29.09.2011 | Prodotti Tipici Inserisci una news

Pecorino : autoctono marchigiano piacevolmente sorprendente

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Con piacere ricordo di essere stato il primo giornalista italiano a scrivere di pecorino, del vitigno/vino pecorino. Correva l'anno 2003 quando ho scritto questo primo articolo...

ripreso cinque anni dopo dagli archivi prima che venisse eliminato :

http://www.vinit.net/vini/Le_Mie_Degustazioni/Un_Pecorino___solo_da_bere___186.html

L'azienda Contesa di Rocco Pasetti è stata tra le prime in Abruzzo, mentre l'azienda Cocci Grifoni è stata sicuramente la prima nelle Marche, come risulta da questo video interessante riprodotto in calce.

Roberto Gatti

PECORINO: AUTOCTONO MARCHIGIANO

PIACEVOLMENTE SORPRENDENTE

Un piccolo viaggio alla scoperta del Pecorino, un vitigno marchigiano autoctono, recentemente riscoperto grazie all'impegno profuso da Guido Cocci Grifoni. Un'uva che dona un vino piacevolmente sorprendente per il suo carattere forte e fiero, tanto da valergli l'appellativo di "Rosso vestito di Bianco".

Cos'è il Pecorino?

Il Pecorino è un vitigno autoctono marchigiano a bacca bianca, diffuso soprattutto nella

zona del Piceno. Si tratta di un vitigno di quelli chiamati "italici", che nel passato sono stati relegati in territori sempre più ristretti a causa della ridotta produttività. Questa varietà risulta iscritta nel Catalogo Nazionale delle varietà: la documentazione storica conferma che era conosciuta in molte aree viticole del Centro (umbre, marchigiane, abruzzesi) e del Sud Italia (pugliesi).

Dove nasce?

Nelle Marche, sua terra d'origine, al Pecorino sono stati attribuiti numerosi sinonimi, come Pecorino d'Arquata, o Pecorina Arquatanella, Arquitano, che traggono origine dalla zona di Arquata. Altri si rifanno all'attività prevalente della pastorizia, e gli sono valsi i nomi di Uva pecorina o Pecorina (zona di Perugia) o Uva delle Pecore. La coltivazione del Pecorino è già diffusa dal 1876 nella provincia di Ancona, tanto che si annovera un Pecorino a grappolo stretto che veniva impiantato su terreni collinari esposti a Sud-Ovest, dove dimostra la sua resistenza alle intemperie, dando luogo alla produzione di mosti zuccherini e di alte acidità.

Come viene riscoperto?

Nella sua parte più recente, la storia del Pecorino si intreccia in maniera indissolubile con quella dellaTenuta Cocci Grifoni. È l'azienda vitivinicola fondata da Guido Cocci Grifoni, personaggio storico e lungimirante nel mondo del vino, tanto che, mosso dalla sua passione per la viticoltura e dall'amore per il territorio, ha dedicato tempo ed energie alla riscoperta e alla valorizzazione di questo vitigno anticipando di oltre 20 anni l'interesse del pubblico più ampio. La sua ricerca si è concentrata, in particolare, su vitigni autoctoni a bacca bianca che permettessero di ottenere dei vini meno standard del Trebbiano, della Malvasia e di altri vitigni minori a bacca bianca. Nei primi anni '80 parte così la ricerca bibliografica con altri amici-colleghi per verificare la presenza storica nel territorio Piceno di antichi vitigni autoctoni a bacca bianca.

Dalla ricerca emerse che, a nord del corso del Tronto, sulla sponda destra, a 1000 metri sul livello del mare, vicino ad Arquata del Tronto, c'era un vigneto piccolissimo, praticamente abbandonato, di proprietà allora di un ottantenne, dove era presente un antico vitigno denominato "Pecorino". Lo stesso Guido Cocci Grifoni ricorda: "Nel 1982, un mattino di Settembre, prima della vendemmia, io, il dottor Giuseppe Frascarelli (Segretario della CCIAA di Ascoli Piceno) e il geometra Piergiorgio Liberati ci recammo ad Arquata del Tronto, in frazione Pescara. Liberati mi aveva informato che qui, il signor Cafini era proprietario di una vecchia vigna coltivata a Pecorino; arrivati sul luogo Cafini stesso ci indicò alcuni tralci di 2-3 generazioni. Quel mattino non prelevammo i tralci, ma ci limitammo a segnarli con del nastro adesivo. Nel febbraio successivo tornai a prendere i tralci e li portai in azienda. Per effettuare gli innesti mi avvalsi della collaborazione di Bernardo Lanciotti, proprietario di un podere in Offida" [tratto da: "La Riscoperta del Pecorino: storia di un vitigno e di un Pecorino." Editore Tecniche Nuove, Milano 2009].

Nel febbraio del 1983 furono quindi effettuati i primi innesti su alcuni filari di viti in differenti esposizioni geografiche: 50 viti a nord e 50 a sud. Dal 1984 fino al 1990 vennero fatte varie sperimentazioni per verificare se era più adatto il territorio a nord o quello a sud. Due anni dopo furono prodotti i primi litri di questo vino. Considerate le caratteristiche fisiologiche del vitigno, si giunse infine alla determinazione di collocare le piante nel territorio più a nord. Oggi esiste ancora il primo vigneto di "piante madri" realizzato nel 1983. Nel 1984 le marze furono inviate ai Vivai Cooperativi Rauscedo di Pordenone, che realizzarono le prime barbatelle. La prima vendemmia quantitativamente rilevante risale al 1990. A questi anni risale la prima produzione di vino ottenuto da uve Pecorino vinificate "in purezza"; il prodotto iniziò a essere imbottigliato come vino bianco da tavola senza indicazione né dell'annata né del nome "Pecorino". Vista la buona qualità del prodotto ottenuto, Guido Cocci Grifoni impiantò il primo ettaro.

La valorizzazione e la tutela del Pecorino

In questa situazione, Guido Cocci Grifoni, ha dimostrato una lucidità e una lungimiranza unici, andando in totale controtendenza rispetto al mercato: mentre tutti utilizzavano i vitigni a bacca bianca internazionali quali Pinot Chardonnay e così via, egli proponeva un vitigno completamente sconosciuto, ma fortemente legato al territorio e alla sua storia, con delle peculiarità uniche. La perseveranza e le caratteristiche del prodotto hanno premiato questa coraggiosa scelta.

Da vino da Tavola, il Pecorino diventa IGT quando la Regione inizia ad essere coinvolta nel progetto di rivalutazione del vitigno. Questo strano vitigno ha incuriosito i tecnici della Regione che verso la metà degli anni novanta avviano dei campi di sperimentazione presso alcuni produttori del Piceno, tra cui, naturalmente, la Tenuta Cocci Grifoni. La storia dalla metà anni novanta sino all'ottenimento della DOC è ancora in salita: l'esplosione dei vini rossi, il crollo dei vini bianchi; la moda dei vitigni internazionali e dellebarriques, porta pochi soggetti tenaci, tra cui un paio di ricercatori freemen, a continuare a lavorare scientificamente intorno a questo vitigno. Le sue peculiarità incominciano ad essere abbastanza chiare e interessanti dal punto di vista commerciale solo in tempi recenti, tanto che nell'associazione "Vinea" di Offida, si avvia un lungo dibattito tra gli operatori del settore. La definizione di questo processo culmina nella dichiarazione definitiva della DOC Pecorino nell'Agosto 2001 per la medesima vendemmia 2001.

Ma il Pecorino, com'è?

L'espressione più tipica del Pecorino secondo Cocci Grifoni è sicuramente il Colle Vecchio, un Pecorino in purezza che costituisce il prodotto più rappresentativo della tenuta. Il nome Colle Vecchio deriva dal toponimo dove questo vitigno autoctono è situato. Il vino che nasce dal Pecorino è espressione di un lavoro condotto con passione, "...frutto della Vite e del lavoro dell'Uomo...", un vino che esalta al massimo grado la vocazione della Natura, dei Viticoltori e dei mastri cantinieri, diventando espressione di un'autenticaeccezione vitivinicola che gli è valsa l'attributo di "Rosso vestito di Bianco". La terra Picena in generale e le colline del territorio di Offida in particolare sono la patria vocata di questo vitigno straordinario le cui vinificazioni danno vini molto profumati, longevi, con alta acidità e gradazione alcolica.

La vendemmia è generalmente dai primi settembre fino al 20, definibile quindi precoce in considerazione del fatto che cresce a cavallo del 43° parallelo, per definizione il "parallelo mediterraneo". Le colture di questalatitudine sono baciate da un sole che matura in modo dolce e non aggressivo, che scalda ma non brucia, che fornisce la giusta luce e il giusto calore necessario alla fisiologia del vitigno Pecorino. Nella notte, invece, le brezze che scendono dai Monti Sibillini rinfrescano la pianta quanto basta per bloccare il processo di degradazione metabolica degli acidi che avverrebbe in un ecosistema troppo caldo. Da qui ha origine l'equilibrio peculiare che caratterizza il Pecorino, fatto di numeri "esagerati" per un vino nato da un vitigno a bacca gialla: un altissimo tenore in zuccheri, che si esprime in un alcol potenziale attorno ai 13°, un contenuto di acidi superiore a 8g/l, un valore di pH intorno a 3 e un estratto secco netto superiore a 24 g/l. Un vino longevo, potente perché ricco di energia, piacevolmente sapido perché ricco di Sali minerali, ceneri e acidi. Ecco perché Colle Vecchio, nato dalla passione di Guido Cocci Grifoni, è un vino così particolare, che richiede attenzione e passione nel comprenderlo e degustarlo, così da potersi offrire in tutta la sua unicità e complessità: si tratta di una sorta di "genius loci" del Piceno,

espresso sotto forma di vino, il segno di un attaccamento al territorio che oggi è anche il simbolo di un successo che ha fatto storia.

Il vino si presenta di colore giallo paglierino con riflessi verdognoli. Possiede note speziate all'olfatto, sentori di frutta matura, mela renetta, liquirizia, fiori d'acacia e gelsomino; in bocca si rivela con un gusto morbido, fresco, piacevolmente acidulo, intenso e lungo. La sua ottima persistenza in bocca e il piacevole lungo retrogusto lo rendono indicato non soltanto in abbinamento a primi saporiti, pesci e carni bianche ma anche ai salumi tipici del territorio ascolano come lonza, salame e prosciutto, oltre al caratteristico ciauscolo, una sorta di salame a pasta morbida, quasi spalmabile.

 

Video al link : http://youtu.be/s_5QD4vW6so


Tag: winetaste, marche, autoctono, pecorino, abruzzo, Gatti Roberto, cocci grifoni, pasetti, contesa, pecorin


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