Cantina Sociale Birgi

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  • Marsala (Trapani)
  • Sicilia
  • Contrada Birgi Nivaloro, 158
Foto azienda
  • Dati di produzione e vendita
  • Anno di fondazione: 1960
  • Superficie vitata: N/A
  • Bottiglie prodotte: N/A
  • Vendita diretta: Si
  • Reperibilità dei prodotti: N/A
  • Export: N/A
  • Contatti e Ospitalità
  • Referente: N/A
  • Visite in azienda: Si
  • Lingue parlate: Inglese, Italiano
La Cantina Sociale Birgi sorge nel cuore di uno scenario naturale di prepotente bellezza.
Raccoglie le uve di un territorio di produzione che si estende tra i comuni di Trapani e Marsala, nel centro di un territorio che si espande tra Mozia e le isole dello Stagnone, fino ai dolci declivi delle colline di Salemi, che raggiungono i 660 metri sul livello del mare.
Fin dai tempi più remoti questa terra di Sicani, Fenici, Elimi, Arabi e Normanni vanta una millenaria tradizione vitivinicola che è stata ripresa, valorizzata, rinnovata e riproposta dalla Cooperativa Vitivinicola Birgi, nata nel 1960 dalla volontà di coltivatori innamorati della loro terra e fieri delle proprie origini.
La diffusione della viticoltura nel trapanese, l'estensione di agri coltivati esclusivamente a vigneti e la dilatazione della piccola proprietà coltivatrice, che divenne la forma di conduzione prevalente, ebbero impulso nel 1773, quando il commerciante inglese John Woodhouse di Liverpool aprì uno stabilimento vinicolo a Marsala sviluppando il commercio del vino.
Il Marsala, grazie al quale la città è famosa in tutto il mondo, è stato prodotto per la prima volta da questo gentiluomo, il quale, durante una notte di tempesta, dovendo riparare nel porto marsalese, ebbe l'occasione di assaggiare il vino prodotto dai contadini locali della zona litoranea dello Stagnone. Trovandolo simile al Porto decide di commercializzarlo.
Oggi la cantina conta circa mille soci che annualmente conferiscono più di 300.000 quintali di uve provenienti da impianti di magnifici vigneti ad alto rendimento qualitativo, coltivati sia con le tradizionali tecniche ad alberello che con tecniche d'avanguardia delle spalliere meccanizzate. Così ogni zona di produzione, in relazione al cultivar prodotto e al tipo di lavorazione, alle particolari condizioni pedoclimatiche, all'esposizione, dà vita a prodotti unici per le caratteristiche organolettiche. La lavorazione è l'ultima fase di un processo garantito da un protocollo di rintracciabilità che copre tutta la filiera, dalla messa in opera delle viti, alla concimazione del terreno, dalla potatura alla vendemmia, fino al conferimento in cantina, dove l'uva viene lavorata sotto standard procedurali rigorosi e tecnologie d'avanguardia. E qui l'uomo compie il rito per catturare la quintessenza dei sapori unici di mare, di cielo e di terra che gli acini pregni di sole si lasciano suggere.
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