21.02.2009 | Vino e dintorni Inserisci una news

NO ENOTECA REGIONALE A NAPOLI

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La Condotta SLow Food Avellino dice NO alla realizzazione dell'Enoteca Regionale a Napoli.

La Condotta Avellino di Slow Food, coerentemente con i principi dell’Associazione che si batte da oltre 20 anni per la tutela dei prodotti tipici, la salvaguardia del territorio, inteso come insieme non scindibile di ambiente, abitanti, tradizione, cultura, imprenditoria e risorse locali, esprime il proprio disappunto e la netta opposizione al progetto annunciato recentemente proprio ad Avellino, non si comprende se con raffinata ironia o rozza insensibilità, dall’Assessore regionale all’Agricoltura secondo il quale l’Enoteca Regionale non andrebbe realizzata ad Avellino, ma a Napoli, per dare una maggior visibilità ai prodotti Irpini.

Stendendo un velo pietoso sulla visibilità e sull’immagine che oggi Napoli offre al mondo, con grandi responsabilità della classe dirigente locale e regionale e purtroppo con danni gravi a sé ed alle altre province, anche se la sede scelta fosse il Paradiso Terrestre, non è possibile sostenere, ed ancor peggio realizzare, un’idea che proietta il luogo di esposizione di prodotti che derivano dalla cultura tipica di un territorio in un altro, che per giunta presenta vocazioni del tutto differenti, che andrebbero a loro volta valorizzate laddove si trovano.

Forse questo tipo di amministratori pensa che la Basilica di Montevergine o la Certosa di Padula sarebbero più frequentate e visibili se le smontassimo e le rimontassimo a Pompei? Si sta immaginando di trasferire a Capodimonte il Real Sito di San Leucio o la Reggia di Caserta? Perché non spostare a via Caracciolo la produzione della pasta di Gragnano? E si potrebbe anche sfruttare la Mostra d’Oltremare per coltivarci il pomodoro San Marzano, far pascolare bovini ed ovini dei Monti Lattari e del Terminio, esporre il torrone di S. Marco dei Cavoti, e via con la fantasia malata di egocentrismo.

Se si realizzasse la sciagurata proposta, si verrebbe soltanto a generare un altro “luogo senza anima”, completamente avulso dalla terra che lo genera, difficilmente raggiungibile dagli appassionati di questo prodotto, che tutto vogliono intorno a sé, tranne il traffico, l’inquinamento, il cemento armato e le altre amenità che il nostro capoluogo regionale oggi purtroppo offre in quantità industriale.

Per aiutare a riflettere su questa decisione, la Condotta Avellino di Slow Food offre questa semplice considerazione: l’Enoteca Nazionale si trova a Siena e non a Roma, l’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna si trova a Toscanella di Dozza e non a Bologna, quella dell’Abruzzo è a Ortona (CH), l’Enoteca Regionale del Barolo e quella del Barbaresco sono a Barolo e Barbaresco in provincia di Cuneo, non a Torino, l’Enoteca regionale delle Marche si trova a Jesi, l’Enoteca regionale dell’Umbria è ad Orvieto, in Liguria è a Castelnuovo Magra, in Friuli ve ne sono due Cormons e Gradisca d’Isonzo, in Veneto l’Enoteca regionale si trova a Pramaggiore.

In conclusione, la Condotta Slow Food di Avellino ringrazia e rende merito ai non pochi che hanno già fatto sentire la loro voce contraria alla ipotesi dell’Assessore regionale all’agricoltura, che va contro anche ad ogni logica e realtà esistente, e si dichiara disponibile a partecipare e sostenere qualsiasi iniziativa rivolta a determinare una scelta della sede di una istituzione così importante per il mondo enogastronomico, nella direzione naturale della stretta sinergia tra il “Topos” ed il Territorio. In tal senso facciamo appello a tutti i produttori ed agli uomini politici Irpini, a tutte le Autorità e le altre Associazioni della nostra Provincia, affinché si organizzi un’azione comune contro l’ipotesi della localizzazione a Napoli dell’Enoteca Regionale.

CONDOTTA SLOW FOOD AVELLINO

Il Fiduciario                      

ing. Lucio Napodano               

[email protected]                


Tag: napoli, vino, Slow food, enoteca, avellino, condotta, assessore, regionale


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