26.03.2010 | Normative Inserisci una news

E' ufficiale la DOCG riconosciuta all'Amarone ed al Recioto della Valpollicella

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Pubblicato ufficialmente il decreto che riconosce maggior garanzia ai due blasonati vini veneti

E' stato finalmente ufficializzato l'obbligo di apporre sulle bottiglie di Amarone e di Recioto della Valpollicella la "fascetta" con la quale si certifica la DOCG del vino.

Un traguardo che i produttori hanno rincorso per ben 15 anni, che ha richiesto molto impegno e mediazione, ma che dal 24 marzo 2010 è diventata una realtà per 152 imbottigliatori, di cui 5 cantine sociali (Negrar, Soave, Monteforte d'Alpone, Valpantena e S. Pietro in Cariano) e per le oltre 1800 aziende agricole associati al Consorzio per la tutela dei vini della Valpolicella.
"Possiamo dire che la perseveranza di questi anni ci ha premiati"- è stato il commento di Luca Sartori, presidente del Consorzio di tutela - " Per aggiungere questa "G" alla denominazione, abbiamo lavorato molto sia sul piano tecnico che relazionale. Un grosso aiuto ci è venuto dal ministro Luca Zaia che ha creduto nell'importanza di questo progetto per noi e per il nostro territorio. Gli obbiettivi che ci siamo prefissi fin dall'inizio sono stati quelli di non rompere con la tradizione, assicurando un equilibrio fra zona classica e non, e salvaguardando posizioni e diritti consolidati fra chi imbottiglia in zona e fuori. Per arrivarci abbiamo dovuto divide in quattro parti distinte il precedente disciplinare. Ora quindi ne abbiamo due per le Docg (Amarone e Recioto), il Valpolicella Ripasso Doc e il Valpolicella Doc. Non volevo passare il testimone del mio mandato senza portare a casa questo risultato".
Il territorio su cui insiste questa produzione "garantita" è abbastanza esteso. La zona di produzione del "Valpolicella" si estende infatti per circa 45 Km e comprende 19 Comuni di cui 5 della zona "classica" (Marano, Fumane, Negrar, S. Ambrogio, S. Pietro in Cariano) e 14 della zona non classica (Dolcè, Verona, S. Martino Buon Albergo, Lavagno, Mezzane, Tregnago, Illasi, Colognola ai Colli, Cazzano di Tramigna, Grezzana, Pescantina, Cerro Veronese, S. Mauro di Saline e Montecchia di Crosara).

Negli ultimi 5 anni si è registrato un incremento della superficie produttiva del 10% circa, passando dai 5.600 ettari del 2003 ai 6200 ha del 2008. Il potenziale produttivo è, invece, cresciuto di quasi un 9%, pari ad una resa in uva che dai 680.000 quintali del 2003, nel 2008, è arrivata a sfiorare i 750.000 quintali.

Interessanti i numeri della produzione 2009 franco cantina, in quanto l'Amarone con 9 milioni di bottiglie ha un valore stimato in 108 milioni di euro. Il Recioto della Valpolicella, prodotto storico ma di nicchia, con 400.000 mila bottiglie, quota 5,6 milioni di euro. Il Valpolicella fra Classico e non classico conta su 40 milioni di bottiglie, pari ad un controvalore di 76 milioni di euro.

Ma l'accordo fra gli associati ha anche e soprattutto un risvolto sul fronte dei listini.
"Il mercato cerca la qualità ma fatica a pagarla."- sottolinea Sartori - "Quella dell'Amarone e del Recioto è una produzione che costa e la scelta di alleggerire le scorte e ridurre i quantitativi di uve destinate ad appassimento, riduzione circa del 30% rispetto al disciplinare precedente, è stata determinante per evitare bruschi cali dei prezzi di vendita delle bottiglie. Un giusto premio ad un gioco di squadra".

 

Luciano Pavesio


Tag: amarone, consorzio, docg, verona, recioto, Valpollicella, Sartori


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