Costa Archi

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  • Castel Bolognese (Ravenna)
  • Emilia Romagna
  • Via Rinfosco 1690
  • Dati di produzione e vendita
  • Anno di fondazione: 1960
  • Superficie vitata: 13.00 ha
  • Bottiglie prodotte: 15
  • Vendita diretta: No
  • Reperibilità dei prodotti: Locale
  • Export: N/A
  • Contatti e Ospitalità
  • Referente: Gabriele Succi
  • Visite in azienda: N/A
  • Lingue parlate: Italiano
Benvenuti,

mi chiamo Gabriele Succi; la storia della mia azienda comincia nei primi anni ’60 quando mio nonno Gian Battista Costa, decise di piantare le vigne sui terreni di mia nonna, Gabriella Archi, puntando sull’allora vitigno principe della Romagna: l’Albana e si battè per il riconoscimento dell’allora DOC “Albana di Romagna”.

A seguito delle varie successioni, una piccola parte del nucleo iniziale dell’azienda è rimasta a mia madre, che ha continuato a coltivare le vigne utilizzando i vecchi braccianti conferendo però l’uva alla cooperativa o vendendola ad altre cantine private.

Nel frattempo, nel 1994 ho conseguito la laurea in scienze agrarie presso l’università di Bologna con la tesi su una virosi della vite; finito il servizio militare nel 1995, ho iniziato subito ad occuparmi in prima persona dell’azienda di mia madre, impiantando nuovi vigneti e acquistando nuove macchine agricole. In controtendenza (allora, tutti puntavano sulle uve bianche) decisi di puntare sulle uve rosse ed in particolare sul Sangiovese, del quale oggi sono presenti ben 9 cloni che vengono utilizzati diversamente secondo la destinazione del vino. Attualmente, oltre al Sangiovese, i vitigni più importanti destinati alla propria produzione sono il Cabernet Sauvignon, il Merlot, l’Ancellotta, l’Albana e il Bianchino Faentino (Montù).

Dopo aver effettuato varie prove di microvinificazione in proprio per selezionare i vigneti migliori, ho incominciato a vinficare e a commercializzare parte del mio prodotto dalla vendemmia 2004.

Non avendo grosse disponibilità finanziarie per acquistare tutto il materiale necessario per una moderna enologia, e non avendo grandi spazi (la cantina originaria è la ex-stalla che si trova all’interno della casa) ho deciso di fare tutto in maniera tradizionale, quindi vinificazione in rosso in piccoli contenitori da 7/7,5 hl., follature manuali per tenere la vinaccia più possibile a contatto con il mosto e macerazioni lunghe e solo travasi (si opera una leggera filtrazione solo in pre-imbottigliamento), il tutto senza uso di temperatura controllata. I lieviti selezionati, vengono utilizzati solo in casi di estremo bisogno, quando l’annata porta le uve a concentrazioni zuccherine molto elevate.

A tutt’oggi l’azienda si estende su due corpi per un totale di 13 ha interamente investiti a vigneto: il podere “il Beneficio” e il podere “Monte Brullo” (quest’ultimo in affitto), entrambi alla Serra di Castel Bolognese, dove i terreni sono caratterizzati da argille rosse evolute o da altre argille più gialle ricche di depositi calcarei (i cosiddetti “cervelli di gatto”). Tutte le uve destinate alla vinificazione sono raccolte a mano, l’intera azienda è coltivata nel rispetto della natura seguendo i disciplinari di lotta integrata.
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