso pulito, intenso ed elegante, in splendida forma: note di macchia mediterranea, eucalipto, ginepro e pino mugo, leggere note di “ goudron “;

in bocca ha un buon ingresso morbido e fruttato, grande souplesse, tannini di grande finezza e fattura, di qualità alta, frutto succoso : GRANDE vino  DC Eccellente ( 93/94 ) ;

 

 

ANNATA 1998

Granato scuro; note in fase di terziarizzazione, che ci riportano al cuoio, al tabacco, ma è ancora integro e pimpante; in bocca è leggermente asciugante, con tannino in buona integrazione, buon frutto e lunga Pai. Un’ altro GRANDE vino, DC ottimo

Con ossigenazione nel bicchiere evolve e migliora sia al naso che in bocca.

 

Caratteristica comune, di questi vini di Caprai, è la grande intensità olfattiva e la pulizia estrema al naso, fin dal primo impatto; molto etereo e per questo necessita di ossigenazione, anche solo nel bicchiere, per fare evaporare i " fumi " dell'alcol.

 

 

CONCLUSIONI

Il Sagrantino di Montefalco, uno dei GRANDi della nostra bella enologia, capace di sfidare il tempo, un vino che ha bisogno di tempo, cosi’ come tutti i grandi vini :

 

Barolo

Barbaresco

Brunello di Montalcino

Primitivo di Manduria

Cannonau

Amarone della Valpolicella ecc.

 

La bottiglia se ben conservata, innalzerà sicuramente la qualità di questi vini, in modo speciale il Sagrantino, un vitigno dai tannini “ ruvidi “ in gioventu’, capace di sfidare il tempo, ed arrivare nei nostri bicchieri regalandoci le emozioni che, sperando di essere riuscito a trametterVi, ho trascritto sopra. Non dobbiamo avere fretta nel degustare questi vini, ogni anno in cantina ne eleverà il piacere sensoriale, per cui mi sento di scrivere ancora una volta :

Il Sagrantino bisogna saperlo aspettare.

Alla nostra salute, cari amici lettori, con il Magnifico Sagrantino di Montefalco, un grande tra i grandi vini italiani !

Roberto Gatti

22-09-2009

 

P.S. ) Seguirà a breve un secondo mio articolo non meno interessante, in cui Vi segnalerò delle “ nuove aziende “ del territorio, che ad oggi non conoscevo, delle vere e proprie “ new – entry “

Un ringraziamento particolare alle brave, preparate e gentilissime Rosanna e Monia della TGC Eventi, che hanno coordinato alla perfezione la permanenza dei giornalisti in loco.

 

 

0-60 

scadente o difettoso

61-70

passabile o corretto

71-75

medio e senza pretese

76-80

piacevole o franco

81-85

buono

86-90

molto buono/ ottimo

91-95

eccellente

96-100

Top Wine

 

 

 


Tag: vino, winetaste, gatti, umbria, docg, sagrantino, montefalco, settimana enologica


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