29.07.2005 | Itinerari del Gusto

Un “viaggio” a Santa Croce del Sannio: cultura, folclore e sapore

Santa Croce del Sannio: storia, cultura e bellezze architettoniche immerse nell’Alto Sannio. Terra verdeggiante, oasi di grande pace e tranquillità, lontana dal clamore e dal frastuono metropolitano: su queste dolci alture che segnano il confine tra il Sannio beneventano e quello molisano, abbondano anche le specialità gastronomiche.

In questo piccolo centro, proprio il periodo ferragostano propone diverse manifestazioni interessanti. Al lavoro è la Pro Loco che organizza non solo appuntamenti culturali e musicali, ma anche deliziose serate all’insegna dei sapori tipici di questa terra. E’ questa ‘L’Estate Santacrocese’ che propone, tra l’altro, la Sagra dell’agnello, in programma per il giorno 13 agosto, e quella della scamorza, che animerà la serata del 17 agosto. Due appuntamenti da non perdere.

La sagra dell’agnello: tanta bontà ed una grande ricchezza culturale

La sagra dell’agnello, quest’anno alla XXV edizione, racchiude in sé tanti significati culturali. Questa terra era toccata dal percorso del Regio Tratturo che andava da Pescasseroli a Candela e lungo il quale “emigravano” gli animali. Tra questi anche gli ovini. La carne d’agnello costituisce ancora oggi un prodotto tipico locale, rinomatissima in tutta la zona beneventana e non solo. Già l’anno scorso, proprio durante la kermesse, venne lanciato l’appello per il marchio Dop (Denominazione di Origine Protetta) per questa carne gustosa che nelle serate di festa sarà proposta in diverse preparazioni. Non va dimenticato che il Sannio Beneventano è la terra della pregiata razza Laticauda. Quale occasione migliore per poterla gustare, dunque, se non quella di andare direttamente sul luogo di produzione, tra tante grigliate all’aperto e nel clima festoso di una sagra paesana. Tanta bontà da gustare in un angolo tra i più suggestivi della terra sannita.

Il 17 agosto sale in cattedra la scamorza

La scamorza è un formaggio a pasta filata. Si tratta di un prodotto di grande tipicità delle alture a confine tra il Sannio beneventano e quello molisano, attraversate nel corso dei secoli scorsi dal Regio Tratturo. Si presenta con forma a pera, con una lieve strozzatura nella parte superiore. Il nome di questa nota specialità casearia trova l’origine proprio dalla sua stessa forma: il termine deriva dal verbo “scamozzare” che vuol dire capitozzare, ovvero togliere una parte. La tecnologia di lavorazione della scamorza è molto simile a quella del caciocavallo, sebbene cambi un poco la temperatura di coagulazione del latte (più bassa) e quella dell’acqua per la filatura (più alta). Viene utilizzato generalmente latte intero crudo, la cui coagulazione avviene a 35-37° C, in circa mezz’ora, ed impiegando caglio liquido di vitello. Dopo la lavorazione della cagliata le operazioni di filatura richiedono la bravura dei maestri casari, che modellano la pasta con le mani, facendo pressione con i pollici fino ad ottenere una forma sferica che poi viene “strozzata”. Ed è proprio questa bontà che si potrà degustare nel corso della sagra, in programma nel ridente centro sannita il 17 agosto.

Tante cose da vedere nel paese natio di Giuseppe Maria Galanti

Non solo sapore. Questi appuntamenti daranno la possibilità di poter ammirare le bellezze che offre questo grazioso centro sannita posto a circa 700 metri slm. Siamo nell’Alto Sannio, terra affascinante ed incontaminata. Luogo ideale per chi desidera uscire dallo stress cittadino e “respirare” tranquillità. Da vedere la chiesa di Santa Maria Assunta (risalente al 1536) dalla bellissima facciata in pietra; il convento francescano della Santa Croce (del VII secolo), dal quale il paese trae il nome; il palazzo Galanti, dal nome dalla locale famiglia resa famosa da Giuseppe Maria (nato a Santa Croce il 25 novembre del 1743), tra i più validi economisti della seconda metà del Settecento. Del Galanti va detto che il 15 maggio del 1806 venne nominato da Giuseppe Bonaparte bibliotecario del Consiglio di Stato. Nello stesso anno morì (il 6 ottobre). Un secolo dopo, un suo illustre concittadino, Girolamo Vitelli ricordava nella lapide apposta sulla facciata della casa natale del Galanti "l'ardito consigliere di savie riforme", che "negli ordinamenti di giustizia e di governo, con la sapienza degli scritti meritò fama europea".


La Pro Loco ha allestito una valida offerta turistica compresa sotto il nome di ‘L’estate santacrocese’. Si parte il 13, con il convegno inserito nella sagra dell’agnello. Si continua con la serata musicale che vedrà esibirsi il complesso de ‘I Giganti’. E poi la sagra della scamorza, in programma il 17. E tantissimi altri appuntamenti. Informazioni: www.prolocosantacrocedelsannio.com - 338.2969442; 347/1985084.


Come arrivare nel paese dell’Alto Sannio

Santa Croce del Sannio si trova al confine tra Campania e Molise. Per raggiungerlo bisogna percorrere la superstrada Benevento-Campobasso (bivio Santa Croce). La distanza dall’autostrada Napoli-Bari (casello Benevento) è di circa 60 chilometri. La stazione FS di Santa Croce del Sannio si trova sulla linea Campobasso-Benevento-Napoli. Vi sono collegamenti giornalieri per Benevento, per Campobasso e per Napoli. Il comune è raggiungibile anche mediante autobus di autolinee private sulla linea Santa Croce del Sannio-Benevento/Cercemaggiore-Napoli.

di Pasquale Carlo
FONTE: Mensile Obiettivo

Autore: lidiamerola
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