02.04.2002 | Vino e dintorni

"Rosso della Noce", un vino nel nome di Sciascia

Chi conosce bene la vita e le opere di Sciascia a leggere l'etichetta ci troverà una certa familiarità. Se poi dà un'occhiata anche alla controetichetta avrà capito tutto. Nasce un nuovo vino nel nome della scrittore di Racalmuto.

Si chiama "Rosso della Noce" perch‚ i vitigni di Nero d'Avola da cui è ottenuto sono coltivati proprio in quella contrada, la "Noce", dove Sciascia trascorreva le estati e, nelle altre stagioni, buona parte del suo tempo libero. Anzi, di più, perch‚ Sciascia, ad essere precisi, alla "Noce" vi ha scritto tutti i suoi libri tranne uno, "Il Cavaliere e la morte", che invece completò a Percoto, in Friuli, ospite dei Nonino, noti produttori di grappe.

Il "Rosso della Noce" prodotto dalle Botti di Antistene, azienda agrigentina, è un vino affinato in botti di rovere ed è, enologicamente parlando, una creatura di Vincenzo Bambina e Nicola Centonze, giovani tecnici siciliani tra i più bravi. Tuttavia chi pensa che coniugare un vino alla vita e ai luoghi di uno scrittore sia solo una trovata promozionale si sbaglia. Anzi, l'iniziativa nasconde un tratto di mecenatismo. Perch‚ l'azienda cederà il 2 per cento dei proventi delle bottiglie al parco letterario Regalpetra, il parco nato in onore di Leonardo Sciascia.

E' vero, si tratta di un piccolo contributo se si pensa che della prima annata di questo rosso ne sono state prodotte 11 mila bottiglie (con prezzo in enoteca di circa 10 euro). E i conti sono presto fatti. "Ma la nostra idea - spiega con una punta di orgoglio Lillo Sardo, amministratore di Botti di Antistene - è quella di moltiplicare le bottiglie di Rosso della Noce già dalle prossime annate. E pertanto in questo modo contiamo di dare un contributo più sostanzioso".

Una sinergia dunque che accomuna il vino, la cultura e il territorio. Quel trinomio che i francesi, gran maestri, sfruttano sapientemente da secoli. L'etichetta poi, su cui c'è anche il logo del parco letterario, è stata realizzata da un pittore siciliano che da anni vive a Jesolo, Andrea Vizzini; e c'è anche una foto di Giuseppe Leone, altro nome caro allo scrittore racalmutese.

Sulla qualità del vino giudicheranno i consumatori. Noi, intanto, ci affidiamo alle parole dello stesso Sciascia: "La campagna della Noce era invece, anche se non ricca di acque, rigogliosa: dalle sue vigne veniva, e viene, il miglior vino che si produca nel circondario; un vino fortissimo e dolce, che un po' tiene di certi vini spagnoli: e uno non finirebbe mai di bere...".

Fabrizio Carrera

FONTE: GIORNALE DI SICILIA

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